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Cinque Punte di Raibl, una traversata e la salita alla più alta

Le Cinque Punte da Cave del Predil

Il piccolo massiccio fra la val Rio del Lago e la Valromana comprende le 5 cime principali allineate da N a Sud contrassegnate da numeri romani, la prima (a Nord) è la  più alta.  La scusa di questo articolo mi è stata offerta da un lettore che ha cercato la cima in questione sul sito poco tempo fa sollevandomi dalla problematica scelta. Per la prima volta alla Capanna Cinque Punte tocca riandare al passato remoto trattandosi di una gita autunnale dell’UOEI  con in programma la traversata da Tarvisio a Cave del Predil nell’anno 1982, quindi agli albori della mia scalcinata carriera di montanaro.

La traversata

Dalla periferia Est di Tarvisio la corriera imbocca la statale per il valico di Fusine e quasi svolta a destra per Rutte, 800 m di quota dove scarica i gitanti, la rivedremo al pomeriggio a Cave. Alla fine della rotabile inizia il sentiero 518 diretto alla Sella Alpel che costeggia in un tratto le pareti e traversa dei ghiaioni prima di entrare definitivamente nel bosco già con i colori dell’autunno.  Esce alla radura dell’Alpe di Rutte dove si trova la Capanna Cinque Punte, 1520 m. Qui alcuni partecipanti accendono un vietatissimo fuoco all’aperto, scongiurato l’incendio si prosegue con il segnavia 520 verso la Sella della Malga 1616 m, poco oltre i più volenterosi salgono per mughi alla cimetta dello Sciober Grande toccando così l’apice della traversata a 1845m. Frattanto il tempo, passabile al mattino, si è guastato e in questo tratto si naviga nella nebbia. La traccia prosegue verso Sud costeggiando una dorsale di mughi fino alla Portella, da qui un sentiero scende in Val Romana e un altro varca il confine con la Slovenia. Il nostro gruppo va nella direzione opposta dove il sentiero si perde nel vasto pendio erboso, lo ritroveremo più in basso quando imbocca il Canal Risonante e costeggiando il torrente riesce infine sulla Statale in corrispondenza di Raibl o Cave del Predil 900 m. Sei ore e mezza. Ottobre 1982.

1 Valromana

2 Il torrente

3 Il sentiero 520

4 Una colata di ghiaie

5 In traversata sotto scure pareti

6 Bellissimi i boschi

7 Le Cinque Punte

8 Alla Capanna

9 Cattivi esempi

10 Vista dall'alto

11 Il Mangart già bianco

12 La catena del Guarda

13 Ancora una sosta prima di calare su Raibl

Alla prima e più alta delle Cinque Punte (1909m)

Vent’anni dopo siamo ancora qua per la seconda ed ultima a tutt’oggi visita, favoriti da una meravigliosa giornata d’inizio estate. Ci sono Gigi e Eliana e Cinzia, il Maurin e, a garantire la rappresentanza delle minoranze  più giovani, Alessio. In auto variamo anche l’approccio proseguendo fino al divieto in Val Romana sempre da Rutte o Ortigara, non me lo sono segnato. Per salire alla Capanna il sentiero è oggi contrassegnato con il n. 520 del quale non ho ricordi particolari. Arrivati al ricovero ci spostiamo alla base delle mughete sottostanti alle enigmatiche  pareti delle cime. Un provvidenziale ometto indica l’inizio dell’itinerario che si sviluppa abbastanza pulito, roccia solida e appigli vegetali facilitano non poco la progressione nel quasi verticale versante che più in alto fuoriesce a sinistra in un canale detritico con placche di dubbia solidità che si devono risalire fino a una sella sovrastata da un caratteristico obelisco. Dalla forcella ci si affaccia al versante di Raibl con inusuali visioni sulla Giulie, ma più importante è l’apparizione della meta prestabilita sulla nostra destra. Scendiamo pochi metri in questa direzione fino a prendere una cengia (mughi anche qui), la si percorre tutta arrivando all’inizio della detritica e facile crestina finale che ci depone in vetta. Al ritorno seguiamo la stessa via, qualche ometto era già presente e altri ne avevamo lasciati noi, le difficoltà sono sul primo e secondo. Dalla Capanna svariamo ancora, dopo qualche ricerca riusciamo a rintracciare la prosecuzione del sentiero 518 che scende a valle, alto sulla destra orografica del Rio Sciober,  ci riporta alla forestale della Val Romana, così i tre sentieri che salgono da questa parte sono stati tutti fatti. Probabilmente ci eravamo portati uno spezzone di cordino da 20m, mentre caschi, imbraghi e altri ammennicoli assenti per libera scelta. La documentazione fotografica è piuttosto scarsa, probabilmente e al contrario del solito non ero in vena.  Giugno 2002.

14 Giglio Martagone

15 Alla Capanna

16 In salita roccette e mughi

17 L'ambiente dove si svolge la gita

18 Verso la cresta

19 Meno mughi del previsto

20 Dalla cresta finale Fuart e Montasio

21 Il lago di Raibl e il Canin

22 In discesa

23 Vista sulla Capanna

24 La strada della Val Romana

25 Acqua limpidissima nel torrente

 

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