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Col Magnente (1524m) e casera Lavazeit (1813m), una gita forestale dalla Mauria

Le previsioni meteo danno poche speranze ma gli impegni sono impegni e partiamo comunque, con somma meraviglia si presenta all’appuntamento il Mauro che ha buttato giù dal letto anche suo figlio. Nei numerosi passaggi dalla Mauria, valico fra la Carnia e il Cadore, avevo adocchiato sulla destra del primo tornante in versante Ovest una tabella del CAI con varie destinazioni verso il gruppo del Tiarfin. Non ci ero mai stato e questa è già una sufficiente motivazione. Già in una curva prima di Forni, con il pilota un po’ distratto dal paesaggio, la Rav aveva preso una bella imbarcata sulla strada umida dando la sveglia ai passeggeri. Partiamo con l’ombrello, la carreggiabile sale fra gli innumerevoli stavoli (qui chiamati tabià) fino a un crocevia in loc. Stabie (1373m) dove prendiamo a sinistra, trascurando le varie segnalazioni (sent. del Papa e altre) ci alziamo fino a una cimetta alberata (quindi niente paesaggio) che stimiamo essere il Col Magnente, ben 1524m, o forse si trattava dello Stizzinoi? Tutto qui (diranno i miei fedeli lettori)? Non sia mai, torniamo al punto di partenza  per imboccare il sent. 207 che traversa lungamente in direzione Sudest con modica pendenza nel faggeto fino a un ruscello presso una briglia. Intanto si risveglia la cupidigia dei compagni alla vista di parecchie Mazze di Tamburo con contorno di Porcini. Poi finisce la ricreazione, dopo il guado la traccia comincia salire più impiccata (e anche meno battuta) per uscire finalmente sul panoramico terrazzo della Casera Lavazeit, fine della solitudine. Qui incontriamo un coro alpino di un paese sul Livenza in provincia di Pordenone più astutamente  saliti con la seggiovia del Varmost traversando in seguito costì. Ci offrono un saggio del loro repertorio, anche il cuore di pietra del mio compagno si commuove.  Nel recinto sottostante pascolano alcuni puledri, il più scafato pranza con la pasta avanzata. Intanto è uscito il sole e il panorama si apre verso le dirimpettaie dolomiti friulane. Resta solo il rientro, non ci sono alternative al percorso fatto in salita.

 

 

30 Luglio 2017

 

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