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Cima NE di Marcoira (2422m) dal Passo Tre Croci

Per questo giro (e parecchi altri ultimamente) profittiamo della meritevole guida “111 cime attorno a Cortina” dei presumo indigeni Caldini-Ciri-Majoni che propongono oltre a mete più di moda parecchie cime secondarie ma non per questo meno interessanti specie per noi villici provenienti dagli italici confini orientali.  Il passo  Tre Croci 1809m,  fra Misurina e Cortina è il punto di partenza abbastanza elevato di questo itinerario, arrivarci non è la strada dell’orto, Sappada e poi la Valle dell’Ansiei, prima di Misurina si svolta a sinistra e in breve lo si raggiunge parcheggiando ai bordi della statale. Non senza qualche difficoltà che il posto, fra il gruppo del Cristallo a N e il Sorapis a S è parecchio trafficato. Seguendo le indicazioni percorriamo una strada bianca poi sentiero con segnavia 213 fino a un bivio dove prendiamo a sinistra fino a sotto un canale ghiaioso gradinato con delle assi di legno che fuoriesce alla forcella Marcoira 2307m. Qui si tralascia il sentiero segnalato iniziando a traversare per tracce sempre più scarse verso Est. Qui non c’è più nessuno, per verdi e detriti passiamo prima a mezzacosta sotto la Cima Ovest più arcigna finendo ad affacciarci alla forcella fra le due.  Si continua poi sullo stesso tipo di terreno dove fanno la comparsa le stelle alpine, sono di dimensioni piuttosto piccole ma fanno sempre piacere. Ora si sale più ripidamente fino a meritare la simpatica cimetta, la croce di legno è ricavata presumibilmente da resti bellici. Sostiamo  in solitudine poi riprendiamo il cammino, il prato visto dall’alto appare più impiccato ma ce la facciamo senza ruzzolare a valle. Però non ci caliamo dalla forcella ma continuiamo a traversare verso O in ambiente simpaticamente roccioso incontrando anche un tratto attrezzato con cavi metallici fuoriuscendo  alla forcella Ciadin (segn. 223, 2378m) che scavalchiamo tornando sul versante del passo. Incontriamo un paio di escursioniste teutoniche, anche loro della terza età, una delle due passando sotto un tetto da una bella zuccata, la prognosi non è comunque infausta. Passiamo prima sotto le Cime del Laudo e continuando riagguantiamo il percorso fatto in salita. In questa parte l’apparecchio fotografico dà misteriosamente forfait  e mancano le prove. Con Sandro e Saro nel Luglio 2015, senza fretta in circa sei ore.

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