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Pala del Belia (2295m), via Penasa-Lise, III-IV, in ricordo di un amico

Andare ad arrampicare in giornata nel sottogruppo della Moiazza, fra ore di guida, avvicinamento e salita è una discreta sfaticata, viene comunque scelta per svariare l’uscita finale del corso di Alpinismo dalle solite Carniche e Giulie. Il passo Duran, 1601m, quindi abbastanza in alto, fra le valli di Zoldo e Cordevole è il punto di partenza . Dal passo verso NO l’appoggio è il rifugio Carestiato (1834m) raggiungibile in meno di un’ora con un comodo sentiero. Il ricovero è sovrastato dalle propaggini minori della Moiazza, le loro pareti offrono un buon numero di scalate di media difficoltà che si prestano alla bisogna. I capicordata più forti si aggiudicano le vie più dure (ma più brevi) sulle torri minori, resta da coprire la Pala del Belia, una piramide proprio sopra al rifugio. La via Penasa-Lise in parete Sud, 400m di III e IV, viene affidata ai tre rimanenti, impersonati da Nevio, Sandro e il sottoscritto. Abbiamo un solo allievo a testa al posto della solita coppia, per fortuna oggi non c’è carenza di istruttori. Si attacca in un diedro, poi ci si alza per pareti intervallate da verdi cenge, verso l’uscita si sfrutta un lungo camino. La via non è obbligata, trovando quella giusta si trovano le soste attrezzate e qualche chiodo di passaggi. La qualità della roccia è buona, attaccando alle dieci alle tre del pomeriggio  usciamo in vetta. In discesa con un traverso a sinistra ci si collega all’impegnativa ferrata Costantini che riporta direttamente al passo. Il tempo è variabile, dei momenti soleggiati ma anche dei banchi nebbia vaganti. Al parcheggio dobbiamo attendere a lungo l’arrivo dei migliori che devono avere avuto qualche disguido, alla fine ci siamo tutti e riprendiamo la lunga via per la magione, a mezzanotte ci siamo. Un cenno sugli allievi, c’erano due Massimo, uno in seguito è diventato istruttore di scialpinismo, ma voglio qui ricordare il terzo, un simpatico ragazzo di Ragogna, sportivo di bici, camminatore e promettente alpinista.  Poco tempo dopo una normale giornata si coricò per non più risvegliarsi per uno di quei malori inspiegabili che talvolta colpiscono le persone in piena salute. Il suo nome era Luca, quando il destino chiama…

30 Maggio 1993

La guida? Primi passi da capocordata della Sezione del CAI di Mestre.

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Categorie:Dolomiti Orientali Tag:
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