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M. Flop (1972m) profittando di una castagnata al rif. Grauzaria

Tutto è cominciato in Val Aupa dove ne abbiamo combinate di tutti i colori a partire dalla Festa della Montagna al rifugio Grauzaria che si tiene in Agosto. La prima volta portandoci come razione di sopravvivenza un bottiglione di vino e chissà perché un’anguria messa in fresco nel provvidenziale ruscello. Fra le varie disavventure ricordo anche una tragica spedizione di un giorno e mezzo con pernottamento in tenda all’inizio del sentiero coinvolgendo nell’impresa mogli , la prole e un cagnetto trovatello dal pessimo carattere battezzato Danguard (dal manga che in quegli anni faceva furore alla TV). Così mi è rimasto negli anni un certo rapporto affettivo con questi monti che fra l’altro sono i più vicini a noi gente di pianura. Un paio di decenni dopo propongo lo stesso rifugio per la consueta marronata di novembre. Quindi da Carnia continuiamo per la S. S. Pontebbana fino alla deviazione a sin. per Moggio continuando a risalire la Val Aupa fino alle tabelle che indirizzano sulla ancora a sin. al ricovero, si parcheggia alla fine dell’asfalto a 730m presso i casolari Nanghetz. Si segue ora il sentiero 437 con percorso vario, prima nel pineto quindi si transita da una sorgente. Segue un tratto fra i faggi e si continua fra i mughi, a sinistra incombono le chiare rocce della Creta Grauzaria. Pochi metri sopra un ruscello si arriva infine al rifugetto, attualmente ampliato e perfino gestito in stagione da un appassionato, non si fanno certo qui i soldi. La prima nevicata e le nuvole basse creano un ambiente incantevole, mentre alcuni partecipanti si dedicano alle arti culinarie i soliti più arditi si defilano. Decidendo di salire al Monte Flop, duplice e poco frequentata quanto facile montagna a Nord del rifugio. Ci alziamo quindi sul sentiero che passando dietro al rifugio va a raggiungere l’ampia insellatura chiamata Foran de la Gjaline, 1668m, al confine con Paularo. La meta resta a destra e si raggiunge per una traccia segnalata che percorre la cresta Est di mughi ed erba, per non sbagliare ne tocchiamo anche l’anticima favoriti anche dal sole lasciando la caligine più in basso. La Cima viene conquistata anche dal candido pastore maremmano Kira. Discesa per la stessa via, a seguire gozzoviglie al rifugio con problematica discesa notturna. Novembre 2000.

1-vegetazione-imbiancata

2-sul-sentiero

3-dalla-nebbia-emergono-le-creste

4-paesaggio-incantato

5-calpestando-la-prima-neve

6-le-creste-della-grauzaria

7-il-dorso-della-normale

8-sole-inatteso-in-cima-con-vista-sul-cavallo

9-il-monte-sernio

10-il-rifugio-grauzaria

11-tramonto-sullo-zuc-dal-boor

12-ultime-luci-sulla-grauzaria

13-i-festeggiamenti

14-qualche-partecipante

  1. novembre 1, 2016 alle 5:56 pm

    Io “adoro” vedere quelli che, in una foto di gruppo, hanno sempre da far altro e guardare altrove mentre c’è uno intento a scattare per loro una decente foto ricordo.
    Lo notavo anche da bambino nelle foto degli alunni alle scuole elementari!

    Sembra che facciano apposta per farti perdere la pazienza.
    Non vanno bene i manichini immobili, ma un minimo di buon senso comportamentale, si.

    Bella nevicata …
    L’anguria è naturalmente dissetante ed energetica, pesante da portare, ma dissetante, ecco svelato il mistero del perché l’avevate portata … ^_^

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