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Ciastronat e Navagiust, splendori autunnali

Fleons, Edigon e Cresta Verde sono le tre cime principali del gruppo, allineate da O a E sul confine con l’Austria che tuttavia prima di scendere al passo Giramondo con un ultimo guizzo si alza ancora fino al Cjastronat (dispregiativo dal friulano, montone poco piacevolmente castrato), 2250m, cima ancora assente dal palmarès. Tutte le vette sono costituite di antichissimi scisti scuri poco adatti all’arrampicata ma attraenti per ambienti e panorami all’escursionista fai da te. Coinvolti nell’impresa alcuni amici si risale per l’ennesima volta la valle del Degano, poco oltre Forni Avoltri a un ponte si svolta a destra sulla rotabile percorribile fino a poco oltre Pierabec, 1073m di quota. La si lascia per un ponte a destra (indicazioni, sent. 142) che transita dalle casere Bordaglia di sotto e di sopra con l’incantevole laghetto. Qui giunti si sale a sin. per tracce nell’erba (sempre sentiero segnalato e un altro laghetto) alla forcella Sissanis (1987m) sovrastata dalla conoide erbosa della cima prescelta. La si raggiunge per la poco accentuata cresta Sud senza itinerario obbligato, ripidi pendii erbosi si alternano a qualche affioramento roccioso con tracce poco o per niente presenti. La vetta è solcata da una trincea e offre, complice la nitida atmosfera autunnale, un bellissimo panorama che purtroppo non tutti i compagni apprezzano desistendo prima. La guida dichiara primo inferiore, ma è un terreno difficile da quotare, gli appigli sia vegetali che minerali non sono troppo affidabili. Scendiamo più o meno per la stessa strada facendo attenzione a non ruzzolare e giungiamo tutti interi alla sella di partenza che verso meridione offre un ulteriore rilievo facente parte per ragioni geologiche del gruppo calcareo del Volaia, anche se le guide sono discordi, si tratta del Navagiust ( 2129m), nell’idioma carnico buon pascolo), non possiamo esimerci dal visitarlo (patiamo anche qui una diserzione, un amico dichiara che una cima alla volta è più che sufficiente). Una traccia ben visibile sale alla cresta e quindi alla cima dove si arriva da Est con un pò di attenzione, è piuttosto esposta ma meritevole, sottocresta c’è una postazione della guerra 15-18. Basta per oggi, tornati alla sella scendiamo a O per la Val Sissanis con le due omonime casere fino alla stretta di Fleons e per questa al parcheggio nel tripudio del bosco autunnale.  7 ore e mezza, ottobre 2008, l’anello è il medesimo della gita alla Creta di Bordaglia (già pubblicato).

1-val-bordaglia-a-s-le-pesarine

2-bordaglia-di-sopra

3-larici-sul-lago

4-riflessi-nel-laghetto-di-quota-pascoli

5-lobiettivo-della-gita

6-dalla-sella-verso-o

7-salita-alla-cima

8-sulla-cresta

9-la-cima-e-la-creta-verde

10-coglians-e-volaia-dalla-vetta

11-in-discesa

12-sul-navagiust

13-i-profili-di-siera-e-clap

14-memorie-della-grande-guerra

15-casera-sissanis

16-val-fleons

17-cascata-alla-stretta-di-fleons

18-splendori-dautunno

  1. ottobre 8, 2016 alle 5:00 pm

    Questa è un’area davvero bellissima, anche e soprattutto per il fotografo ‘faccio da me’.

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