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L’Alta Via Resiana in discesa

Prima di questa avevo fatto solo una gita in Val Resia per l’inaugurazione del Bivacco del CAI di Manzano con tempo pessimo.

tempo-pessimo-alla-inaugurazione-del-bivacco-manzano

al-bivacco

Vittima di un banale infortunio in montagna (contusione/distorsione al malleolo) dopo una settimana e una ulteriore gita mi decido a ricorrere al medico, la prognosi  è di quindici giorni di riposo medicandomi con il Voltaren (nol fas mal nol fas ben) quindi è d’uopo frugare nello sterminato archivio delle antiche salite. Per questa bisogna fare un viaggio all’indietro nel tempo fino al primo giorno d’autunno del lontano 1985, che anche se ora appare colorato dal rosa dei ricordi non era in verità un periodo bellissimo, fra lutti in famiglia e crisi del lavoro le uniche soddisfazioni venivano proprio dall’alpe. Con l’abituale amico dei tempi, il Bepi e uno dei molti desaparecidos, il simpatico Aldo, detto Coriere per il suo lavoro di autista di autobus, si decide per una gita in Val Resia. Prima di allora c’ero stato solo per l’inaugurazione del Bivacco del CAI di Manzano in una giornata da tregenda. Quindi la S.S. Pontebbana fino a Resiutta da dove svoltiamo a destra nella valle degli arrotini percorrendola tutta verso O, l’ultimo villaggio è Coritis, si può proseguire ancora fino al divieto a 954 m di quota dove parcheggiamo. La prossima meta è Casera Coot (attualmente agriturismo, più in alto è situato il bivacco del CAI di Manzano)) dove imbocchiamo il sentiero 642 che sale sulla sinistra per passare accanto agli allora rovinati della casera Berdo di Sopra. Il sentiero non è molto frequentato come testimoniano le rigogliose fioriture di Stelle Alpine e ci alziamo praticamente  (e a lungo) a casaccio su una costa erbosa per poi traversare a destra fra le rocce e verso la cresta fino al Porton sotto il Canin (2345m), la forcella dove con sollievo rintracciamo i triangoli rossi dell’Alta Via Resiana. Affacciati al versante Sloveno dell’acrocoro Sud e alle Giulie Orientali ormai Il più è fatto (di qua non passa più nessuno anche se l’ambiente è meritevole), non resta altro che seguire i segni ma in discesa sulla cresta Sud. Brevi risalite permettono di guadagnare con percorso entusiasmante le vette del Cerni Vogu, Laska Planja e Slebe, dov’ è necessario i cavi metallici garantiscono la sicurezza. Da quest’ultima cima si guadagna la forcella Infrababa Grande, un largo canalone conduce al bivacco situato a sinistra sotto il torrione del Mulaz da dove ci caliamo alla csera e poi al parcheggio. I tempi non me li sono segnati.

1-la-casera-canin-ai-tempi-diroccata

2-salendo-appaiono-le-creste-delle-prealpi-giulie

3-il-primo-sole

4-la-cresta-in-progetto-per-la-discesa

5-la-salita-e-allietata-dalle-stelle-alpine

6-vista-sul-sart

7-vietato-calpestare-i-fiori

8-sul-laska-planja

9-la-cresta-in-discesa

10-la-cresta-orientale

11-i-tre-compari-in-abbigliamento-balneare

12-la-cima-del-canin

13-una-delle-cime

14-sulla-cresta

15-sopra-il-veliki-babanski-skedei-il-monte-nero

16-seguendo-i-triangoli-rossi-dellalta-via

17-magnifico-ambiente-calcareo

18-capre-incuriosite

19-il-canale-di-forcella-infrababa-grande

20-il-bivacco-del-cai-di-manzano

Categorie:Giulie Occidentali Tag:
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