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La ferrata dei 50 al Creton di Culzei

Del Creton di Culzei ricordo di avere fatta la normale d’estate e soprattutto la salita in una scriteriata gita invernale con Mauro sempre dalla Val Pesarina. Più di recente ci ero arrivato da Sappada a conclusione di una salita al Creton dell’Arco (prima che venisse attrezzata) scendendo poi alla Forca dell’Alpino. Mancava all’appello ancora la Ferrata dei 50. Me la propone l’amico Nevio previo pernottamento al rifugio De Gasperi, si aggiunge pure Fabio, il recente acquisto triestino della compagnia. Fatti i miei conti dal rifugio ci sono solo ottocento metri di dislivello che reputo accettabili per le mie forze. Anche se il tempo di 5 ore e venti dal rifugio indicato dalla stitica guida delle Carniche avrebbe dovuto mettermi in guardia. Dopo Ovaro svoltiamo quindi a sin. nella valle degli Orologi con gli ameni paeselli allineati sul versante solatio, dopo l’ultimo, Pesaris appunto, si continua fino al parcheggio del centro fondo 1236m (con annessa trattoria, tradizionale punto di ristoro) dove le tabelle indicano il sentiero che porta al rifugio con il n. 201, un’ora e mezza per i 500m di dislivello, si sale abbastanza ripidamente all’ombra degli alberi fino a un cartello che lo dice intransitabile. Bisogna anche perdere quota per una frana nel mitico canalone di Pradibosco e quindi, passando accanto a una cascata, risaliamo al percorso originale e arriviamo a destinazione, 1767m. Il temuto affollamento non esiste, ci siamo solo noi, lo storico gestore Nilo Pravisano e un dipendente stagionale trentino. Era da un bel po’ che non pernottavo in rifugio, ora ci sono parecchie comodità, bagni con doccia ecc., fra le varie cose dimenticate c’è anche l’obbligatorio sacco lenzuolo ma riesco a dormire qualche ora senza ricorrere alla pillola (scordata anche questa). Sveglia alle sette, la mattina è bellissima con la spudorata cresta in bella vista, ci avviamo verso le otto. Il sentiero Corbellini (poveretto, anche lui interrotto per frana) inizia appena a valle del rifugio dirigendosi al passo Siera aggirando alla testata dei selvatici canaloni, l’attacco si trova a quello orientale dove ci travestiamo da alpinisti. Con il mio vecchio casco, la stagionata imbragatura e i due miseri cordini con moschettone soffro il confronto con i due amici più alla pàge muniti del set di ferrata con dissipatore, anche la protezione per la testa è all’ultima moda. La ferrata che sale al bellissimo praticello della Forca Alta di Culzei, in parte nel canale e con qualche tratto sulla destra non risulta molto difficile, i guai vengono dopo. Segni e cavi guidano sulla cresta con passaggi esposti e faticosi, qualcuno richiede anche forza di braccia fino ad uscire sulla Cima Alta di Riobianco (2400m) dove ne avrei anche abbastanza. Invece tocca scendere (ancora attrezzature) all’intaglio con il Lastron di Culzei e continuare verso questa cima, 2450m. Con l’ultima perdita di quota tocchiamo l’ulteriore forcelletta con la cima più elevata per meritare, dopo il piano inclinato sommitale, anche questa, 2458m. Non resta che scendere, prima fra i detriti verso N e poi verso Est alla Forca dell’Alpino, in ultimo per una simpatica gola (cavi e gradini) non manca l’ultima breve risalita passando sotto un masso incastrato dopo di che per placche posiamo i piedi in sella. Come ci siamo arrivati d’inverno resta un mistero. Ora un nuovo itinerario attrezzato che parte in salita evita la gola detritica. L’amico la propone ma faccio come Celestino V “che fece per viltade il gran rifiuto”, basta per oggi. Si scende al De Gasperi per la traccia segnalata e quindi a valle. Con i due nominati, 7-8 Settembre 2016. La descrizione puntuale oltre che nella guida del CAI è inserita in varie pubblicazioni riguardanti le vie ferrate.

Settembre 2016

1-il-canalone-di-pradibosco

2-genziana-autunnale

3-il-funghetto-delle-fiabe-si-chiama-amanita-muscaria

4-al-primo-sole-la-cresta-dal-terrazzo-del-de-gasperi

5-lo-scrivente-scruta-le-crode

6-il-sentiero-corbellini

7-targa-allattacco

8-attrezzature-nella-salita-in-forcella

9-gli-sciagurati-compagni

10-il-rifugio-dalla-forcella-di-riobianco

11-guglie-e-torrette

12-lattacco-della-cresta-in-basso-la-forcella

13sulla-chiara-roccia-dei-clap

14-un-passaggio

15-salita-al-lastron

16-e-al-creton

17-dalla-cima-verso-il-clap-grande

18-alla-croce-di-vetta

19-in-discesa

20-sotto-il-masso-incastrato

21-la-paretina-sopra-la-forca-dellalpino

22-con-nilo-al-de-gasperi

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