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Cima Urtisiel Est (2119m) due visite dagli opposti punti cardinali

Dalla Val Cimoliana

Pochi dei numerosi escursionisti che percorrono il Troi  dai Sclops (il bell’anello che collega i rifugi di Forni di Sopra e dove si svolge anche una corsa podistica) si prendono la briga di salire la Cima Urtisiel Est dall’omonima forcella. Eppure è una delle poche se non l’unica sommità escursionistica nel gruppo Spalti-Monfalconi , con un centinaio di metri di dislivello si arriva su un punto panoramico di prim’ordine. Il valico (1990m)  è pure il più comodo passaggio fra il Rifugio Pordenone (val Cimoliana) al Giaf (Forni di Sopra). Nel versante cimoliano un ulteriore punto d’appoggio per i più sfaticati o amanti della pace alpina può essere la casera Valmenon (1778m), ai margini del Camporosso, che a detta degli esperti custodisce i più affascinanti  prati di queste montagne. L’alpeggio è da tempo chiuso (siamo alla fine di novembre) quando con l’amico risalgo da Cimolais la valle medesima per lasciare la vettura al parcheggio di Pian Meluzzo (1163m) poco sotto al Pordenone. La gita ora prevede la risalita delle fiumane di ghiaia o il letto del torrente in secca della stessa valle prima sulla destra, quando ci si sposta sul lato opposto compare anche l’acqua. Trascurando i valloni che si diramano sui due lati si esce al circo finale guadagnando un duecento metri di quota. Quadrivio, a sin. il sentiero 359 porta in Val  Monfalcon di Forni,  a destra il segnavie con il n. 379 in quella di Brica mentre proseguendo sulla direzione  con il nostro 361 un buon sentiero nel bosco riesce alla casera, un locale offre ricovero anche a fine stagione quando bestiame e malgari sono tornati a valle. Dalla casera ci dirigiamo alla già visibile sella lasciandoci alle spalle larici e betulle. Il sentiero si alza verso NO a lunghi tornanti fra mughi e detriti che cedono più in alto alla neve, fra l’altro già presente alla casera. Pochi metri più in basso della forcella si prende a destra una traccia che districandosi fra le fra le macchie di mughi esce in vetta. Tre ore e mezza. Mare di nuvole verso il piano ma la nitidezza del cielo autunnale offre una straordinaria vista sui monti, ci fermiamo una buona ora ad ammirarla prima di scendere, altre due ore e quaranta. Un migliaio di metri il dislivello ma con un notevole sviluppo all’inizio. Con Oscar il 25 Novembre del 2009.

1 Le creste fra il Camporosso e la Val di Suola

2 Neve a Casera Valmenon

3 Il Camporosso e la Casera

4 La cima è la puntina in secondo piano, si vede anche il canale di salita

5 Sulla normale

6 Verso il Cridola e le Dolomiti di Sesto

7 La scarpata finale

8 In vetta

9 Il Tinisa, sopra il mare di nuvole le Giulie

10 Le Dolomiti

11 Un po' di neve in discesa

12 La Val Cimoliana

13 Trionfo dell'Autunno a fondo valle

 Da Chiandarens passando per il Giaf

Con la consueta crisi per le scelte (troppo lontane, troppa fatica e difficoltà non più superabili) esco con l’idea di tornare su questa cima ma con l’approccio dall’alta Valle del Tagliamento. Da Forni di Sopra seguendo la statale per il passo della Mauria in breve arriviamo a Chiandarens dove si dirama destra la strada per il parcheggio del rifugio Giaf, già piuttosto affollato, comunque un posto per il nostro mezzo di trasporto lo troviamo, quota circa 1000m. Fra la strada di servizio e il sentiero optiamo per questo che costeggia sulla destra un bel torrente di acqua limpida con pozze e cascatelle. Si passa in alto sull’altra riva, poco sopra in una radura si trova il terrazzo del rifugio, 1405m, con esauriente panorama verso le innumerevoli cime guglie e torri di Cridola, Spalti e Monfalconi. Fra le varie indicazioni ci incamminiamo verso Sud seguendo l’amato sentiero 361(quello della volta precedente) che poco più in alto sale a svolte i lunghi ghiaioni che scendono dalle creste che è abbastanza ben tracciato. All’unico bivio lasciamo sulla destra il sentiero per la forcella del Cason, ci sono anche i sclops, fingendo di ammirarli tiriamo anche fiato. Da questo versante la cima, abbastanza anonima dal versante cimoliano, si presenta come un turrito castello di difficile accesso, alla sella si vedrà. Con un entusiasmo degno di migliore causa (i ricordi della precedente gita sono vaghi) attacchiamo la cresta Est che riserva qualche passaggino alquanto esposto anche se di difficoltà bassa, sul primo grado, che non mi pareva di avere fatto. Va bene, c’è anche qualche ometto, quindi non siamo lontani dalla verità. Solo in vista della Croce di vetta dopo una breve lotta coi mughi sortiamo a destra sul sentiero della normale e subito dopo al sommo. In effetti per prendere la via comune bisognava calarsi qualche decina di metri come appureremo al ritorno. Al rifugio ci ristoriamo, al posteggio c’è il torrente per rinfrescarsi… non si può chiedere di più. 1100 metri il dislivello, 7 ore in tutto. Agosto 2016, Ermanno, Federico e Mauro.

14 Balcone fiorito al rif. Giaf

15 Sclops sul sentiero

16 Salendo al passo

17 Dal passo il Cridola

18 La cima dalla sella

19 La cresta

20 In cima la seconda volta

21 Ghiaione in discesa

22 Il riposo dei guerrieri

23 Il bellissimo ruscello

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