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Storzic (2132 m), cima solitaria a Ovest del Gruppo

La cima più occidentale del gruppo di Kamnik si erge solitaria ed attraente fra l’ampia valle della Gorenjska e la lunga dorsale delle Caravanche, il perché della scelta in quei lontani (e gloriosi) anni è subito detto, lo Storzic era inserito nella collezione delle 30 Cime dell’Amicizia (poi diventate 60).

Storzic, le vie della gita sono in verde, a sin. la salita

Per la prima salita bisogna tornare al lontano 1983 quando al confine bisognava, e non senza qualche patema, mostrare il passaporto mentre la guardia di frontiera ti guardava fisso negli occhi senza controllarlo. D’altronde erano i bei tempi della Jugoslavia di Tito. Dal valico di Fusine si proseguiamo, lungo la statale per Lubiana (ora autostrada, vignetta!) fino alla deviazione a sin. sulla strada che porta in Austria per il Ljubeli/Loiblpass. Deviamo a destra su un ponte sul torrente che porta alla cittadina di Trzic e seguendo le indicazioni si sale all’abitato di Lom e da questo, in ultimo su una strada sterrata al vetusto rifugio Dom Pod Storzicem, 1123m, parcheggio. Più lungo a dirsi che a farsi. Ora devo dire che molti itinerari salgono alla montagna, il più facile, ma con un dislivello di 1600m, è quello da Sud che snobbiamo con notevole risparmio di energie, molto meglio il versante N anche se descritto come più difficile. Dal rifugio, seguendo le indicazioni nel bosco si arriva in breve all’attacco dello Zrelo (gola) da costeggiarsi sul bordo destro. La via è molto accattivante, brevi saltini di roccia bianchissima con qualche cavo metallico si alternano a tratti erbosi fra le rigogliose fioriture. Fino all’uscita sulla cresta Ovest da dove si vede, come dice la guida di Tine Mihelic, mezza Slovenia. Il percorso sul filo diventa entusiasmante per l’ambiente arioso che tuttavia non è più impegnativo di quello già fatto, incoraggiati anche dalla vista sulla pur lontana vetta. Prima di raggiungerla si passa da un’anticima più verde, da questa in cinque minuti si arriva alla massima quota. Per la discesa proprio dalla cima bisogna prima calarsi a Nord per scaglie friabili traversando poi lungamente a destra in un canalazzo fino a una dorsale di mughi (Skariev Rob), già da lontano si vede il sentiero che lo costeggia stando nel versante occidentale. Lo si segue fino a un bivio, scendendo a sinistra con amabile camminata nel bosco, prima conifere poi gli onnipresenti faggi dei monti dell’Est che ci accompagnano fino al rifugio, dove siamo i benvenuti. Sei ore in tutto, 1000 metri abbondanti di dislivello, giugno.

La prima volta non è stata favorita dal meteo, era una di quelle giornate primaverili senza pioggia ma con cielo velato. La numerosa compagine (ben otto componenti, uno femminile) è da tempo sparita dalla circolazione, a parte il coetaneo, compaesano e amico da sempre detto “Il Mini”.

Trent’anni dopo sono ancora (non si sa per quanto) sulla breccia e una ripetizione ci può stare, da passeggero ancora meglio, la povera Ritmo della volta scorsa chissà dove sarà finita. La giornata, nonostante le fosche previsioni è delle migliori. Tocca acquistare la vignetta, ma il pilota e la sua poderosa SW sono all’altezza, comunque sono già le 10 al momento di partire. Nulla è cambiato ma con il bel tempo è tutto più piacevole. Tornati al rifugio, frequentato per lo più dagli indigeni, l’ospitalità è ottima, in attesa di un ritardatario sperimentiamo anche la Weizen della nota birreria Lasko (quella delle corna) prima di affrontare il menu ipocalorico del simpatico gestore. Luglio 2016. Le foto sono le Dia al rispamio della prima volta anche se la documentazione digitale di Domenica scorsa ne annovera un centinaio.

1 Salendo all'attacco della gola

2 Rocce gradinate e radici aiutano la progressione

3 Sul lato dx della gola

4 Un tratto attrezzato

5 In alto il canale si fa più ampio

6 Prima dell'arrivo in cresta appare la cima

7 Uscita in cresta O

8 La cima sembra lontana

9 Uno dei giardinetti cari a Kugy

10 La cresta Ovest

11 In cresta

12 Il percorso pur molto bello non è difficile

13 Una coppia in senso iverso

14 Tutti assieme in meta

15 Discesa a NO

16 Con qualche attenzione

17 Il sentierino del ritorno

18 Botton d'Oro sul dosso di mughi

19 Poi si scende nel bosco

20 Ulteriori fioriture

21 Una birra al rifugio a conclusione della giornata

P.S. Anche se il percorso è munito di attrezzature non occorre munirsi delle consuete cianfrusaglie tanto di moda fra gli attuali EE tipo imbrago, cordini dissipatori e casco.

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