Home > Alpi Carniche > Monte Cimon (o Creta di Entralais, 2422m) da Pesaris e da Sappada

Monte Cimon (o Creta di Entralais, 2422m) da Pesaris e da Sappada

La lunga cresta delimitata dalla Val Pesarina a S e quella del Degano a N culmina con numerose cime di quota crescente a partire da Est. Cime appetibili quanto poco gettonate essendo salvo qualcuna troppo impegnative per gli escursionisti e per contro disdegnate dall’alpinista per la discontinuità dell’impegno. Non avendo di queste fisime risultano il miglior terreno di gioco per i nostri palati sopraffini. Il Cimon è il massiccio più elevato a oriente della Creta Forata, la via comune offre prima un lungo avvicinamento poi la cresta Est con banali (per l’arrampicatore) passaggi di primo grado, ma ambiente fascinoso e solitudine garantita.

 Luglio ’92, in solitaria da Pesaris

Da lavoratore autonomo potevo fare le ferie quando volevo (in pratica mai), gli amici del periodo di cui si parla, tutti a carico dello stato, erano partiti per non si sa dove ed ero rimasto solo. Dalla strada a monte del paese degli orologi un’asfaltata è percorribile per un breve tratto guadagnando qualche decina di metri prima di parcheggiare (circa 800m). Qui ha inizio il micidiale sentiero 229, talvolta poco evidente, che costeggiando il rio Possal e fra belle fioriture e rigogliosa vegetazione entra in fine nel vallone di Entralais. La casera omonima in quegli anni offriva uno spartano ricovero (ora è riattata a bivacco). Una rampa detritica sale verso il passo di Entralais, sono perplesso, le condizioni meteo non lasciano molte speranze, densi nuvoloni si ammassano da tutte le parti, comunque nella dotazione è presente l’ombrello e ci salgo. Dal valico (2190m) inizia la cresta, proseguo con ottimismo fino in vetta seguendo ometti e sbiaditi bolli rossi. In discesa seguo la stessa via sotto una leggera pioviggine. Il diario mi dice cinque ore e 10minuti, per la miseria, ero veramente un drago.

1 Il rio Possal

2 La foresta

3 Un'Orchidea

4 Il rigoglio della vegetazione

5 Cascate del ruscello

6 La radura di casera Entralais

7 Belle fioriture nell'ex pascolo

8 La Creta da Fuina con a sin. forcella Entralais

9 Alla fine vado in cima

10 Vista verso Sappada

11 Il Coglians dai pressi della forcella

12 Nigritelle

13 Papaveri

14 Il vallone di Entralais

15 La casera ai tempi offriva un precario riparo

16 Giglio di S. Giovanni

Luglio 2016, da Cima Sappada (1276m)

Dopo un ventennio una ripetizione ci può anche stare specie se in allegra compagnia e variando l’approccio che questa volta è da Nord. Dal parcheggio della seggiovia del Siera all’inizio dell’abitato, ferma da qualche anno ha inizio una stradella pianeggiante che s’inoltra nel bosco verso sinistra. Diventata sentiero (n. 320) comincia a salire verso forcella Tuglia, è piuttosto lunga e presenta delle contropendenze, c’è anche un simpatico ruscello dove abbeverarsi e tirare fiato al ritorno. Poco prima della sella (1563m) si stacca a destra il sentiero con il segnavie 229, qui finisce la ricreazione. La traccia risale ripidamente una costa di mughi e larici, quando si esaurisce inizia il micidiale ghiaione dove c’è comunque e per fortuna una traccia, la forcella si trova nell’angolo di destra, difesa da due rampe di roccia friabile attrezzate con un cavo. Dallo stretto intaglio ci si affaccia al versante pesarino. Fino a qui tutto bene. L’inizio della cresta non è molto evidente anche se ci sono degli ometti, poi il Mauro si è portato anche il figlio adolescente che entra in crisi sul primo passaggio in esposizione. Non abbiamo neanche un metro di corda e l’incauto genitore lo parcheggia sul posto, scelta che non condivido. La salita prosegue agevolata da sbiaditi bolli rossi per erti verdi, brevi passaggi su placche e saltini di roccia chiara abbastanza solida fino all’ultima anticima. Una discesa sui detriti e una rampa erbosa escono infine alla modesta Croce di vetta, posata accanto all’ometto. La raddrizziamo e dopo una veloce sosta ripartiamo, in discesa la via risulta meno evidente e bisogna prestare attenzione. Per fortuna il ragazzino non si è mosso, ero in pensiero al contrario dello sciagurato genitore. Siamo abbastanza stanchi e nessuno propone di salire alla Casera Tuglia per una birra, torniamo faticosamente e per la strada già fatta al parcheggio. Ci rifaremo Al Sole di Avoltri, che non è il meteo ma l’alberghetto con cucina sempre aperta che offre tutte le prelibatezze carniche. Con Mauro, Luca e Sandro. Otto ore per la gita (soste comprese).

18 Pleros, Fuina e Cimon

19 Rosa selvatica

20 Il Cimon da N

21 Capre all'alpeggio

22 Il monte Tuglia

23 Il ghiaione di forcella Entralais

24 Il tratto attrezzato che precede la forcella

25 Al passo di Entralais

26 Tabelle al passo

27 Sulla normale

28 I verdi si alternano alle rocce

29 La vetta

30 In contemplazione

31 Pleros e Fuina dall'inizio della discesa

32 Scendendo

33 Forse il passo più impegnativo

34 M. con il suo Virgulto

35 Scivolata sulle ghiaie

36 Casera Tuglia

37 Finalmente i fiorellini

38 Il provvidenziale ruscello

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: