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Torre Comici e Cima Val di Guerra, due salite in Val di Suola

Da molti anni il rifugio Flaiban-Pacherini è stato dato in gestione prima all’amico Sandro e in seguito a suo figlio Claudio, molte sono state le gite in loco a volte con ritorni disastrosi per aperture e chiusure. Attualmente il bell’edificio è stato sostituito da un anonimo capannone in cemento armato che pure se rivestito in legno fa rimpiangere quello vecchio anche se era alquanto freddo e umido ma più ospitale, complimenti al progettista. Le due gite proposte risalgono agli anni ’90 quindi antecedenti alla ricostruzione. Per entrambe le salite partiamo da Forni di Sopra (910 m) nell’alta valle del Tagliamento, dal centro turistico scendiamo al ponte sul fiume per parcheggiare all’inizio delle pista da sci. Una noiosa strada asfaltata ma con divieto conduce all’inizio del sentiero 362 che dapprima nel bosco poi tra i mughi e infine in terreno più aperto porta al ricovero (1587m) in un paio d’ore.

1 Scarpetta della Madonna sul sentiero

2 Il vecchio Flaiban-Pacherini

La Torre Comici (2200m circa) per la ferrata Cassiopea

Il Visentini che ha un poca di puzza sotto il naso dice che non gli interessa (anche se in varie guide le consigliava), non è che io sia un grande cultore di questi itinerari addomesticati ma se mi capitano non ci sputo sopra, d’altronde la via più facile è di quarto quindi in mancanza riservata ai più eletti. D’altra parte in tutte le Dolomiti d’oltre Piave mi pare che non ci siano altri itinerari attrezzati e non vedo quale danno possa arrecare all’ambiente. L’appuntamento con il mio coetaneo e paesano è al rifugio, salgo a Forni con la poderosa bicilindrica a due ruote di recente acquisto (il primo amore non si scorda mai!) senza economizzare sull’acceleratore. Dal ricovero, salutati gli amici e continuando sullo stesso segnavia ci dirigiamo abbastanza faticosamente al Passo del Mus (2063m), fra la nostra torre e l’omonima cima, prima per verdi e poi sui detriti e sfasciumi. Dopo esserci attrezzati di casco,imbragatura e cordino (dissipatori e altre amenità erano futuristici) seguendo bollini e cavi senza troppi problemi ci meritiamo la vetta. Non ho trovato sul mio diario altro, quindi penso che la discesa sia stata fatta lungo lo stesso percorso, quello che ricordo della via è che richiede abbastanza forza nelle braccia e abitudine all’esposizione.

3 Il canale di salita al passo del Mus

4 Torre Comici e Cima Val di Guerra

5 Sulla Cassiopea

6 Un passaggio della ferrata

7 L'uso dei cavi è obbligatorio

8 L'arrivo

9 In vetta

10 Cime tempestose

 

La via comune alla Cima Val di Guerra, 2353m (2°?)

Transitando in precedenza dal passo del Mus ci eravamo invaghiti di una possibile via di salita dalla Val di Guerra (che scende in Cimoliana), non trovando altre notizie decido di tentarla trovando conforto nell’amico Vjgiut di provata fede ravanatoria. L’avvicinamento è lo stesso della gita precedente. Dal valico ci portiamo brevemente calando per poco nell’opposto versante fino a una svasatura di rocce. Dove c’è da arrampicare su rocce di dubbia solidità (è la massima difficoltà della salita). Superato il delicato passaggio si esce sulla cresta Sud più affidabile e sicura, seguita verso sinistra arriva a un intaglio che si supera in spaccata. Poi, quasi camminando, ci si merita l’esaltante vista dalla vetta che non sto a descrivere. In discesa non ci sono alternative alla via già percorsa. I maggiori pericoli ci aspettano però al Pacherini, qui la festa impazza fra canti e cospicue libagioni e la calata a valle comporta parecchi rischi.

11 Salita alla cresta

12 L'inizio della cresta è alquanto frastagliato

13 L'amico sul dorso

14 Nel magnifico ambiente delle Dolomiti Friulane

15 Una spaccatura

16 Un modesto ometto sul culmine

17 I due volponi si congratulano

19 Forni e la val di Suola

20 In discesa alla fine delle difficoltà

21 La tavolata al rifugio

22 A seguire la penosa ma sentita esibizione canora

23 Il gestore e in ordine di precedenza il cane e la consorte

24 Forni, dal parcheggio il Gruppo del Cridola

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