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Mrlzi Vrh, la Cima Fredda del Matajur (1358m), il facile anello da Masseris

Tutta la mia riconoscenza va all’amico Oscar che mi ha fatto scoprire dei luoghi e ambienti inaspettati nella zona del Matajur da sempre snobbata, ma non solo per questo, arrivato a casa con un semplice click ho cancellato per sempre tutte le foto (sono le gioie e i dolori del digitale), quelle pubblicate sono le sue, gentilmente concesse. La cima si trova in territorio sloveno sul dorso Est di quella principale, meno frequentata di quest’ultima ma ugualmente panoramica. Da Cividale si segue la statale per la Slovenia fino a Sanguarzo, qui a destra si prende la rotabile che attraversando numerosi paesi termina al Rifugio Pelizzo, ci fermiamo alla frazione di Masseris a 760 m di quota, il parcheggio si trova all’inizio del paese e proprio all’imbocco della carreggiabile che si alza sulla destra, per questa ha inizio la nostra escursione. Fra cavalli al pascolo ed eclatanti fioriture di crocus ci avviamo sotto un sole che sa già di primavera, la strada poi si riduce a mulattiera scarsamente segnalata che poi si riallaccia al sentiero con il n. 736 che trascuriamo fidando nella nostra guida. Inoltrandoci fra doline, radure e rilievi ammantati dai faggi con radi fienili per lo più in abbandono (in caso di nebbia qui è facile perdersi). Andando avanti incontriamo la prima neve e poco dopo dopo varchiamo anche il filo spinato che segna il confine. Lasciamo sulla destra una malga per salire sul lato opposto alla dorsale Sud del Mrzli Vrh che è abbastanza spoglia. Anche sulla quota massima la vista è libera su tre punti cardinali, mentre i faggi  la chiudono Ovest, c’è un cippo con la tavola di orientamento. Panorama molto bello sulla valle dell’Isonzo, le Giulie Orientali, il Canin e il collio. Dopo la doverosa sosta proseguiamo verso Nord per la comoda cresta con qualche trincea fino a incontrare una forestale, stiamo su questa che prosegue a saliscendi fino a un’indicazione (1315m) dove svoltiamo sulla sinistra imboccando il sentiero 736/736a che con le stesse caratteristiche della salita ma itinerario diverso ci riporta a Masseris poche decine di metri a monte del parcheggio. 5 ore soste comprese, oltre a Oscar c’erano Sandro e Saro, il 2 Marzo 2016.

1 Masseris

2 Da sopra il paese la vista si apre alla pianura

3 Vecchi stavoli

4 La prima neve

5 Fra le macchie di faggio

6 Al di là della dorsale il monte Nero

7 Abbondano i recinti

8 Sul dorso S

9 La valle dell'Isonzo

10 Il Matajur dalla cima

11 Le giulie incapucciate

12 Si rientra dal versante opposto

13 Cavalli allo stato brado

14 Esplosione di Crocus

15 Crochi

16 Riusciamo a Masseris

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