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Snjeznik (1508m), il Nevoso Croato

1 L'azzurro dell'Adriatico si confonde con quello dell'Istria (foto Fabio)

2 Il Gorski Kotar (Foto Fabio)

Un nuovo adepto è un avvenimento quasi eccezionale per il gruppo del Mercoledì, si tratta di un amabile triestino conosciuto grazie alle virtù della rete, dopo un paio di gite sulle solite montagne di casa il vulcanico soggetto ci propone una gita in Croazia che viene approvata all’unanimità. L’appuntamento è al valico di Pese, che viene raggiunto in ritardo dopo una breve divagazione in città. Poi ci dirigiamo verso Fiume o Rijeka (ci sono varie possibilità, all’andata dopo un tratto di statale e uno di autostrada con pedaggio accettato in euro 1,50), quindi passando a monte della città ci dirigiamo verso gli ondulati altopiani del Gorski Kotar. Si transita vicino all’autodromo (ci ero già stato per assistere alle corse di moto, ma ne avevo solo un vago ricordo) poi bisogna fare attenzione e tenere sottomano la cartina stradale per arrivare al vasto piazzale di Platak (1110m d’altezza) dove d’inverno i locali vanno a sciare e qui parcheggiamo comodamente. Siamo circondati da immense foreste di faggi con pochissimi centri abitati e dove sopravvivono ancora i grandi mammiferi selvatici, in primis gli orsi ma anche i lupi. La zona attorno alla cima più alta, il Rijsniak (1528m), è un parco nazionale, ma per questa prima visita decidiamo per la seconda quota, lo Snjeznik di 1508m che fa da contrappunto al poco lontano Nevoso sloveno. Quote e dislivelli sono modesti e le cime, che viste da lontano sembrano ricoperte dal bosco, non appaiono molto attraenti  ma appureremo che non è così. Seguendo le indicazioni ci incamminiamo verso Ovest su una pista forestale, a tratti ancora innevata e tagliata da qualche scorciatoia con percorso abbastanza monotono, poi la si abbandona per un sentiero che sale nella faggeta, il sottobosco è verde di mughetti e deve essere uno spettacolo con la fioritura. Il pallido sole della partenza se ne va prima di giungere alla dorsale dove veniamo accolti da un forte vento da Ovest che ci costringe a mettere tutto il vestiario a disposizione. Anche la vista, che dovrebbe essere stupenda verso il golfo del Quarnaro e le isole dalmate, è velata dalla foschia, comunque siamo fuori dal bosco e la nostra meta primaria si rivela con il suo niveo calcare verso N. Proseguiamo quindi nella sua direzione in terreno aperto  fino sotto ai risalti, la salita in vetta anche se strasegnalata si rivela piacevole con simpatici ma facili passaggi  rocciosi. Poco sotto a sinistra si vede il tetto di un rifugio, è ancora presto per la pausa pranzo e ci caliamo all’edificio lungo una paretina segnalata. E’ in stato di abbandono dopo un incendio (nell’ipotesi più probabile durante la guerra del ’90), tengono duro i muri e le imposte in ferro, con la nebbia il posto anche se riparato ci sembra  lugubre e proseguiamo. Verso Nord con un traverso tra i mughi torniamo alla cresta e nella nebbia saliamo per erba e detriti ancora un paio di risalti erbosi (il più interessante nominato Medu Vrh, 1460m) fino alla base della Guslica. Questa,  raggiunta da una strada e con la sommità ingombra di antenne e caserme non ci attira, così dalla sella torniamo a ritroso al cimotto limitrofo dove si arriva per pacifici verdi ma in assenza di segnavie. Di una ventina di metri meno alta della sua vicina e visto che è mezzogiorno ci accomodiamo al riparo del vento per consumare gli scarsi viveri, intanto la nebbia dà una tregua e permette di godere il paesaggio. Per la discesa  torniamo indietro fino all’ultima forcella dove i segni si districano dapprima fra i tormentati faggi, poi nella fustaia prima di guadagnare la strada che ci riporta al parcheggio. Meno di cinque ore in tutto. Rientriamo per la vecchia statale che non comporta grandi ritardi, il pregio consiste nell’ampia scelta di gostilne, ristoranti e trattorie per ritemprarci. Aprile 2016.

3 Tavola d'orientamento al parcheggio

4 Rifugio a Platak

5 Fra i faggi

6 Bosco saltuariamente innevato

7 Sottobosco a mughetti

8 Sulla dorsale

9 Snjeznik, il castello sommitale

10 All'attacco delle rocce

11 Corridoio naturale

12 Sulla cresta finale

13 In Cima

14 Gli amici

15 Discesa al rifugio

16 Il portico del rifugio

17 Ancora il rifugio

18 Crochi

19 Nella nebbia

20 Medu Vrh

21 Faggi contorti

22 La Guslica che ci siamo rifiutati di salire

23 Meglio l'anticima

24 Inversione termica, abeti in una dolina

25 Calcare in discesa

26 Nel bosco

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