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Cima Sud di Valchiara, circa 2600m, una possibile ciaspolata dolomitica

Ci sono molte lacune nel palmarés dolomitico, manca tuttora il Picco di Vallandro e la sola visita al gruppo è questa tormentata gita con le racchette partendo appunto dalla Val di Landro. Ci approssimiamo elegantemente in Range Rover, mezzo ammesso a Cortina anche senza esibire la dichiarazione dei redditi, che sfioriamo all’andata. Proseguendo sulla statale per Dobbiaco dopo aver superato il passo poco accennato di Cima Banche parcheggiamo nei pressi di Carbonin a 1450m dove ha inizio la strada che congiunge la nostra valle al lago di Braies tramite il valico di Pratopiazza. Fra una cosa e l’altra sono già le 10.30 quando ci si mette in marcia. Il tempo rimane abbastanza incerto e le temperature sono glaciali ma di poco inferiori a quella dell’abitacolo, purtroppo il nostro autista è alquanto insensibile alle variazioni del clima. Non ci sono problemi di orientamento, basta seguire la strada, il cielo è velato e solo saltuariamente si fa vedere un pallido sole, siamo peraltro incoraggiati dalla pista battuta. Da questa parte in versante Sud non incontriamo nessuno (i ciaspolatori più scafati salgono dalla valle di Braies in auto a Pratopiazza, quasi 2000m di quota. Troviamo il rifugio aperto, non ci entriamo proseguendo a oltranza. Fra sci alpinisti e camminatori c’è un bel movimento, incrociamo anche una squadra di alpini in addestramento. Affrontare subito i pendii che faticosamente ci conducono alla cresta delle cime di Valchiara, lasciando sulla destra il monte Specie, altra possibile meta, arriviamo su quella orientale, circa 2600m da dove ci si affaccia ai dirupi verso la Val di Landro. Qui soffia un vento polare e non ci dilunghiamo anche se la vista sulle dolomiti è spettacolare verso le Tre Cime di Lavaredo e la vicina Croda Rossa. Ridiscesi per riscaldarci un po’ consumiamo qualcosa di bollente al rifugio prima di ridiscendere lungo la stradina. Sei ore e mezza in tutto. Al parcheggio l’ultima amara sorpresa, c’è una gomma a terra, tocca consultare il libretto d’istruzione per trovare la cassetta degli attrezzi, tolti i bulloni la ruota non vuole uscire dalla sede nonostante tutti i nostri sforzi, dopo un’ora e mezza di tentativi con le buone alla fine il proprietario con un palo di legno a mo’ di ariete, e piangendo per i danni al costosissimo cerchio in lega, ci riesce. Rientro a casa a notte inoltrata.

Cinque partecipanti fra i quali due signore, più di 1000m il dislivello in data 18 Marzo 2009.

1 Il rifugio di Pratopiazza

2 Dal pendio vista strepitosa sul gruppo del Cristallo

3 La Croda Rossa

4 Scialpinisti sui facili pendii

5 Salendo dalla foschia emergono le Tre Cime

6 Il dosso della nostra destinazione

7 Le Cime di Valchiara

8 Le signore e un consorte all'ometto di vetta

9 In discesa

10 Il rifugio con vista su Cristallino e Piz Popena

11 Il sole sui Cadini di Misurina

12 Le N delle Lavaredo

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