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Monte Giaf (1095m) e Agarial (1189m) due gite in val d’Arzino

Un infortunio a forcella Giaf

Dopo i lamenti invernali per la carenza di neve a Marzo quest’anno ne è arrivata fin troppa mettendo in crisi escursionisti e ciaspolatori. Anche lo sparuto gruppetto del mercoledì deve adeguarsi mentre la perturbazione non si è ancora del tutto allontanata (non sono più gli inverni di una volta, il clima è cambiato, c’è il riscaldamento globale, l’unica cosa sicura è che il metro (come aspettativa di vita) ha già superato abbondantemente la metà. Lasciamo perdere queste tristezze e si decide, come sempre, alla partenza e in fine viene approvata una gita in val d’Arzino. San Daniele, Ragogna, ponte sul Tagliamento, Pinzano e su a destra per la vallata prima sulla destra orografica e dal bivio per Forgaria sulla sinistra sempre costeggiando le limpide acque del fiume fino a San Francesco che in pratica è l’ultimo centro abitato del solco. Una strada asfaltata scende a valicare il corso d’acqua, a una tabella indicativa è il nostro parcheggio, 380 m. Inciaspolati al 50% e anche perplessi ci avviamo nella pioviggine sulla sassosa mulattiera anche segnalata che si alza nel bosco, dapprima in assenza di neve ma poi con spessore in continua crescita. La mulattiera costituiva in passato il migliore accesso al Canal di Cuna percorso dal torrente Comugna abitata fino al secolo scorso, il villaggio più importante, San Vincenzo, aveva  chiesa e scuola. Affidiamo l’onore di battere la pista ai compagni muniti di attrezzi che si prestano volenterosi. Il tempo pare stia migliorando, ora è solo nuvoloso e in ultimo anche la vegetazione è più accattivante, i faggi con i rami coperti dalla neve sono molto suggestivi. In un paio d’ore calpestiamo il manto incontaminato della sella Giaf, 960m. Un rudere è stato ben ristrutturato a bivacco con abbondante riserva di legna e mentre ci apprestiamo alla bisogna uno degli amici subisce una specie di infortunio domestico (si sa che le casere sono dei luoghi pericolosi). Un bel taglio sul cranio che richiederà 7 punti al pronto soccorso, al momento l’emorragia viene fermata da Saro, il nostro medico di fiducia che ci portiamo dietro per queste evenienze. Intanto la nostra meta primaria, un 150 metri più in alto, va a farsi benedire e torniamo a valle. Stoicamente il ferito resiste anche a una sosta alla mitica Osteria di Manazzons (sulla destra poco prima di Pinzano), in pratica ci anestetizziamo tutti con il bianco della casa. L’ultima fermata a casa del dottore per un ulteriore controllo e pulizia prima di abbandonare il ferito (come i neonati di una volta) alle soglie del P.S. di S. Maria della Misericordia.

1 La partenza

2 Inizio con l'ombrello

3 Se non altro l'erica è già in fiore

4 La mulattiera nel pineto

5 Primi ostacoli

6 Vegetazione innevata

7 Bell'ambiente invernale

8 Sul versante opposto il Gran Pala

9 Fra i faggi

10 Il ricovero di sella Giaf

11 Medicazione dell'infortunato

12 L'interno del ricovero

13 In discesa

14 Gattucci

15 Medico e paziente

 

L’antefatto di Capodanno 2005

Con Gigi e l’onnipresente Mauro dopo le gozzoviglie di San Silvestro ma con un sole splendido arriviamo a S. Francesco salendo a forcella Giaf (poca neve) per proseguire con logica alpinistica verso nord fino al Monte Giaf (1085m), poi discesa ulteriore alla Forchiazza e risalita fino al monte Agarial, 1189m con stupende viste sul Verzegnis, Valcalda, Burlat e Rest d’infilata sulla Comugna. Volendo abbreviare (sic) la discesa dalla simpatica forchiazza ci siamo calati direttamente al terzo più bel fiume del mondo con banali difficoltà (arbusti vari, mughi e pini).

16 Salita al m. Giaf

17 Sulla dorsale

18 Il simpatico percorso in cresta

19 A sin. il Burlat

21 Due pensionati sull'ambita vetta dell'Agarial

20 Questo è il Verzegnis

22 San Francesco

23 Chiare fresche e dolci acque...dell'Arzino

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