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L’anello del Rio Simon, nell’antico e nel dimenticato

In una delle meritevoli guide della coppia Pecile-Tubaro  è descritto in maniera particolareggiata questo giro che si inoltra in una delle zone più inselvatichite delle nostre montagne, il versante SE dello Zuc dal Boor rivolto alla valle del Fella fra Resiutta e Chiusaforte. Che avevo percorso nel dicembre del 96, preistoria quindi. Sperando di non incorrere nel reato di plagio e dal momento che ne conservo una discreta documentazione fotografica lo ripropongo ai pazienti lettori.  Ai tempi non se ne avevano notizie salvo una relazione di poche righe apparsa nel libro “Moggio e le sue montagne” redatta da Maurizio Antoniutti, indigeno e alpinista che in seguito ho avuto il piacere di conoscere. Fra i partecipanti il mio mentore Diego, la cara Emanuela, Eligio, Elena e un sardo di cui non ricordo il nome più due esponenti della razza canina. La mal assortita compagnia si trasferisce, percorrendo la SS n.13 o Pontebbana fino all’uscita della galleria fra i due paesi dove svolta a sinistra in direzione di Roveredo alle falde del Pisimoni, prima di arrivarci e dopo il ponte sul torrente in oggetto ha inizio la nostra escursione. Il sentiero sale nel bosco di pino nero fino ai diruti stavoli Polizza, poi compie un’ansa verso destra traversando alto sopra il rio Cuestis ben evidente anche se non segnalato. Ancora in salita fino alla forcella del Belepeit Piccolo, 1121m, con begli squarci su Prealpi Giulie, Canin e Zuc del Boor dove anche il bosco migliora con notevoli piante di pino (nero o austriaco? Booh) dove inizia la discesa verso N. Ora in terreno più aperto la traccia (mancano ancora i segni) ci conduce prima alla casera Cunturate dove si incontra il segnavia 425 proveniente da Chiusaforte. Lo stavolo può offrire ancora un modesto ricovero, della ulteriore Tamaruc e rimangono solo dei mucchi di sassi. Confortati dai segni proseguiamo lungamente fino al trivio nei pressi della casera la Cite, 976m dove facciamo la meritata sosta prima di prendere a sinistra e scendere nell’alveo del Rio Simon. Lo si segue per un tratto con percorso gratificante ma di un certo impegno fra bianche rocce levigate, cascatelle o pozze di acqua limpidissima fino ad uscirne per una specie di cengia inclinata. Con questa si arriva alla dorsale che cala su Roveredo passando da altri stavoli e per finire dalla Cappella degli Alpini. Poi non resta altro che seguire l’asfalto fino al parcheggio. Circa sei ore in tutto.

1 L'inizio della gita con vista sull'autostrada, la ferrovia e il Fella

2 Oltre il Fella le Prealpi Giulie

3 Sul sentiero

4 I primi stavoli in rovina

5 Da una schiarita il Canin

6 Una costante del giro è il bosco di pini

7 Il gruppo in salita

8 Un altro stavolo

9 Le pareti del Piccolo Belepeit

10 Dalla sella lo Zuc dal Boor

11 Stalattiti di ghiaccio

12 Guardando a valle

13 Gli stavoli Cunturate ma accetto contestazioni

14 Festuche

15 Dal terrazzo verso SO

16 Un compagno in ispezione

17 In sosta al crocevia

18 Discesa al letto del torrente

19 Una pozza di acqua limpida

20 l percorso richiede attenzione

21 L'uscita dalla gola

22 La dorsale a monte di Roveredo

23 Panorama verso il Sart

24 La cappella dell'ultima fermata

25 Ombre della sera su Fella e Amariana

Categorie:Alpi Carniche Tag:
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