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Casera Chiampis (1234 m) per la Val Viellia, due gite senza cima

Del torrente Viellia (affluente del Meduna dalle parti di Tramonti di Sopra) avevo avuto notizia leggendo un articolo apparso su un fascicolo delle Alpi Venete di molti anni orsono dove si faceva menzione di un progettato sbarramento per fini idroelettrici a demerito di una qualche azienda poi abortito. Pare che nella remota valle sia stato ucciso anche l’ultimo orso della val Tramontina ad opera di un leggendario o forse no valligiano sopranominato il Tanaja, fatti che all’epoca mi attiravano alquanto. Bazzicavo allora nell’ambiente dell’UOEI e il consueto capogita era Alfredo Palazzo, gran conoscitore dei sentieri di bassa e media quota che inserì nel programma del 1982 questo percorso per il mese di Giugno. Non ero il solo interessato tanto che la corriera era al completo, da Udine via Spilimbergo e Meduno il mezzo entra nella valle proseguendo sulla strada per il passo di Monte Rest fino a poco oltre di Tramonti di Sopra, nei pressi dell’ultima frazione a nome Maleòn in una curva si trova a sin. la tabella del sent. 377, q. 456 m. L’inizio della camminata fra i pini infestati dalla processionaria è poco piacevole ma dalla lunga forcella del Rovin si fa molto interessante, un tratto scosceso viene superato con una passerella in legname munita di corrimano alti sulla gola del torrente che poi si raggiunge presso la cascata del Gran Paruz. Si continua fra incantevoli pozze e cascatelle nel bosco misto con prevalenti faggi fino alla soglia della spianata dove si trova in fondo la casera Chiampis, ai tempi ancora diroccata. La squadra corse in 2 h e 45’. Il tempo nel frattempo è peggiorato e ci facciamo il ritorno sotto la consueta pioggerellina di primavera, altre due ore. A parte il dislivello la gita ha comunque uno sviluppo abbastanza lungo.

1 Scheletri di case sul lago di Redona

2 La val Tramontina dalla forcella del Rovin

3 La forra del Viellia

4 Una cascata

5 Il pianoro della casera

6 Sotto la pioggia

Novembre dell’ 89. La compagnia è formata dai cosiddetti esperti (scrivente compreso) ma la meta è più ambiziosamente il Frascola. I caldi colori autunnali rendono la valle ancora più affascinante e la casera è stata ristrutturata e offre un buon ricovero. Peccato che il pianoro sia già coperto dalla neve, proseguiamo ancora affondando sempre più, pernottando in Chiampis si potrebbe anche arrivare in cima, ma tutti più o meno “teniamo famiglia” e si decide per la rinuncia. Non però alla spaghettata con i viveri trovati in dispensa (grazie al CAI di Spilimbergo), facciamo appena in tempo a tornare alla macchina prima del buio.

7 La passerella sotto gli strapiombi

8 La cascata del Gran Paruz

9 Pozze di acqua limpidissima

10 Un'altra vista sul torrente

11 Ai margini delle ultime cascate

12 La spianata di casera Chiampis

13 Sullo sfondo il Frascola

14 Alla casera

15 Verso il Frascola

16 Il momento della rinuncia

17 Cuochi improvvisati all'opera

18 I risultati

19 Ora di pranzo

20 I quattro commensali

21 Il convitato di pietra

22 Scendiamo per la via conosciuta lungo il torrente

23 Pozza con cascata

24 I monti dell'Arzino al sole calante

25 Le luci del tramonto sulla sconfitta

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