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Velika Baba (2016 m), quasi una gita sociale in Val Trenta

Santo Stefano 1998. Per smaltire i bagordi natalizi niente di meglio che una camminata al fresco delle Giulie, condividono l’opinione in parecchi dei consueti compari, il totale ammonta a sei maschietti o meglio maschiacci mentre la minoranza femminile è garantita da ben due rappresentanti.

Il  tormentato altopiano carsico a N del Monte Nero culmina sopra gli oceani di mughi con parecchi rilievi interessanti, quello in questione è un pulpito dominante la valle del fiume più bello del mondo che è poi l’Isonzo. Passato il confine da Caporetto si sale a Bovec (Plezzo), dopo il paese al bivio si scende a destra e varcata la Coritenza si entra nella celebrata Val Trenta. Poco prima del abitato di Soca (Sonzia) si lascia la strada principale per una stretta rotabile che ancora a destra passa sull’altro lato del fiume. Vale la pena di fermarsi, qui il corso è ristretto in una gola assai pittoresca, non abbiamo tempo da perdere e proseguiamo lungo la stretta rotabile della valle Lepenje (o Lepegna) fino a dove è possibile, ovvero fino a uno slargo con parcheggio dove si trova la casermetta del ventennio ora adibita rifugio (Dom Klementa Juga q. 700m) che vista la stagione è chiuso. Da qui si imbocca la mulattiera militare dal fondo roccioso che con innumerevoli svolte sale abbastanza noiosamente e all’ombra nel bosco fino alla soglia dell’altopiano, c. 1400m, dove finalmente troviamo il sole. L’itinerario principale prosegue in discesa verso il vicino rifugio del lago (Dom pri Krnski Jezerih, recentemente ampliato). Dove non andiamo, ci abbassiamo invece sulla sinistra in un avallamento risalendo quindi per detriti e nevai alla larga insellatura sovrastante. Raggiuntala e lasciata sulla destra la traccia per la meno elevata Velika Montura ci alziamo dal lato opposto fra le macchie di mughi abbastanza agevolmente. Dalla spaziosa vetta la vista sulle Giulie è a 360°, non mancano a occidente le lontane Dolomiti e a S il mare. Difficoltà di sorta non ce ne sono, la salita fino alla sella, sempre nel bosco, è al sicuro delle slavine, con molta neve ci potrebbe essere qualche rischio nell’ultimo tratto. Solo il dislivello è cospicuo specie se fatto d’inverno ammontando a 1300m.

1 Al sole della forcella

2 Ricami di brina

3 La Velika Baba

4 Salita alla sella fra Baba e Montura

5 Dai pendii la cresta del Lemez

6 Dalla zona sommitale il tormentato acrocoro del Krn

7 La Cima, in lontananza le Giulie Occidentali

8 Tutti insieme appassionatamente

9 Il Monte Nero

10 Panoramica sulle Giulie Orientali

11 Dal Grintavec alle Moistrocche

  1. Hotel Villa Reale
    dicembre 6, 2015 alle 9:06 am

    Buon San Nicolò, che bello trovare il Vostro articolo sul Vrata. Sono stato ieri lì ad ammirare la bella zona. Oggi c’è la festa di San Nicolò (Sveti Nikoaus…?) ed in 300 saliranno da Dresenza il Krasi Verh. Saluti e buone gite future e a me le Vostre belle …letture.

    Mario Vianello Grado

    • dicembre 6, 2015 alle 12:13 pm

      E’ vero, una volta ho fatto non so quale gita in zona e li ho incrociati al ritorno, alcuni travestiti da angeli e diavoli.. ringrazio e ti saluto. Rino

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