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Creta di Bordaglia (2169 m) un debito onorato dopo 30 anni

La cima è un bel rilievo di calcare chiaro fra il passo Giramondo e la forcella Val d’Inferno e a seconda delle guide viene descritta come la più occidentale del gruppo dell Volaia (per la composizione) o la più orientale del Fleons (si trova a O del Passo Giramondo), ai posteri l’ardua sentenza. Resta il fatto che l’avevo mancata già in due occasioni, devo dire che la bellezza dei luoghi rendono meritevole anche il solo anello.

Ottobre 1984

In compagnia di due gentili donzelle risalgo la valle del Degano fino a Forni Avoltri, dopo il paese e valicato il ponte si svolta a destra, il traffico è consentito fino a Pierabec 1073 m dove si parcheggia. Qui una strada forestale con divieto scende a traversare il fiume e poi si alza con innumerevoli svolte in val Bordaglia (segn. 141, possibili scorciatoie sulla vecchia mulattiera lastricata) fino a un bivio dove si prende a sinistra il 142 che esce dalla pecceta alla casera Bordaglia di sotto dove il panorama si fa interessante. La prosecuzione verso verso  Bordaglia di Sopra (1823 m) fra radi larici e abeti è molto bella, prima di continuare scendiamo all’incantevole lago omonimo circondato dai larici dove incontro un solitario signore che si presenta come Cirillo, non realizzo nella mia crassa ignoranza che si tratta di Floreanini, uno dei più noti alpinisti della Carnia. Dopo il piacere il dovere, tornati alla casera ci passiamo dietro e seguendo il meno evidente sentiero 142a arriviamo fra le erbe a un ulteriore bivio dove svoltiamo a est in direzione della nostra meta. Costeggiando uno specchio d’acqua minore sulla sinistra guadagnamo la forcella Val d’Inferno 1998m, confine con l’Austria e attacco della nostra via. Ahimè, non ci raccapezziamo, ci infiliamo in un camino senza sbocco e dobbiamo ritirarci masticando amaro. Tornati al bivio saliamo in breve a forcella Sissanis da dove scendiamo la valle stessa (due casere, una in pessime condizioni) uscendo in val Fleons poco a monte della stretta, la forestale ci riporta al parcheggio.

1 Val Bordaglia

2 La chiesetta presso la casera di sotto

3 Bordaglia di Sopra

4 I larici si specchiano nel lago

5 La Creta di Bordaglia e il Volaia dal laghetto di Quota Pascoli

6 Carlina

7 Forcella Sissanis con Cjastronat e Peralba

8 Genziane autunnali

9 Casera Sissanis

 

Ottobre 2002

I compagni sono diversi ma l’itinerario è il medesimo e anche il clima è meno favorevole, fa più freddo e ci sono delle nuvole in avvicinamento. Dalla casera di sopra proseguiamo diritto verso il passo di Giramondo, purtroppo sono malmesso a causa di un recente infortunio sul lavoro alla mano sinistra che ha richiesto una puntata al pronto soccorso dove mi hanno fatta una bella cucitura. Guardo invidioso gli amici Alessio e Gigi  che attraversano la pietraia d’attacco alla cresta ENE di primo e secondo, mentre con Eliana salgo nella nebbia all’erbosa Punta di Giramondo sul confine sopra l’omonimo valico (2165 m, sempre meglio di niente) li vedo arrivare in vetta. Anche stavolta torniamo per la Val Sissanis.

10 Splendori d'Autunno

11 La creta dal lago

12 Il Passo di Giramondo

13 Coglians e Mooskofel dalla Creta di G.

14 I due puntini sono gli amici sulla Creta di B.

15 Il Monte Volaia

 

Novembre 2015

A ricordarmi la Creta ci pensa un giovane paesano incontrato durante una passeggiata con la moglie nelle campagne del Cormor che ci era stato il giorno prima. A Pierabec  valichiamo il torrente sulla nuova viscida passerella costruita accanto a quella crollata sotto il sovraccarico di numerosi  Scout l’estate scorsa e torniamo alla sella val d’Inferno. Il meteo è con noi, seguendo le tracce di sentiero ci portiamo alla base delle rocce  spostandoci poi a sin. in versante N fino a un camino con neve sul fondo che si segue per pochi metri, ne usciamo dallo stesso lato salendo un’infida rampa friabile sopra il precipizio dove compare qualche ometto, solo il solito Mauro fa una variante più rocciosa più a destra. Al suo termine un pendio di detriti porta a una trincea (qui c’erano gli austriaci) e subito sopra alla cima Ovest dove ci fermiamo anche se la vetta Est, di uguale quota, non è distante ma nessuno ha voglia di percorrere l’affilata crestina fino ad essa. Scendendo con cautela l’ultimo tratto ci spostiamo  poi sui ghiaioni di destra per scivolare giù al sentiero da dove risaliamo ancora una volta al Passo Sissanis chiudendo per la terza volta lo stesso anello. 1100 metri il dislivello, sei ore e mezza soste comprese.

16 La passerella degli Scout

17 Il passaggio attuale

18 Ancora la nostra Creta

19 Salendo all'attacco

20 Cominciamo male...

21 Sul traverso

22 Detriti nel finale

23 Finalmente in vetta

24 I tre carampani

25 Il ghiaione di discesa

26 La Creta Verde

27 La cascata alla stretta di Fleons

28 Alla cava di Marmo           

 

Categorie:Alpi Carniche Tag:
  1. novembre 20, 2015 alle 9:41 pm

    È un area bellissima, una piccola oasi, l’ampia conca attorno al lago di Bordaglia con la vista sui monti di Volaia e soprattutto il lago stesso incorniciato da alberi pittoreschi.

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