Home > Prealpi Giulie Orientali > La cresta del Vrata, sul fronte del primo conflitto mondiale

La cresta del Vrata, sul fronte del primo conflitto mondiale

Il crestone del Vrata che dal Monte Nero o Krn scende per una decina di km verso N fino all’Isonzo con parecchie elevazioni interessanti sia per motivi storici (nella Grande guerra costituiva la linea del Fronte) che prettamente escursionistici. Vi avevo fatto qualche visita nella stagione invernale salendo nella neve per la linea di massima pendenza, in pratica questa gita è stata la prima senza innevamento. Fidando nelle previsioni (tempo in peggioramento ma con scarse precipitazioni nel pomeriggio) i quattro soliti stagionati protagonisti traversato Caporetto varcano il ponte sul fiume più bello del mondo per salire all’alpestre altipiano di Dresenza (Dresnica), poi ai casolari di Rauna (Ravne), alle prime case si sale a destra per una stretta rotabile, a una fontana si trova il tradizionale punto di partenza. Tuttavia il meteo e lo scarso allenamento consigliano una più drastica soluzione, che è poi quella di farsi portare dalla Rav fino ai 1200 m di quota di Planina Zaplec visto che non c’è nessun divieto. Pilota e mezzo meccanico sono messi a dura prova, qualche tornante è cementato ma il resto è tutto a sassi e cunette. Dal parcheggio si prosegue sul viottolo che sale a ulteriori malghe, ma il nostro interesse è verso i pendii erbosi  dove si notano ancora le innumerevoli svolte delle mulattiere tracciate dai soldati un secolo fa. Scartiamo la prima che sale alla Vrata ne imbocchiamo una seconda nei pressi di un paio di venerandi faggi, anche se inerbita è ben riconoscibile. In alto è più detritica e sostenuta a volte da muri a secco, in meno di due ore usciamo alla larga sella di circa 1800 m che dalle trincee si affaccia alla val Lepenja un migliaio di metri più in basso. Sulla sinistra (N) la prima cima è l’Ursic o Vrsic, 1857m, già fatto d’inverno, quando una muraglia di neve ci aveva sbarrato però la via a Sud. Qui succede il patatrac, mentre osserviamo la prosecuzione un compagno parte verso questo monte, un secondo attardato si fermerà in sella riparandosi dal vento in un precario ricovero militare e proseguiamo in due. La vecchia mulattiera d’arroccamento tracciata nella roccia costeggia sul lato Ovest tre quote minori, si passa accanto a delle caverne artificiali dove i poveri militari pernottavano e degli anelli metallici testimoniano che con la neve forse c‘erano delle corde di assicurazione. Vengono i brividi a pensare che hanno tenuto la linea per due lunghi inverni… Con modesti saliscendi arriviamo a una selletta sotto quella che reputiamo essere la nostra meta, mentre l’amico va a vedere più avanti mi alzo per ripide quanto infide pale erbose e raggiungo la cresta nei pressi della vetta. L’amico è già in loco salendo astutamente per la più comoda cresta meridionale. Le nuvole coprono già tutta la pianura e stanno arrivando anche qua, bella vista anche verso il Canin e le Giulie Orientali con le vette più elevate già celate mentre in basso c’è ancora il sole come del resto in Austria dove si vede il cielo azzurro. Ci ristoriamo nella trincea, il sodale ha pensato alla birra io alle sigarette. Dimenticavo la vetta che è abbastanza isolata e indipendente, siamo visibilmente più in alto del Vrsic ma non ne azzardo il nome, forse potrebbe essere l’Oblo Brdo, 1957m, dato per salito nel precedente articoletto intitolato erroneamente alla Punta Vallero. In quell’occasione  dalla Vrata eravamo andati su una cima poco più a N. Anche la carta slovena non mi chiarisce le idee. Ripresa la via del ritorno e ritrovati in sella i due amici mentre scendiamo comincia a piovigginare tanto debolmente che non servono provvedimenti, solo al parcheggio si mette a piovere. 6 ore comprese le varie divagazioni, segni non ce ne sono ma il percorso è piuttosto evidente. 28 Ottobre 2015.

1 La malga sulla sella

2 Il tratto di cresta che ci interessa

3 Bacche di rosa canina

4 Muri a secco sulla mulattiera

5 L'Ursic dalla forcella di cresta

6 Dalla forcella verso E la Baba e il Lemez

7 Moistrocche e Bavski Grintavec

8 Indicazione scolpita nella roccia

9 Una postazione

10 La mulattiera di arroccamento

11 Resti di assicurazioni

12 Trincee sulla quota raggiunta

13 Mille metri più in basso la val Lepenje

14 Il momento del ristoro

15 Nuvole in arrivo

16 Sprazzi di sole su Triglav

17 Discesa sulla cresta E con di fronte il Vrata

18 Ingresso di un ricovero

19 Nuvoloni verso la pianura

20 Krasij Vrh, in lontananza Musi e Canin

21 Alla sella il gruppo si ricompatta

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: