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Civetta (3220 m) traversata via degli Alleghesi-via comune, PD-

Salendo la valle di Zoldo o quella del Cordevole appare maestosa e all’apparenza irraggiungibile la cima della Civetta, uno dei colossi delle Dolomiti. La prima salita per quella che diventerà a posteriori la via normale si deve presumibilmente al valligiano Simone de Silvestri detto Piovanél compiuta verso la metà dell’ottocento con date e compagni incerti. Nel settembre del’85 alla fine di una estate esemplare si era pronti ad affrontare questa temuta salita per il più docile versante Est, quello a NO, alto più di mille metri, è riservato ai più forti. I protagonisti dell’audace impresa: Luigi (il mestri, scomparso alcuni anni fa), Ernesto (il Cjargniel) e Bepi che non so come definire se non il bastart. Ad ore antelucane si parte per lo zoldano risalendo la valle fino a Palafavera, da qui a sin. con 3 km di strada sterrata alla casera Pioda, 1826m, parcheggio (al presente la percorribilità è piuttosto dubbia). In un’oretta si arriva al Rifugio Coldai (2132m) dove transitiamo velocemente per proseguire sul sentiero Tivan che costeggia le torri della diramazione N a saliscendi con qualche passaggio attrezzato fino alla Porta del Masarè, una conca di massi a circa 2300 m di quota, dove si trova l’attacco della via degli Alleghesi, la ferrata che ci proponiamo di fare in salita. Qui cominciamo a trafficare con imbraghi, caschi e i singoli cordini e moschettoni, tre sono anche in possesso di un casco a scodella, il quarto si affida oltre che a S. Maurizio alla resistenza del proprio cranio. L’attrezzata si dipana sul soleggiato versante Est di roccia molto buona e aiutandosi con i cavi e alcune scalette, a tratti bisogna anche arrampicare in libera con passi che toccano il 2°, comunque la buona segnaletica aiuta molto. Si arriva infine alla cresta N che percorsa verso sin. per gradoni e tratti detritici esce in vetta senza troppe complicazioni anche su purtroppo la giornata, all’inizio eccezionale si è guastata e siamo nella nebbia. Non migliora in discesa che riserva ancora qualche passaggio impegnativo in particolare dopo il passaggio dal rifugio Torrani a 2984m poco sotto la vetta (gestito), la temuta  placca del Tenente è facilitata da un cavo presente anche in altri passaggi sulla complessa via normale dove la scarsa visibilità non aiuta. Riusciamo infine al sentiero Tivan dove torna la tranquillità e torniamo al parcheggio per la strada già fatta. Non mi sono annotato il tempo, le guide indicano 10 ore che sommate al tragitto in auto ne fanno una gita di tutto rispetto se fatta, come nel nostro caso, in giornata. Il dislivello ammonta a circa 1400m quindi abbastanza cospicuo. Non mi dilungo in altri particolari scopiazzando le numerose e dettagliate relazioni esistenti sulle varie guide fidando maggiormente nelle mie pur scadenti foto.  Settembre 1985.

1 Alba sul Civetta dalla val di Zoldo

2 Mattino

3 La Civetta

4 Verso l'attacco della ferrata

5 Il sentiero Tivan

6 Passando sotto le torri

7 Il nodo di Gordio

8 Pioli e gradini

9 Sulla via degli Alleghesi

10 Un passaggio senza ferri

11 In camino

11 Vista sulle torri

12 Una traversata

13 Uscita in cresta

14 La piccola Civetta

15 L'arrivo in vetta è guastato dalla nebbia

16 Sosta al rif. Torrani

17 Chi si vede, dalle nebbie spunta il Pelmo

18 Il passo del Tenente

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