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Phiavec (2419 m), ora basta con la val Vrata

L’estremo e poderoso pilastro Sud del gruppo domina la valle dell’Isonzo con i suoi 1700 metri di dislivello sulla laterale di destra Zadnica ma per la nostra normale l’opzione è diversa, dopo il valico di Fusine scendiamo lungo la statale fino a Mojstrana. Qui si devia a destra sulla strada a fondo naturale con pezzi asfaltati che percorre la valle Vrata terminando dopo una decina di km accanto all’Aljazev Dom, 1015 m, il frequentatissimo rifugio base di partenza per molte faticose gite nelle Giulie Orientali (in primis il Tricorno) e dove è richiesto un modesto obolo per il parcheggio. Espletate le formalità continuiamo lungo la carrareccia di fondovalle, al monumento dedicato agli alpinisti partigiani (un enorme moschettone) c’è un primo bivio, a sinistra inizia il sentiero Prag che sale verso il Tricorno. Andiamo ancora avanti per circa un chilometro fino a una seconda biforcazione, qui lasciamo la traccia principale diretta alla forcella Luknja per svoltare a destra. Con un lungo traverso ascendente nel bosco di faggi in parte piegati dalle slavine (Bukovlje=Faggeto) si entra infine nel largo vallone della Sovatna (Civetta), racchiuso fra le pareti di Gamsovec e Stenar. Lo si risale a lunghi tornanti faticosamente per verdi e ghiaie ingentilite dalle fioriture, verso lo sbocco oppone delle facili roccette e si incontra anche un breve tratto assicurato con un cavo. Su terreno detritico si arriva alla verde oasi della Dovska Vrata (2180 m), la sella da dove ci si affaccia al tormentato altopiano del Kriz e al rifugio Pogacnik con splendido panorama sui gruppi del Razor e del Tricorno. Sarebbe già una bella gita e chiudere in bellezza magari con una visita al rifugio, che è stato rinnovato poco tempo fa. Purtroppo il dovere ci chiama, ci inoltriamo verso sinistra per una traccia abbastanza evidente che si inoltra su una larga cengia ghiaiosa che perde quota (stimo sui 150 metri) traversando alla base del versante O del Bovskj Gamsovec. La bancata fuoriesce in una vasta conoide di ghiaie che si deve purtroppo rimontare fino al vertice. Guadagnato alla bell’e meglio questo si è all’imbocco di un camino dove sale la via normale. Già dalla partenza si vedono le attrezzature, dei  gradini e qualche cavo, in mancanza di documentazione è già un successo essere arrivati fino a qui. Ora il terzetto si riduce a una coppia, l’amico più diffidente si sente come Pinocchio fra il Gatto e la Volpe e ci aspetterà al fresco in questo inospitale cantone. Il tratto ferrato non è lungo, porta a una crestina con un simpatico intaglio fra Gamsovec e Phiavec dove si cambia versante affacciandosi a Est. Si prosegue ora in direzione Sud fino a una facile scarpata rocciosa che risalita esce all’insolitamente vasta cima con meravigliosa vista sulle Giulie Orientali che non dura molto, poi cala un impietoso  nebbione che vela il tutto. La discesa ripercorre la via già fatta. 1500m il dislivello, difficoltà di rilievo non ce ne sono, qualche segno rosso nel finale, otto ore e mezza comprese le soste. Al rifugio non siamo andati, comportava una discesa con la conseguente risalita al ritorno.

Agosto 2010 con Ermanno e Mauro.

1 Il rifugio Aljaz e il Tricorno

2 Cappella in Val Vrata

3 Il monumento

4 La Sovatna dal limite del bosco

5 La Sfinge del Triglav sul versante opposto della valle

6 Salita del canale

7 Pausa alla Dovska Vrata

8 Cordata sullo spigolo dello Stenar

9 Fiorellini in sella

10 Cercando la cengia

11 Il Razor

12 Sulla cengia

13 Il Phiavec con il ghiaione d'attacco

14 Creste indecifrabili a Nord

15 L'attacco del breve tratto attrezzato

16 Gradini e cavi

17 La selletta dove si cambia versante

18 facili roccette prima della vetta

19 Scarsa visibilità in cima

20 in discesa

21 Si ripassa dall'intaglio

22 Ritorno all'attacco

23 Il rifugio Pogacnik

24 Tornando alla Sovatna

25 Discesa in val Vrata

26 Arnica nel vallone

27 Nontiscordardime

28 L'unica acqua della gita è piuttosto in basso

29 Il faggeto al inizio della gita

30 Scendendo in auto si passa dalla sorgente-cascata Pericnjk

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