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Seekofel (Cima oTesta del Lago, 2741 m) per la parete N

Non voglio annoiare i lettori descrivendo ancora il laborioso percorso di avvicinamento via Monte Croce C.-Gailsberg Sattel e Valle della Drava verso Lienz che prima del capoluogo dell’Ostirol (a Lavant) una rotabile asfaltata con l’ultimo tratto ora a pedaggio conduce al parcheggio nei pressi della Dolomiten Hutte, 1600m. Da qui comodi sentieri salgono alla Karlsbader Hutte, 2261m, uno storico rifugio attorniato da numerose crode e da due laghetti, calcolare un paio d’ore. Una delle più elevate è proprio la nostra meta, che si trova a Sud e come dice il toponimo incombe sullo specchio d’acqua. Forti della guida (in tedesco) e ancor di più dalla foto in essa inclusa decidiamo per una via sul lato destro della parete N quotata sul libro di terzo sup. con 320 m di dislivello. Dal rifugio ci dirigiamo verso questa costeggiando il lago dove contempliamo alcuni turisti dell’Est che si lasciano scivolare dalle lingue di neve che resistono ancora fino alle gelide acque con sommo divertimento. Non fa per noi, in breve ci troviamo all’attacco non senza qualche esitazione per la vastità della parete. Siamo dispari e mi viene affidata la cordata di tre, l’amico la farà a comando alternato con il compagno. Dopo una paretina iniziale ci infiliamo in una serie di camini e canali poco profondi, se l’ambiente è molto bello assicurare è abbastanza problematico e il grigio calcare  non brilla certo per solidità e tocca anche fare attenzione a non scaricare sassi su chi segue. Anche il tempo, inizialmente bello, si va guastando tanto che a un certo punto comincia prima a piovere e poi a grandinare. Fortunatamente dura poco e possiamo ripartire, all’arrivo sulla remunerativa cima risplende di nuovo il sole e stesi i capi bagnati sulle rocce ci possiamo godere lo splendido panorama. La discesa per la cresta ovest (via normale) pur segnata abbastanza vistosamente non è banale (stimo sul II) ma assai fotogenica e con roccia piuttosto buona conduce alla dentellata Odkarscharte, la forcella con la Teplitzer Spitze che quota 2596 m. Da questa una traccia fra le placche e il ghiaione che segue riportano al rifugio per la più che guadagnata birra. Male ce ne incoglie, attardandoci facciamo la discesa al parcheggio sotto la pioggia battente. Non posso offrire altri particolari, la guida della Rhoter giace purtroppo ancora, dopo il trasloco della SAF, nelle scatole di cartone e non è attualmente consultabile. Anche se, ignorando la lingua dei nostri vicini, potrei aggiungere al massimo tempi e primi salitori, spero solo che le foto rendano giustizia perlomeno al bellissimo luogo.

19 Giugno 1998

1 Salendo al rifugio, la cima è la Teplitzer

2 Non mancano i fiorellini

3 Cespo fiorito

4 Al centro la meta della gita

5 Il rifugio Karlsbader

6 Nell'avvicinamento si costeggia il lago

7 Pensieri sulle rive

8 L'inizio della via

9 Nuvole minacciose

10 Dopo la grandinata

11 Poi ritorna il sole

12 Stendiamo il bucato in cima

13 Il relatore in cima

14 Verso N la Laserzwandi, il Kreuzeck e i Tauri

15 La discesa è alquanto impegnativa

16 Pittoresco ambiente sulla cresta O

17 Un passaggio

18 La Odkarscharte (forcella)

19 La sella di cui sopra dal basso

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