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Creta di Aip (2279 m), la via normale e la cresta Ovest

La via normale in parete S, primo grado

Apprendo dalle mie letture che il calcare rosato di cui è composta questa montagna è unico in Europa, anche l’aspetto è piuttosto singolare per il suo aspetto a tronco di piramide sezionato dal un piano inclinato verso Sud ed è anche la più alta del gruppo al quale appartiene. Situata sulla cresta di confine con l’Austria poco distante dal Passo  Pramollo e dal Cason di Lanza viene raggiunta da parecchi itinerari di livello escursionistico per non parlare delle numerose vie di roccia, brevi a Sud più lunghe e impegnative dagli altri versanti. Correva l’anno…  quando con gli amici, sempre quelli fin dalle elementari, più le mogli e la truppa dei pargoli arriviamo al Passo di Lanza non so più se da Pontebba o da Paularo per una qualche festa. Dopo una passeggiata i padri snaturati abbandonano prole e compagne per inoltrarsi a Nord lungo una carrareccia che viene lasciata deviando a destra per arrivare dopo un poco all’erboso e umido catino di Aip (che in friulano significa truogolo per maiali) dove perdono il sentiero. Comunque la montagna è li sopra, con qualche disguido fra i mughi e un tratto a massi e detriti e dopo l’incontro con un bell’esemplare di vipera che prudentemente si ritira fra gli anfratti guadagniamo infine il sentiero segnato con il 403 che passa sotto le pareti. Traversando verso Ovest vengono anche rintracciati i segni della via normale italiana in versante Sud. Ora ci alziamo facilmente per detriti misti a erbe, poi però  le cose si complicano, bisogna superare dei passaggi rocciosi di primo grado e solo i due più spregiudicati proseguono arrivando in breve al vasto pendio terminale. Intanto è calata la nebbia, andiamo avanti fidando più nei segni che nelle nostre capacità alpinistiche abbracciando felici la Croce della vetta quando sono passate meno di tre ore. Il ritorno avviene per la stessa via. Luglio 1982.

1 Una parte dei gitanti

2 La Creta di Aip

3 Un pò persi tra i mughi

4 La sella di Aip e il Cavallo dal sentiero

5 La vipera cerca scampo fra i sassi

6 La via normale

7 La via normale

8 Sul carsico piano inclinato che porta in cima

9 I due superstiti sulla meta

10 Le vacche guardano la folla al passo

 

Traversata Cresta Ovest-Via Uiberlacher (I e via ferrata)

Ritorno in vetta lo stesso anno a Novembre concludendo l’Alta Via di Pontebba e nel 1986 per arrampicare, ancora in novembre, salendo due vie in parete Sud ma senza andare in cima e scendendo tutte sempre per la ferrata delle Crete Rosse (entrambe le salite oggetto di uno dei miei scadenti articoli) poi più niente tanto che nel Luglio 2010 decido di riprovarci, purtroppo da solo, cosa che non mi aggrada per niente.  La strada che da Pontebba sale per Studena Bassa al passo di Lanza, 1552m, è sempre stretta ma tutta asfaltata, quindi abbastanza agevole, la Casera è ora trasformata in un bel Agriturismo dove si mangia piuttosto bene. La giornata è delle migliori, l’idea è di fare la Cresta Ovest che conclude l’Alta Via, per scendere si vedrà. All’inizio seguo il sent. 439 poi uno scarsamente segnato che in ultimo risale faticosamente una scarpata detritica fino alla sella Zottach, 1998 m, fra la bifida cima Zottach (2039 e 2032 m). Qui incontro un socievole austriaco, che sarà l’unico incontro della giornata, assieme al quale mi porto sul torrione più alto per un rovinato sentiero militare, passando di qui la deviazione merita. Tornato alla base proseguo la traversata, dapprima non ci sono segni e stando sul filo salgo ancora un paio di quote, poi avvisto in versante Sud i segni dell’alta via e continuo per questi. L’ambiente roccioso è abbastanza pittoresco e la segnaletica scarsa e bisogna fare attenzione. Ci sono anche  delle perdite di quota in un canale ghiaioso poi si risale in cresta per una spaccatura arrivando alla base della Torre che si costeggia ancora a sud riuscendo al cavo che facilita il superamento della paretina finale. Si esce così al pianoro carsico sommitale. Il sentiero si raccorda a quello della via normale che senza difficoltà porta alla metallica grande Croce di vetta (circa tre ore e mezza). Proseguo verso Est seguendo la segnaletica della normale austriaca (via ferrata Uiberlacher) che scende alla base delle rocce facilitata da cavi e scalette. All’attacco c’è un terzetto di nostri vicino d’oltralpe, in tutto assommeranno a ben quattro le persone incontrate durante il giro. Non resta altro che risalire fino all’estremità della sella di Aip dove si incrocia il sentiero 403 che verso destra transita alla base delle pareti fino alla sella di Val Dolce, prima di questa scendo per un’evidente traccia non segnata che mi riporta prima all’omonima casera e indi  all’agriturismo del passo di Lanza dove mi concedo la birra tanto agognata. Sei ore e mezza in tutto, la via di salita è poco frequentata.

1 Lo Zermula dal Cason di Lanza

2 Pennacchi in un acquitrino

3 Due gendarmi sulla cresta

4 Lo Zottackofel

5 Sulla cima Zottach

6 La Creta da O

7 A sud Sernio e Grauzaria

9 L'ambiente rupestre della traversata

10 Prima del tratto attrezzato si passa sotto la Torre di Aip

11 Il terrazzo sommitale

12 Fiori sul piano inclinato

13 La Vetta

14 La Ferrata Uiberlacher

15 Alpinisti sulla via ferrata

16 La Creta dalla sella di Aip

18 Il dirimpettaio Cavallo

19 Rientro fiorito al Passo di Lanza

Al passo ci si può ristorare

 

 

 

 

 

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