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Baba Grande, Piccola e Guarda, la traversata

La seconda volta in Val Resia è stata per l’inaugurazione del Bivacco Manzano (sulla prima è meglio sorvolare, in occasione di non so che motoraduno avevamo fraternizzato con alcuni bikers locali celebrando l’avvenimento con il giro di tutte le osterie, allora piuttosto numerose, della vallata). Invece nel settembre dell’81,quando mi ero da poco convertito smettendo di fumare e ceduta la fida due ruote per i più economici scarponi quando con alcuni amici da Resiutta (valle del Fella) ci inoltriamo oltre Stolvizza passando poco a monte dell’ultimo borgo ormai disabitato continuando sulla strada al tempo sterrata ma percorribile fino alla località Clen 854m dove, come ora, c’è il divieto. La strada continua fino alla Casera Coot 1225m, che era ancora in buone condizioni. Da qui si parte seguendo l’Alta Via Resiana (all’inizio sent. 642) che si abbandona alle casere Berdo di Sopra deviando a destra. Prendendo quota si arriva sotto il fotogenico torrione chiamato Mulaz alla cui base si trova il bivacco del tipo Fondazione Berti (1690m). I numerosi partecipanti non sono favoriti dal clima, nuvoloso fin dal mattino poi comincia a piovere e i malcapitati devono ripararsi nella casera dove non è che sia poi tanto posto e ben presto suona la ritirata.

1 Tempo pessimo all'inaugurazione

2 Salita al bivacco Manzano

3 Il Mulaz

4 Al bivacco

Ricordo poi una gita turistica ai primi di novembre dell’86 con un compaesano nonché coetaneo con famiglia e prole, io con la Ritmo e B.B. con la mitica Land Rover gialla il cui motore a un certo punto ammutolisce, se fosse capitato a me mi sarei gettato nel Resia. Imperturbabile l’amico apre il cofano, armeggia un poco, mette in moto e riparte… alle casere Berdo siamo assediati da un gregge di fameliche capre che fanno la gioia dei nostri virgulti.

5 Colori autunnali in val Resia

6 Le Babe dalla casera

7 La Val Resia da casera Berdo

8 Un vetusto stavolo

9 L'assedio delle capre

10 La pastora

Vent’anni dopo. A causa di qualche problema di salute con conseguente astinenza dai monti ero ricaduto nella nicotina cedendo anche al fascino di una bicilindrica sportiva nera come la notte. Per riprendere l’attività e cercando di conciliare due opposte passioni mi accodo al fuoristrada dell’amico Gigi (sempre in compagnia della compagna Eliana) ritorniamo, la strada è ora asfaltata con i tornanti di sassi cementati dove non mi diverto molto con la moto, più male che bene arrivo al parcheggio che resta quello della volta precedente a 854m. Siamo in primavera inoltrata e la  giornata è eccezionale, la casera sovrastante è ora trasformata in agriturismo e anche noi siamo più più ricchi di esperienze (e anni). Dopo l’edificio saliamo fra entusiasmanti fioriture al bivacco, qui ci spostiamo a sinistra seguendo il sentiero da capre che rimonta il largo canale (è quello dell’Alta Via Resiana) fino alla forcella Infrababa Grande (2028m) da dove ci si affaccia al mare di pietra dell’altopiano Sud del Canin. A destra si dirama la traccia che senza problemi raggiunge la vetta della Baba Grande, 2160m, già una bella meta per di più indicata da ometti. Decidiamo di scendere all’Infrababa Piccola direttamente, qui l’ambiente è più selvatico, non ci sono segni ma i passaggi su rocce e placche lavorate restano comunque alla nostra portata (forse I grado o qualcosa di più). Alla sella, 1892m, l’amico propone alla moglie anche la Baba Piccola di 1977m ottenendo una risposta che ometto di trascrivere. Ci andiamo noi due, la salita, pur facilitata da due pezzi di cavo metallico e altrettanti fittoni, si svolge per esposti verdi che sale da sinistra a destra aggirando un risalto, in ultimo inverte la marcia seguendo una crestina piuttosto ardita anche se breve. L’avremmo volentieri evitata in discesa ma non ci sono alternative. Dalla sella ci caliamo ulteriormente al sentiero  741 che porta alla verdeggiante cima Guarda attorniato da una profusione di fiori fra i quali spiccano i Gigli Carniolici e Martagoni. Dopo i piaceri dello spirito è ora di pensare allo stomaco, torniamo alla casera per lo stesso segnavia e qui troviamo adeguata ricompensa. 30 Giugno 2002.

Purtroppo gran parte delle foto in cresta sono andate perse a causa del 28mm che ha fatto i capricci, quindi dovete credermi sulla parola.

11 Mulaz e Baba Grande

12 Ginestre in fiore

13 Gigli carniolici

15 Salendo all'Infrababa vista sulla Val Resia

16 In vista della forcella

17 Sulla traccia per la Baba Grande

18 Il desolato acrocoro del Canin e il Rombon dalla B. G.

19 Nubi sulla cresta S del Canin

 

21 Calcare carsificato

22 Sulla via per la Baba Piccola

23 Martagone sul Guarda, in secondo piano le Babe e la Cresta S

24 Monte Guarda

25 Le Babe

26 Casera Coot

 

 

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