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Klein Hochkreuz, una cresta fra i torrenti e laghetti della Wollatal

Il gruppo del Kreuzeck rimane ben delimitato dai fiumi Moll e Drava rispettivamente a N e S fino alla loro confluenza mentre a Ovest il passo dell’Iselsberg è il collegamento fra le due vallate. Composto di rocce cristalline, gneiss per la totalità ha un aspetto verdeggiante con quote minori rispetto ai vicini Tauri, niente da fare quindi per gli arrampicatori ha comunque il pregio di essere poco frequentato per lo più dai locali. Per questa gita ci affidiamo a Hermann, noto estimatore di usi e costumi nonché della cucina dei nostri vicini austriaci. A completare l’equipaggio si aggiungono il sottoscritto come pilota, Fede e Maurin, l’orario di partenza, le sette, è da sfaticati. Caffè con focaccia casereccia al baretto della simpatica vecchietta (avrà forse qualche anno più di me) alle porte di Timau, poi i passi di Monte Croce Carnico, il Gailsberg e poco prima di Lienz l’Iselsberg. A  Winklern, poco sotto il valico prendiamo a destra scendendo la valle della Moll fino al paesello di Pusstratten, sono tutte strade, a parte il Monte Croce, piuttosto scorrevoli e con poco traffico ma bisogna rispettare i limiti specie quando soni indicati dai cartelli. Ci troviamo pertanto a N del gruppo. Qui una strada privata (è della locale Enel) sale a destra la Wollatal fino alla presa dell’acqua (1450m circa), la tabella informa che chi percorre la strada la fa a suo rischio. Al piccolo parcheggio si trova un’unica auto in sosta, ci aggiungiamo la nostra, sono le dieci passate quando partiamo. Incredibile la ricchezza d’acqua del luogo, a lato c’è una fragorosa cascata e durante la salita avremmo modo di attraversare ancora qualche affluente de corso principale. Il segnavie è il 320 che risale la sinistra idrografica della valle nel bosco che varia con la quota, in alto sono presenti anche i cembri, fino al ripiano dell’ alpeggio Gossnitzer Hutten, più di 2000 m di quota, con delle simpatiche casette rigorosamente in legno. Qui la traccia si fa incerta, e i segni si diradano. Continuiamo sulla destra in mirando a un dosso a schiena d’asino  ci arriviamo faticosamente non senza aver guadato a rischio bagno un altro ruscello e senza percorso obbligato. Oltre l’arrotondato rilievo c’è la neve, sulla sinistra si trova la cresta prefissata. La nostra guida prosegue imperterrita sul nevaio per aggirare il primo rilevo della cresta. Personalmente sono cotto, è un bel po’ che non mi muovo e assieme ai due restanti covengo di salire alla dorsale direttamente. Un pendio di verdi e detriti abbastanza impiccato comunque facile oppone un unico ostacolo finale, un passaggio in fessura di un metro che si supera afferrandosi alle lame di gneiss. La cresta è pochi metri più in alto. La si segue con panoramico percorso verso sinistra (NE) passando dalle quote 2468 e 2491 che offrono un vasto panorama sui Tauri e naturalmente sulle cime vicine. Dopo un po’ arriva da questo versante anche l’ultimo dei compagni che ha astutamente evitato, seguendo i segni, la cresta costeggiandola sul lato Sud. Ci manca ancora la cima ufficiale (non potevo mica scrivere che ero stato su una quota, quindi scendiamo alla larga sella che segue, risalendo sull’altro lato la vista si apre sui numerosi laghetti di varie dimensioni che costellano i pianori sottostanti. La traversata prosegue sottocresta in versante Sud (segn. 318) per nevai con un amabile tratto in cengia poi torna sulla neve. Preferiamo rimontare i verdi sovrastanti fino alla cresta, quindi con ultimo strappo di facili rocce arriviamo (ed era ora) in vetta al Klein Hochkreuz (2565m), meta certificabile. Per grossi massi ci abbassiamo verso settentrione passando accanto a un lago in parte ancora ghiacciato dove ci ricolleghiamo al sentiero segnato che verso sin. ci riporta all’alpeggio dove è presente un indigeno, unica presenza umana di tutto il giro. Poco prima del parcheggio veniamo rinfrescati da un acquazzone (questo proprio ci mancava, dopo l’acqua vista tutto il il giorno), il dopogita si consuma a Winklern, un paio di birre e l’immancabile Wienerschnitzel, rientro a casa per le 22.30. Devo dire che con meno fatica avremmo potuto andare sul maggiore ma di accesso più diretto Kreuzeck.

Sei ore e mezza in tutto soste comprese, 7 Giugno 2015. La carta della Kompass  “Mallnitz-Obervellach”  1:50.000 è sufficiente.

1 Chalet poco più in alto del parcheggio

2 Il sentiero 320

3 Rapide del torrente

4 Panorama a Ovest

5 Fra larici e cembri

6 Una delle numerose cascate

7 L'alpeggio con la cresta in progetto

8 Guado a rischio

9 Gregge sul dosso

10 L'amico aggira la cresta

11 Salita in cresta

12 L'intaglio con gli avvoltoi che aspettano invano

13 La facile dorsale

14 Sulla cresta

15 Ambiente arioso

16 Quota 2491, si consulta la cartina

18 Laghetti alla sella

19 Altri incantevoli specchi d'acqua

20 Traverso in cengia

21 Un tratto innevato

22 Sull'anticima

23 Finalmente sulla meta designata

24 Vista sul Kreuzeck

25 Discesa fra i pietroni

26 Il lago più esteso è ancora parzialmente ghiacciato

27 L'ultimo ponte

28 Ci riporta alle baite

Categorie:Kreuzeck Tag:
  1. Giuseppe
    giugno 11, 2015 alle 12:18 pm

    Complimenti tu e il tuo gruppo siete dei miti, è un piacere seguire le vostre avventure !
    Malfa.

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