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Punta Savorgnana (2360m), nel favoloso mondo dei monti Tor

Sulla conca della Cuna (bivacco Vaccari) si affacciano le tre maggiori vette del sottogruppo di Tor (Tor con l’accento circonflesso in friulano vuol dire Campanile), da Ovest Cima Pitacco, punta Cozzi e la nostra Punta Savorgnana, il Miaron che è la quarta e più a N verso il passo della Mauria (1298m) che è il punto di partenza della gita di cui parlo. Il segnavia è il n. 348, lo stesso di due altre gite (Castello di Torre Cridola e Cima Pitacco) già malamente descritte in precedenti articoli perciò lo salto. Arriviamo così alla Forca del Cridola 2176m sovrastata a destra, N, dai contrafforti della meta designata. Non ricordo il motivo, però nell’anno di grazia 2003 questa è stata la seconda gita e come allenamento mi trovavo a zero. Non così i compagni Vigjut con Eliana, l’onnipresente Maurin e il giovane Alessio tutti in gran forma. Mantenendo la quota traversiamo a destra per labili tracce e costeggiando le pareti, passiamo oltre un camino dall’aspetto poco rassicurante, alla fine dobbiamo tornare sui nostri passi, è proprio lì la via normale. Intanto veniamo raggiunti da una giovane coppia fresca di corso che ha il nostro stesso obiettivo, ci tocca adoperare la vetusta cavezza, 9 mm 50 metri, oltre all’imbrago e qualche cianfrusaglia. Spedito il Maurin da primo la stessa viene quindi lasciata a mò di corda fissa, averla lì è già una bella garanzia. II grado. In seguito il versante si appoggia, per saltini rocciosi e detriti varii poggiamo i piedi sulla disertata sommità. I due ragazzi? Li abbiamo lasciati che stavano trafficando con l’attrezzatura, alla fine rinunceranno. Tornando alla base, ancorata la corda a un pietrone, con una doppia di 25 metri ci portiamo fuori dai dispiaceri. Per tornare al passo viene scartata la via più comoda, per prima cosa scendiamo al visibile bivacco Vaccari saltellando fra i sassi (chiamarlo ghiaione, vista la grana sarebbe un complimento) per imboccare qui il sentiero attrezzato Giovanni Olivato che aggira con lungo percorso il Miaron. A tratti molto pittoresco passa sotto dei landri su dure ghiaie, solo saltuariamente e nei tratti  più impegnativi  ha dei cavi di assicurazione. Dopo parecchi saliscendi esce sulla via normale della cima citata e scende sui detriti al ex ricovero militare Baroni da dove una stradella riporta al passo. Non mi sono segnato gli orari, ma ci sono più ore che per una giornata lavorativa da operaio.  Giugno 2003.

1 Scarpette della Madonna

2 Salendo alla Forca del Cridola

3 Scorcio sui Monti Tor

4 Fiori dei ghiaioni

5 La Forca del Cridola

6 Cridola, la cima principale

7 Al termine del camino

8 Un momento della salita

9 Cima Giaf e Torri del Cridola

10 Dal tratto finale il selvaggio mondo delle Dolomiti Friulane

11 La Vetta

12 A O spunta l'Antelao

13 In Cima con Alessio

14 La vicina Punta Cozzi

15 Doppia in discesa

16 E' quasi finita

17 Bivacco Vaccari

18 Le cenge del sent. Olivato

19 Sentiero Olivato

20 Sotto gli strapiombi

21 Il bivacco Baroni (in un'altra occasione)

Categorie:Dolomiti Friulane Tag:
  1. giugno 5, 2015 alle 9:20 am

    Che bella avventura invitante🙂 … leggendoti mi viene una irrefrenabile voglia di andar lì a divertirmi anch’io.

    Eri e sei proprio forte!

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