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Cimacuta (2058 m), la montagna di Forni

Il gruppo del Pramaggiore è il più vasto e complesso delle Dolomiti Friulane, composto da molticcssime vette per lo più disertate, la più alta e frequentata rimane senz’altro la maggiore che gli dà il nome. La meta qui presa in esame è più modesta essendo l’estrema propaggine verso Nord del crestone che si allunga fra la Val di Suola e quella percorsa dal torrente Giaf poco a monte di Forni di Sopra nell’alta valle del Tagliamento. Poco oltre il paese si dirama a sinistra la strada che costituisce il migliore approccio al rifugio Giaf, ci arrestiamo prima, a 978 m delle tabelle indicano l’inizio del sentiero 367 che risale, dopo avere varcato il ponte, il vallone del Lavinal sulla sinistra orografica (il toponimo dice già tutto). Nella prima visita il percorso è abbastanza disastrato comunque percorribile, la stagione è l’autunno avanzato (metà dicembre),  poca neve ma bassa temperatura e forte vento mitigati in parte dal cielo azzurro. La compagnia è composta da alcuni baldi giovanotti. Appena sotto il passo (che quota 1972 m) e in corrispondenza di una colata detritica dei bollini rossi indicano a sinistra l’itinerario. E’ tutta da risalire, in ultimo si trova qualche saltino roccioso dove bisogna fare attenzione a non smuovere sassi, la neve presente non aiuta certamente, che porta a un intaglio di cresta, subito a sinistra la croce di vetta è posta su uno sperone abbastanza esposto. Purtroppo non è la vetta agognata, per arrivarci tocca fare un traverso su una cresta infestata dai mughi con due alternative, o seguirla fedelmente baruffando con gli stessi o passarci sotto, opzione consigliata, dove la vegetazione è meno fitta, con un ultimo spostamento su verdi seguito da una risalita si arriva alla massima quota. La vista è bella e interessante ma per la sosta ci stendiamo in un luogo al riparo dal vento. Il ritorno è sullo stesso percorso, per la sola salita tre ore. 16 Dicembre 2001.

1 La cima dal ghiaione d'attacco

2 Dalla cima verso le Alpi Carniche

3 A Est i profili delle Caserine

4 Monfalconi

5 La quota massima è mugosa

6 La Cima dei Preti

7 Un'altra vista dei Monfalconi

8 Al riparo dal vento

9 In discesa nel canale

 

9 Maggio 2012

Ci ritorniamo in una tipica giornata primavera con sole velato e qualche foschia, ma ahimè l’età media dei partecipanti è salita parecchio, sembra di assistere a un’evasione dalla casa di riposo. Il sentiero per il passo del Lavinal è migliorato con opere di manutenzione con relativa messa in sicurezza che rendono il tutto più agevole anche se non meno faticoso. In questa decade anche i mughi hanno vegetato e l’ultimo tratto viene salito con varie varianti a seconda dei partecipanti, l’ometto è comunque tuttora presente i partecipanti rimangono soddisfatti. Meno il sottoscritto al quale il confronto fra le vecchie dia e il digitale dà per vincenti le prime. Più complicata al ritorno è la ricerca del luogo dove festeggiare l’impresa.

10 Il vallone del Lavinal

11 Unica sorgente sul percorso

12 Il sentiero ripristinato

13 La colata detritica

14 L'intaglio di cresta

15 La Croce di vetta

16 Fra i mughi la salita alla vera cima

17 In cima

18 Al ritorno

19 Dalla dorsale verso Sud

20 Ambiente rupestre prima del canale

21 Il Lavinal, a sin. il sentiero

22 Val di Giaf

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