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Fuscherkarkopf (3336 m), la parete Nord

Per questa salita bisogna andare indietro di un paio di decenni quando mi ero guadagnato la carica di aiuto istruttore del corso di Alpinismo ( allora di se ne facevano due, questo e uno per lo scialpinismo), prima sotto la direzione di Nino Perotti e poi di Paolo Bizzarro, entrambi scomparsi, subentrò l’amico e compagno di cordata Giovanni Duratti che ancora si aggira nella storica sede, anch’essa dismessa per anzianità. Attualmente i corsi  sono aumentati in modo esponenziale per la gioia e il diletto degli iscritti, a quel tempo le lezioni comprendevano anche il ghiaccio (ora oggetto di una ulteriore specializzazione), peccato che in Friuli mancasse la materia prima, dopo varie divagazioni alla sua ricerca per un triennio ci siamo spostati negli Alti Tauri con vari esiti a causa delle condizioni climatiche oltremodo variabili.  Questa è la mia cronaca della prima volta. Il punto di partenza dopo tre passi e risalita la valle della Moll fino a Heiligenblut, è sulla strada a pedaggio del Glockhner nell’ampio parcheggio al Franz-Josefs Hoe (2362 m) dove si ricompatta la carovana di auto. Stracarica di materiale vario la compagnia si incammina sull’agevole stradina che corre alta sul ghiacciaio Pasterze (che mi pare sia in seguito franata) e arriva all’ulteriore rifugio Hoffmann da dove, finalmente nella neve segue il ben battuto percorso che porta finalmente a destinazione, ossia alla Oberwalder Hutte, una grande costruzione rivestita in scandole situata sull’ isolotto roccioso detto Grosser Burgstall  (2973m).  Due ore e mezza a piedi e il doppio, più o meno, in auto. Messo qualcosa nello stomaco gli scalpitanti allievi vengono condotti dove il ghiacciaio cambia pendenza formando dei brevi risalti appunto di ghiaccio per apprendere i misteri dell’alpinismo d’alta quota. Rientrando al rifugio per ora di cena esperti e principianti sono tutti parimente ustionati nonostante il cielo velato, la serata si consuma fra birre e schnaps che favoriscono la fratellanza fra i popoli.

1 La stradella per l'Hoffmann Hutte

2 Una sosta, in primo piano il Direttore

3 L'ultimo cespo in fiore

4 Sopra il ghiacciaio il Glockner

5 L'affioramento roccioso (Gross Burgstall) del rifugio

6 Al rifugio Oberwald

7 Seracchi e crepacci del Pasterze

8 La lezione

9 Il Grossglockner

10 Il rifugio Oberwald

11 Serata al rifugio

La mattina seguente il clima è cambiato, incombe un tetro cielo bigio e non tutti partono. Ci incamminiamo ugualmente verso Est, dopo una sella scendiamo sulla neve molle al Fuscherkarkees, il placido ghiacciaio a N della cima. La parete Nord del Fuscherkarkopf, detto confidenzialmente FKK, è considerata una via facile anche se non brevissima, il dislivello è di 450m, la pendenza varia dai 40° ai 50° (il tratto centrale) ma senza passaggi obbligati. Quattro sono le cordate che vi si cimentano ognuna con i suoi due allievi, a me tocca una mista, i miei giovani adepti sona Francesca e Luca (povero ragazzo, nonostante fosse uno sportivo morì per un malore poco tempo dopo). Sullo scivolo la neve diventa buona e più in alto anche dura e i polpacci sono messi alla prova, come incoraggiamento comincia anche a nevicare ma ormai occorre forzare l’uscita che la ritirata sarebbe un brutto affare. Saliamo per vie parallele e in cima ci ricompattiamo prima di intraprendere la discesa che si fa sulla cresta NO, resa delicata dalla neve fresca e dal terreno friabile. Scendiamo di conserva facendo la massima attenzione fino al ghiacciaio. Dal rifugio 5 ore e due in discesa.

12 Fuscherkarkopf, a sin. la parete Nord in un'altra giornata

13 Il mattino seguente

14 L'avvicinamento

15 L'ambiente della salita

16 Sulla via

17 In azione sullo scivolo

18 L'amico di sempre

19 In cima con i due allievi

20 L'arrivo dell'ultima cordata

21 Discesa sulla cresta NO

12-13 Giugno 1993

 

  1. giovanni
    aprile 21, 2015 alle 5:21 pm

    Mi piacerebbe avere qualche anno di piu’ ed essere stato tuo compagno di cordata di allora. Mi basterebbero solo la meta’ delle tue avventure per essere pienemante appagato con la mont… Magari in un’altra vita mettiamoci daccordo caro ravanatore (scusa per l’omissione del nome ma mantengo fedelmente il tuo anonimato),

    Mandi, ogni ben

    • aprile 21, 2015 alle 6:05 pm

      Sono contento che il post ti sia piaciuto… di negativo c’è che non se ne ha mai abbastanza.
      Il ravanatore

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