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La dorsale dei Tubers (1499 m) da Casasola

Il  gruppo montuoso del Raut-Resettum consiste in una lunga catena orientata da Ovest a Est con quote decrescenti che dalla piana di Claut arriva fino alla valle del Meduna affacciandosi a meridione prima al corso del Cellina e poi alla pianura. Val Cellina. Dalla cima del Rodolino verso Est la cresta cala  alla forcella Salincheit per proseguire quasi in piano fino alla nostra quota, poi scende alla forcella del Moltrin da dove prosegue ancora più  selvatica  con la dorsale del Dassa per esaurirsi con l’ultima elevazione del monte Rossa verso la Val Tramontina. Per arrivare al punto di partenza con l’auto da Meduno si seguono le indicazioni per la valle, un paio di km prima del lago si lascia la strada maestra per deviare a sinistra scendendo al ponte sul fiume risalendo poi a Navarons, paesino noto per avere dato i natali ad un tale Andreuzzi, un avventuroso carbonaro del risorgimento italiano e dove si trova un piccolo museo meritevole di una sosta. La tortuosa strada prosegue in direzione di Poffabro alta sul torrente Muiè che si lascia in corrispondenza del bivio che verso destra sale in breve a Casasola,426 m, un pittoresco borgo abitato da una trentina di persone dove si parcheggia anche se l’asfalto continua ancora fino a una sella di poco più alta dove si trovano le indicazioni dell’amato sentiero 973 che porta alla casera Valinis a N del Raut in val Silisia, ma in ambedue le visite parcheggiamo vicino al campanile, la seconda obbligatoriamente e dopo un’attesa che ci pare esageratamente lunga a causa di lavori stradali.

8 Dicembre 2008   

Lasciamo l’asfalto alla sella dove si trovano alcune case, qualcuna ristrutturata altre in rovina, per alzarci  sulla sinistra del rugo del Moltrin nella pineta passando accanto a una cappella in un pittoresco anfiteatro di crode nonostante la quota modesta. La compagnia è piuttosto ridotta, oltre allo scrivente ci sono due all’epoca morosi e mi tocca subire le loro affettuosità. La traccia costeggia a tratti dei risalti rocciosi poi s’inoltra fra i faggi, qui incontriamo la prima neve (ricordate il nevoso inverno 2008-9?) e faticosamente arriviamo alla sella del Moltrin (1304 m) che offre già un vasto panorama, a S la pianura fino al mare, gli altri punti cardinali offrono le Dolomiti Friulane, le Carniche e le Giulie. Sprofondando nella neve alta ci apriamo la pista verso Ovest cercando di rimanere in cresta, anche se i segni invitano a Nord ci districhiamo fra i tormentati faggi che la infestano. La cima invece è senza alberi, purtroppo l’innevamento consente solo una scomoda sosta in piedi, comunque la giornata è eccezionale. Rotoliamo poi  verso la forcella, intanto che aspetto gli amici  mi consento una divagazione verso Est e fra le ramaglie aggiungo al palmarès anche la cima maggiore della cresta del Dassa, 1309m (qui le quote non mi tornano, solo 5 metri più della sella?). Divalliamo sul sentiero della salita, 3 ore per l’ascesa cinque in totale per coprire poco più di un migliaio di metri di dislivello. Poi ci permettiamo un istruttivo giro turistico fra le case del ameno paesello.

11 Marzo 2015 Come di consueto l’unica cosa certa dei soliti parassiti dell’Inps è il tardo orario di partenza nonchè il punto di ritrovo, ai quattro si aggiunge il M. prendendosi una giornata di ferie. Nuvole a Est e a Nord mentre il sole risplende a occidente, va bene, ripropongo agli astuti compari ancora questa meta dove nessun altro, a parte me, ha mai messo piede. A Casasola c’è l’ingorgo, una grossa scavatrice è in difficoltà nel superare la strettoia del campanile, pare siano in corso lavori di arredo urbano, acciottolati vari e messe in sicurezza, i trenta abitanti, in gran parte come noi pensionati, ne saranno felici. Come nella visita precedente saliamo alla forcella del Moltrin, senza neve si fatica di meno anche se l’ambiente è altrettanto suggestivo. Mentre aspettiamo un ritardatario ci spostiamo pochi metri verso Est dove senza chiederci il permesso è stata posta una croce. A N resiste ancora la neve però la quota massima, erbosa, permette di stravaccarsi alla faccia delle zecche che più on basso hanno attecchito sul più colto della squadra. Alla fine il dilemma di dove trascorrere il dopogita assale gli arditi partecipanti, viene scelta la trattoria del lago di Tramonti dove siamo stati sempre i benvenuti. Le foto si riferiscono alla prima gita.

1 Poffabro da Casasola

2 I Tubers imbiancati da Casasola

3 Cappelletta al inizio della gita

4 Salendo alla sella del Moltrin

5 Neve ben prima della forcella

6 Sella del Moltrin

7 I Tubers (e il Rodolino) dalla forcella

8 Sulla dorsale

10 Districandosi tra i faggi

11 Dalla cresta vista sul gruppo Caserine-Cornaget

12 A Est Dassa e Rossa

13 La cupola sommitale

14 Raut e Rodolino

15 Lontane a Oriente le Alpi Giulie

16 Verso la marina

17 Il bacino di Cà Selva

18 Faggi aggrovigliati sulla cresta del Dassa

19 La cima del Dassa

20 L'anfiteatro del Rug di Moltrin

21 Balconi a Casasola

22 A valle del paese un edificio padronale

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