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Monte Bottai – I ramponi battono le ciaspole 1-0

All’inizio dell’inverno 2008-2009 ci sono state delle copiose nevicate seguite da un lungo periodo di bel tempo che ha contribuito a stabilizzarle, in pratica si poteva, con i mezzi adeguati, andare dovunque.  Per la festa della donna dell’otto Marzo da Tolmezzo valichiamo il Tagliamento per salire a Verzegnis e dopo il ponte sul lago continuiamo per un tratto verso sella Chianzutan fino al bivio della rotabile che a sinistra arriva fino alla fino a Pusea, un borgo disabitato anche se qualcuna delle case è stata ristrutturata. I compagni sono gli inseparabili Gigi e Eliana, la cima prevista è il Bottai 1524m, fra i più elevati Picjat e Piombada  con  le vallate dell’Ambiesta  a N e Palar a Sud. Ci ero già passato in occasione della memorabile salita al Piombada partendo dal versante meridionale, come pure sul Picjat e da solo ma sempre nella stagione fredda, questa volta da N (i più pazienti dei lettori potranno consultare anche questi due articoli). In questa occasione reputiamo sufficienti ciaspe e bastoncini e ci avviamo baldanzosamente in discesa sul viottolo che scende al ponte  sul Rio Faeit, che dopo questo diventa sentiero con il n. 827 che sale con innumerevoli svolte nella faggeta fino alla Forchia 1258 m. Da escursionisti esperti stavolta toppiamo clamorosamente, la traccia è ben segnata sugli alberi ma il percorso si sviluppa su un insidioso pendio inclinato di neve dura a tratti anche abbastanza esposto dove a poco servono le padelle che abbiamo ai piedi quindi battiamo in ritirata con la coda fra le gambe meditando la rivincita.

17 Marzo. Tempo sempre stabile, la medesima compagnia, ci riproviamo, stavolta i ramponi li abbiamo e li usiamo, prima della forcella si vede uno spartano ricovero che non ricordavo, alla sella le condizioni della neve cambiano, al sole si sprofonda abbastanza mentre sul versante in ombra tiene ancora. Sempre comunque con i ferri ai piedi, meglio abbondare. La cresta sulla destra che ricordavo quasi in piano è in salita e a volte anche abbastanza impiccata visto che si devono fare ancora 300 m di dislivello tanto che la compagna dell’amico a un certo punto dà forfait. L’ambiente nevoso comunque è molto appagante, ci sono addirittura degli accenni di cornice verso Nord e anche il panorama si rivela soddisfacente, con le contrapposte e più impegnative creste del Picjat e Piombada in primo piano e tutta la fantastica cerchia dei monti del Friuli. In discesa facciamo lo stesso percorso. Il tempo impiegato per la gita, compresa la sosta ristoratrice è stato di sette ore e mezza.

1 L'Amariana si specchia nel lago di Verzegnis

2 Verzegnis

3 Pusea

4 All'inizio della salita

5 Pendii nevosi alquanto inclinati ed espost coprono il sentieroi

6 Senza attrezzature non si potrebbe salire

7 Alla Forca

8 Il Picjat dalla forcella

9 La nostra meta dalla forcella

10 Sulla cresta

11 In salita sul crinale

12 Vista sulle Alpi Giulie

13 Controluce

14 Piombada e Verzegnis

15 In cima

16 Il Piombada dalla cima

17 Il nobile faggio 18 Il ritorno

19 L'arrivo a Pusea

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