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Monte Veltri, meta desueta a Sud del Col Gentile

La dorsale del Col Gentile si estende in direzione N-S  fra la valle del Lumiei e la Val Degano, oltre alla cima principale che è abbastanza frequentata grazie alla strada in parte o totalmente percorribile che da Mione o da Lateis sale al passo della Forcella 1824 m, da dove si può salire facilmente verso settentrione anche al Monte Forchia 1901 m in pochi minuti e meritevole per il panorama. Verso Sud la cresta continua in discesa fino alla forca del Colador, 1865 m per rialzarsi ancora alle due trascurate elevazioni del Monte Veltri (2003 m) e del vicino Cret di Pil degradando poi con altri cimotti boscosi meno interessanti. L’inverno volge alla fine quando il nostro sguardo si rivolge al Veltri (nome che il Gaberscik traduce dal saurano in prato), con seri dubbi sulla percorribilità della strada ci appropinquiamo da Ampezzo nella valle del nostro Missisippi che è naturalmente il Tagliamento. Varcato il torrente Lumiei saliamo alla graziosa frazione di Oltris da dove la stretta rotabile ormai sgombra di neve sale fino alla Forca di Pani 1139m, e qui parcheggiamo all’inizio del sentiero 235. Quasi subito si pesta neve, di tracce non se ne parla nemmeno, comunque con l’aiuto di qualche segno e un poca di fantasia arriviamo alla radura della ex casera Chiarzò, ora ricovero, poco più di 1300 m d’altezza, un bell’edificio in pietra a vista che offre la particolarità della facciata con gli angoli arrotondati mai visti né prima né dopo questa gita. Si continua con contropendenze e indecisioni fino alla base del largo canalone che sale verso il Colador, la forcella dal basso è poco identificabile, dopo aver preso i provvedimenti del caso (piccozza e ramponi) cominciamo a salire su neve abbastanza trasformata. Con un ultimo tratto alquanto ristretto arriviamo alla cresta, il Veltri rimane a sinistra difeso da repulsive rocce friabili, pertanto ci spostiamo in versante ovest e sempre su neve e per pendii anche ripidi arriviamo tutti in vetta anche se la numerosa compagnia comprende un paio di debuttanti . Belli (come sempre) panorami e ambiente, verso Sud un’amabile cresta porta al Cret di Pil, mi mangio ancora le mani sul perché non ci sono andato. Tornando indietro ricalchiamo le nostre orme, dal parcheggio invece scendiamo verso Est al bucolico altopiano di Pani-Valdie, coltivi e pascoli con bei stavoli e una chiesetta dove sarebbe bello un giorno vagare senza la mania di raggiungere a tutti i costi una cima… La conclusione è a Raveo, da Amerigo  ai tempi la cucina era sempre aperta con disponibili le varie specialità carniche.

10 Marzo del 96

1 Traverso dalla Forca di Pani alla Casera Chiarzò

2 A casera Chiarzò

3 Verso l'attacco

4 L'imbocco del canalone

5 All'uscita il canale si restringe

6 Le Alpi Carniche

7 A pochi passi dalla cima

8 In vetta

9 Discesa, di fronte il Cret di Pil e più lontano il Verzegnis

10 Al centro la via di salita

11 Ancora il versante percorso

12 Le creste del Col Gentile da Pani

13 Pani, un vecchio stavolo

14 La Chiesetta

15 Il Tagliamento e le Prealpi

16 L'altopiano di Pani-Valdie

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