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La cresta del Monte Laura (1230m), un giro in Val Pentina

 

Barcis con le cime maggiori imbiancate, in ombra la cresta del Laura

Il versante rivolto alla Val Cellina del gruppo Col Nudo Cavallo è disertato dai più per quanto riguarda la catena principale, si devono affrontare cospicui dislivelli in ambienti quanto mai selvatici, molto meglio quindi l’approccio dall’opposto versante dall’Alpago. Appetibili comunque sono le cime meno elevate dei vari contrafforti, uno di questi è la cima in oggetto che ha la sua origine dai Muri nella zona centrale. Mi pare di aver trovato la relazione in uno dei volumi della collana Sentieri Natura, la cresta che parte dal fondo valle resta compresa fra la val Pentina e il Prescudin. Da Montereale saliamo a Barcis, dopo il paese un ponte a una corsia consente l’accesso alla Val Pentina, parcheggiamo vicino a un parco attrezzato con casetta, panchine ecc. dove d’estate si paga pure il parcheggio, sulla sinistra scende una copiosa cascata, 440m. Al momento, 19 gennaio, è completamente deserto. Anche la giornata grigia inviterebbe a rimpiangere il calduccio del letto, meglio partire senza indugi. Una passerella attraversa il torrente, al di là sale una mulattiera che conduce a un borgo abbandonato (senza nome sulla Tabacco) dove arriva anche una strada. Passando fra le case la traccia ora prosegue nel bosco verso la cresta che appare spoglia di neve, anche se la stagione è quella non mi sento di classificare la salita come invernale, però Zecche e Vipere se non altro sono a riposo. Orientati dall’abbondante segnaletica arriviamo presumibilmente alla Forcia Bassa 866m, da qui in poi si resta sempre sul filo. Si superano tutta una serie di cocuzzoli con conseguenti lievi perdite di quota, il percorso è abbastanza interessante e in qualche punto bisogna prestare attenzione anche a causa del terreno a tratti indurito dal gelo. Gli ultimi rilievi sono spogli di vegetazione e il panorama, se si vedesse qualcosina di più dovrebbe essere molto interessante. Arriviamo sulla cima principale, proseguiamo sempre sul crinale fino a un cimotto di poco più alto ma non meritevole perché alberato , 1260 m. Ridiscendiamo nel bosco di faggi dove i provvidenziali segni ci aiutano a trovare la bella Casera Bitter, ristrutturata a ricovero. Da qui la traccia comincia a scendere passando a sinistra di una barra rocciosa, panchina panoramica alla fine. La faggeta lascia il posto a vegetazione più stentata, il sentiero ora scende a serpentine un costone fino alla testata della valle dove si trova un agriturismo, naturalmente chiuso. L’asfalto ci riporta alla vettura. Sei ore e mezza, EE, 2011.

1 Cascata nei pressi del parcheggio

2 Val Pentina

3 La passerella sul torrente

4 Il borgo all'inizio della cresta (senza nome sulla Tabacco)

5 Barcis e il lago

6 La cresta del Laura (che non si vede)

7 Una delle tante contropendenze

8 Qualche passo richiede attenzione

9 Sulla dorsale

10 Da una schiarita compare il Crep Nudo

11 In Cima

12 Anche in discesa qualche saliscendi

13 Il Monte Laura con sullo sfondo il Raut

14 Nel bosco per fortuna ci sono i segni

15 La casera Bitter ben riattata a ricovero

16 Panchina con vista sulla meta raggiunta

17 Il sentiero sul costone

18 La Testata della Val Pentina

19 Sul costone

20 Val Pentina

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