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Scherbine (Vrh nad Skrbino, 2054 m) – Gran Cucco (Tolminski Kuk, 2086 m) una fantastica traversata

Dopo quattro gite sul Monte Nero di cui due invernali decidiamo di avventurarci nella zona più orientale, forti della ristampa anastatica del poderoso tomo “Gorizia e le Valli dell’Isonzo e del Vipacco” edita nel 1930 più una carta Freytag e Berndt al 100.000, aggiornatissimi quindi. Dopo il vasto altopiano del Krn qui la cresta principale si assottiglia restringendosi fra la valle dell’Isonzo e quella di Bohini. Al borgo di partenza, Zabiske o Tolminske (a seconda delle cartine) Ravne, 915 m, si arriva da Cividale passando il confine a Stupizza scendendo poi a Caporetto, dalla cittadina si prosegue in riva destra dell’Isonzo fino a Tolmino che si trova sul lato opposto del più bel fiume del mondo. Kugy l’ha detto e non mi sento certo di confutarlo. Si attraversa l’abitato seguendo la strada principale e alla sua periferia, subito dopo il ponte  sulla Tolminka si devia a sinistra, indicazioni per Zabce, su una stretta rotabile con scarso traffico e protezioni ma tenuta sgombra dalla neve  che finisce sul piacevole ripiano prativo del paesello. Un parcheggio è stato ricavato sotto un edificio militare in rovina subito a Est delle case.

L’inizio del giro è in discesa, una carreggiabile scende al letto secco di un torrente che si attraversa, subito dopo si trova una fontana e si presentano due opzioni, la strada più comoda o il sentiero più diretto ma ambedue  in un bosco di faggi, ci avviamo senza indugi sulla via più breve arrivando al pianoro con malga del rifugio Planina Razor, 1300m che si trova sulla destra poco più in alto.  Non ci andiamo perché abbiamo già individuato una possibile  via di salita che consiste in un dorso che scende dalla cima orientale della Skrbina, occorre subito attrezzarsi di piccozza e ramponi, le condizioni sono della neve sono ideali, sostiene bene ma non è ghiaccio e senza problemi arriviamo sulla cima Sud. Ambiente glaciale fantastico, enormi cornici sporgono verso  Nord  si ammirano le Giulie Orientali, a S vista fino al Monte Nevoso e al mare. Ci si potrebbe anche accontentare e due degli amici a ragione lo fanno, della compagnia fanno parte tre baldi giovani e mi lascio coinvolgere nell’impresa. Non ci sono troppi problemi fino alla cima Nord che ci sono e abbondanti, nella discesa alla forcella (Skrbina). Dove d’estate si trova un banale sentiero in cengia attrezzato con dei cavi ora si trova un uno spiovente nevoso che li nasconde quasi totalmente. Gli scriteriati giovani si guardano bene di adoperare la corda, si prosegue in punta di ramponi e piccozza, sbagliando si finirebbe nel visibile lago di Bohini, pertanto ripongo anche l’apparecchio fotografico nello zaino. Dopo questo traverso adrenalinico che mi è parso eterno torniamo al sole, continuiamo alla base di una serie di fotogenici risalti rocciosi decorati dal ghiaccio. Nella prosecuzione traversiamo poi facilmente la terza quota della giornata (Zeleni Vrh) mentre il candido corno  del Gran Cucco si avvicina, sotto la cresta SE anche un giovinastro dà forfait e si stende sullo zaino. Il terzetto che resta prosegue fino in vetta senza altre complicazioni. Ora basta! Rimane da decidere la via del ritorno, tornare al rifugio Razor è piuttosto dura, più vicina è la sella sotto al Tolminski Migovec  verso Sud, ci dirigiamo verso questa, non c’è poi molto da risalire, da qui si vede una malga (Planina Kalu) al limite dell’innevamento. Dove passa, come dalla forcella d’altronde, solo che i segni erano coperti dalla neve, il sentiero n. 1 della traversale Slovena che in discesa ci riporta al parcheggio. I tempi non me li sono segnati, per l’anello ci vuole comunque una intensa giornata lavorativa ricca di soddisfazioni e adrenalina ma con neve sicura. Sei protagonisti, in quattro per il giro completo.

Febbraio 1994

1 Alla partenza

2 I prati di Ravne

3 Il borgo di Zabinske Ravne

4 Bel bosco di faggi presso il paesello

5 Salendo al rifugio Planina Razor

6 Sotto il rifugio la prima neve

7 Planina Razor

8 Il Costone di salita

9 A sud vista sugli altopiani del carso sloveno

10 Sulla dorsale

11 Salendo alla cresta

12 Dalla cresta appare il Monte Nero

13 Skrbina, cima orientale

14 A Sud vista fino al Monte Nevoso

15 Traversata alla cima occidentale

16 Cornici sulla cresta

17 Discesa dalla cima O alla Skrbina (forcella)

18 Zeleni Vrh e Gran Cucco

19 Il lago di Bohini e le Caravanche

20 Traverso in versante Sud

21 Il Gran Cucco

22  I risalti dopo la Skrbina

23 Sempre con il piacere di farsi la traccia

24 Sulla dorsale del Gran Cucco

25 Veliki Kuk, in cima

26 La cresta percorsa vista dalla via di discesa

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