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Palon di Lius (1707m) – Tre visite dalla Val Aupa

 

Con Moggio e la val Aupa mi è rimasto un rapporto affettivo, da lì ho incominciato andando per casere e al rifugio della Grauzaria arrivando successivamente in pratica sulla quasi totalità delle vette che la circondano, la prima è stata proprio il Palon di Lius nel sottogruppo dello Zermula che verso Sud degrada con rilievi minori fino alla Forca Griffon, confine col il Sernio –Grauzaria. Prima del Cullar o Cjaf dal Omp una cresta si dirama verso E dalla forca del Palon, limite con la la valle del Chiarsò (Paularo) comprendendo dopo il nostro erboso spallone la meritevole Creta dei Crons cui segue l’alberato Cuel des Ierbis e il monte Glazzat con la casera adibita ad agriturismo sopra forcella Cereschiatis.

Dopo questa premessa andiamo alla  salita del novembre dell’81 in occasione di una gita sociale dell’UOEI, preistoria quindi, che segnò anche il mio debutto nel mondo dell’escursionismo organizzato. La corriera strapiena da Carnia sale in direzione di Pontebba fino al bivio a sinistra, traversato il Fella c’e subito Moggio e costeggiando l’abitato la strada della Val Aupa con varii paeselli, dopo l’ultimo ci scarica poco a valle della tabella che ancora a Est segna l’inizio del sentiero 435A, 670m . Praticamente sono l’unico alieno della gita, tuttavia sono ben accolto nella strana, o almeno così mi pareva, confraternita già ben affiatata. Il capogita era a quei tempi Alfredo Palazzo, gran conoscitore dei sentieri segnati e no delle montagne friulane. Si sale ora con svolte regolari una dorsale di faggi fino alle case abbandonate di Gran Cuel e prosegue poi passando accanto ai ruderi di Casera Lius (ai tempi la forestale che attualmente si attraversa non c’era ancora) e esce in seguito alla panoramica radura della Casera Palis di Lius Alta, 1482 m, ristrutturata a ricovero e ben tenuta dal CAI di Moggio dove assieme ad altri due soggetti conosciuti nel cammino abbandono gli altri gitanti per continuare verso la sovrastante forca del Palon, 1641 m. Poco più in alto è il limite del bosco e si entra fra i mughi, alla sella lasciamo il sentiero segnato che scende alla casera Turriee, a destra si arriva facilmente percorrendo il sentiero militare inerbito sulla dorsale della cima e alla stessa, che offre, nonostante la quota, una bellissima vista verso le Valli d’Aupa, del Chiarsò e Pontebbana oltre che su innumerevoli cime dato che nelle vicinanze l’unica cima di poco più alta è il Cullar. Un migliaio di metri è il dislivello superato. Ora dobbiamo ritrovare la compagnia che si è diretta alla casera Ladusset 1330 m, ci caliamo a Palis di Lius e a circa metà strada con la casera diruta deviamo a sinistra su un sentiero non segnato che costeggia dei calanchi (ora n 434). Dalle rovine scendiamo in ordine sparso per una vecchia mulattiera senza segnavia che torna al fondovalle passando dalle Case Focan a circa 1 km a monte del punto di partenza.

 Autunno in Val Aupa

 Casera Palis di Lius

 Le Giulie occidentali dal Palon di Lius

 Panorama a Ovest

 I gitanti a Casera Ladusset

 Veduta sul Cavallo di Pontebba

 In discesa con sconosciuti che diventeranno amici

 Tramonto in technicolor verso la Grauzaria

Gennaio 2013, sono volati più di trent’anni dalla prima gita, ritorno carico di anni ed esperienza ma ormai in via di rottamazione con due amici nelle mie stesse condizioni. Ricalchiamo le orme della remota gita dell’ottantuno con clima freddo e cielo velato ma con poca neve che pestiamo solo sulla cresta, di nuovo troviamo una strada forestale, all’incrocio con la stessa la imbocchiamo verso sinistra, quando si vede poco più in alto quello che rimane della casera Lius riprendiamo il sentiero per la casera Palis da dove saliamo alla cima. Stavolta ho annotato le ore impiegate che sono sette.

 Ancona a Gran Cuel

 Casera e Palon di Lius

 Forca del Palon

 Sulla comoda cresta

 Dalla cima verso Est

 Il Cjaf dal Omp

 Val Aupa

 Incontri in casera

31 Dicembre 2014. Ennesima ripetizione per questa gita, è sempre più difficile individuare nuove mete che siano anche accessibili data anche la stagione. Quattro sono i nuovi compagni che purtroppo per me fanno parte della squadra corse, anche le condizioni non sono favorevoli, sta nevischiando e spira un vento gelido che fa rimpiangere il letto coniugale. Si decide di proseguire a oltranza ma variando l’approccio, invece del sentiero delle escursioni precedenti ci alziamo ancora fino all’imbocco della forestale pestando neve  già dal parcheggio. Prendiamo il sentiero alla casera Lius, da qui in poi la pista è tutta da battere faticosamente e dopo una piccola sosta alla Casera Palis di Lius saliamo ancora verso la forcella, da poco sotto si prosegue lungo la dorsale con visibilità ridotta a pochi metri fino al culmine con varie peripezie fra le quali una caduta nella trincea sotto la vetta. Solo tornando indietro appare a tratti il disco del sole che dalla casera, dove facciamo la pausa pranzo, che più in basso ci gratifica con ampie schiarite, anche se la temperatura rimane comunque molto bassa. Quasi 5 ore in salita, sette e mezza in tutto soste comprese.

 Il punto di partenza

 Case Foràns

 I ruderi di casera Palis di Lius

 Salendo a Palis di Lius Alta

 La casera

 Breve sosta in casera

 Salita al Palon

 Merletti di neve

 Clima inclemente

 Sulla dorsale

 Nella nebbia

 La trincea sotto la cima

 I fantozziani eroi in cima

 Scendendo  appare il sole

 Sul crinale

 La cima del Cjaf dal Omp dalla casera

 Il Paon dalla casera

 Finalmente al sole

 La Creta dei Crons

 Le crete di Gleris

 Costa dell'Andri

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