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Monte Rodolino (1700m) in traversata da Forcella Racli alla Salincheit

Lo scorso anno in Dicembre ho ripetuto dopo una ventina di anni il solitario anello del Rodolino (nel ramo Est del gruppo che termina con quote decrescenti sulla Val Tramontina) con altri tre pensionati e il Mauro in una bella giornata senza neve, frugando fra le vecchie Dia ho ritrovato quelle della  gita precedente fatta con tre desaparecidos, fra i quali una signora più l’immancabile, anche a quei tempi Maurino . Meglio la prima! Oltre al piacere di avventurarsi in luoghi fino ad allora sconosciuti la cresta era ben innevata aggiungendo un pizzico di condimento al percorso, in entrambe le occasioni il giro è stato compiuto in senso orario.

1 Poffabro

2 Poffabro

3 Poffabro

4 Poffabro

5 Poffabro

 

Alla periferia Est di Maniago una strada sale a destra e dopo alcune svolte entra nel tunnel che consente l’accesso alla Val Colvera, si prosegue fino a Poffabro (che come il vicino paese di Frisanco merita una visita per le caratteristiche case di pietra e legno girovagando lungo le strette calli), per continuare sulla strada a destra in direzione di Pala Barzana fino al primo bivio dove si svolta ancora a destra e in breve si arriva a villa S. Maria dove si parcheggia comodamente vista la scarsa concorrenza, poco più di 500m di quota. Alla fine dell’asfalto si trova l’inizio del sentiero 968 per forcella Racli (in friulano bastone). La traccia prosegue nel magro bosco sulla sinistra di un canalazzo e passa accanto a uno squallido ricovero in cemento prima di uscire in terreno aperto con vari tornanti e con maggiore pendenza sale fra le erbe fino ad infilarsi con un traverso a destra sotto le rocce nella gola che scende dalla sella. L’ultimo tratto è piuttosto ripido e tocca adoperare anche le mani per  guadagnare la stretta insellatura di forcella Racli fra l’Ortat e il Rodolino, 1590m. Si tralascia il segnavia (che scende verso N alla casera Valina in Val Silisia) per alzarsi a destra sul crinale che all’inizio è piuttosto sottile e anche esposto, poi diventa più comodo. Porta a un’anticima e in contropendenza alla quota più alta che offre un vasto panorama. Decidiamo di proseguire verso oriente fino alla forcella Salincheit(1459m) seguendo fedelmente il crinale con la solita logica alpinistica, da questa ci abbassiamo per pale nevose tendendo a SO, al termine dei nevai rintracciamo il sentiero n. 973 che attraversa le pareti percorrendo delle cenge verso destra che riportano prima ai prati e poi al bosco. L’ultimo tratto, ripido e sassoso porta alla periferia Est di Poffabro  presso le vasche di un allevamento di trote, si attraversa il semideserto abitato e poi si risale stancamente l’asfalto fino al posteggio.

3 ore e 45’ per la salita, 6.30 in totale. Dicembre 1991 e 2013.

 

6 Salendo a forcella Racli

7 Prealpi Carniche e Alpi Giulie

8 Il canale di Forcella Racli

9 Forcella Racli

10 La cresta Ovest

11 La cresta

12 Verso un'anticima

13 I capi tecnici dell'epoca erano pantaloni di velluto e camicia di flanella

14 Il Raut

15 In Cima

16 A Est il panorama spazia fino alle Giulie

17 Duranno e Cima dei Preti

18 Partenza per forcella Salincheit o Salinciet

19 In traversata

20 Sulla cresta

21 Discesa a forcella Salincheit

22 Panorama su Poffabro

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