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Effetti speciali sul Koderhoe

Dalla cima dell’Avostanis sulla cresta di confine si stacca verso N una dorsale che in seguito curva a E terminando sul Polinik che con i suoi  2332 m è anche la più cima più elevata del gruppo della Creta di Timau.  Completamente in Austria quindi, e a parte il Polinik che è abbastanza visitato, gli altri rilievi di scisti con abbondanza di erba restano per lo più deserti  anche se facilmente accessibili, dopo l’Avostanis di seguito s’incontra il Koderkopf (2167 m), la Koderhoe (cima dell’esca, 2228 m),  il Laucheck (2156 m) e l’Elferspitz (2254 m, di quest’ultimo ho anche pubblicato un post). Montagne poche note che possono costituire comunque delle mete interessanti fuori stagione, sul monte in oggetto c’ero già stato partendo dalla malga Pramosio, dove si arriva in auto da Cleulis. Da qui si seguì il sentiero per il Passo omonimo, dopo una perdita di quota si risalì fino alla forcella senza nome di q.2154 con a S il Koderkopf (merita di essere visitato per i notevoli resti bellici) collegato all’Avostanis da una frastagliata cresta di roccia poco solida). Dopo questo andammo anche sul Koderhoe trasferendoci poi alla forcella Avostanis seguendo il libero pensiero con un po’ di Camel Trophi fra mirtilli rododendri e altre amenità più o meno spinose tornando poi al punto di partenza. Purtroppo la macchina fotografica fece i capricci e dell’anello non conservo manco una foto, e questo mi basta per accettare la proposta di ritornarci e con un approccio diverso.

Da Tolmezzo percorriamo tutta la valle del But fino al Passo di Monte Croce Carnico dove entriamo in terra straniera,  proseguiamo calando alla Plocken Haus (trattoria chiusa data la stagione), 1215 m, parcheggio al di là della strada. Pare che il meteo non sia dalla nostra parte, con un cielo uggioso ci inoltriamo nella Angerbachtal, la vallata che si dirige ad oriente. La strada con divieto, a parte l’inizio dove si transita vicino a un laghetto, è per dirla tutta piuttosto lunga e pallosa, con questo tempo poi… Con un ultimo tratto in salita la carreggiabile termina alla radura della malga (Untere Tschintemunt Alm 1487m). Rimontando i prati senza tracce verso N si entra nella pecceta dove si rinviene il sentiero che si alza ripido su un costone alla sinistra di un torrente, verso la fine del bosco si traversa a destra guadando il corso d’acqua. In terreno aperto fra le alte erbe si passa dalla distrutta casera Obere c.s. che quota più di 1800 m, si continua nella stessa direzione fino a una gola dirupata che si costeggia sulla sinistra ripidamente destreggiandosi facilmente fra gli scisti poi con alcuni tornanti si arriva alla forcelletta di q.2154m con tabelle. Qualcosa sta cambiando e il grande assente della giornata, il il nostro astro tenta di farsi strada fra la nebbia e appare qualche sprazzo di azzurro, e il nostro umore vira all’ottimismo. Alla nostra sinistra inizia il crinale, l’umidità con il freddo notturno ha generato dei bellissimi ricami sugli arbusti, il percorso non oppone difficoltà di rilievo ma solo un poca di attenzione, procediamo fra i resti militari al limite fra la caligine e il sole fino all’ometto che contrassegna la vetta. Tre ore e 45’. Pochi minuti perché l’astro prenda il sopravvento, dal mare di nuvole emergono quali poderosi isolotti solo le montagne che superano i 2000 m, dalle Giulie alle Carniche, le Dolomiti di Lienz e Friulane fino agli Alti Tauri. Due degli amici ripartono subito per impegni, rimaniamo in quattro ad ammirare lo spettacolo infine tocca ripartire, la cresta che scendendo appare sinuosa è ancor più apprezzabile, al limite delle nuvole assistiamo al curioso fenomeno di rifrazione dello spettro di Bruchen (l’ombra delle persone con l’aureola in tecnicolor) prima di rientrare nel grigiore che ci accompagnerà fino al parcheggio. Ancora tre ore, più una al calduccio della trattoria al passo per i soliti motivi di reintegro delle calorie bruciate. 31 Ottobre 2013.

1 La Untere Tschitemunt Alm

2 Un funghetto velenoso

3 Abeti sul ripido costone sopra la malga

4 Guado all'inizio del traverso

5 La diruta Obere Tschintemunt Alm

6 Uno sprazzo di sereno fa intravedere le creste

7 La rampa che sale alla forcella

8 La selletta sulla cresta

9 Resti militari sul crinale

10 Effetti della Galaverna

11 Ricami di ghiaccio

12 Sulla cresta

13 Il dorso della salita

14 Cima, sopra il mare di nuvole Coglians, Volaia e Polinik

15 A N le cime innevate degli Alti Tauri

16 Avostanis e Creta di Timau dalla discesa

17 Lontani i monti del Pontebbano e le Giulie

18 Sulla dorsale al ritorno

19 Lo spettro di Brucken

20 Alla forcella

21 Alla malga nella valle dell'Angerbach

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