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Castellato (2424 m), uno dei più remoti cantoni degli Spalti

Il gruppo è frastagliato in innumerevoli cime torrioni e campanili che per la maggior parte sono, a parte le poche vette più famose, raramente visitate. A forcella Montanaia è stato posto il limite fra Monfalconi e Spalti di Toro a loro volta suddivisi ulteriormente in rami, la montagna in oggetto fa parte degli Spalti essendo la più elevata del ramo che porta il suo nome, per l’appunto il Castellato. Situato fra le vette del Campanile Toro a NE (forcella Cadin) e la Torre di San Lorenzo a SO (forcella Cadorin) mentre rispettivamente da N sale la valle del Cadin e da S il più selvatico Ciol delle Corde. La montagna stato salita dai pionieri per varie vie con difficoltà alpinistiche prima della scoperta relativamente recente della  via più facile (risale al 1952) da Herberg e Altamura, assidui frequentatori della zona, diventando  la normale, si sviluppa in versante Sud opponendo difficoltà di primo o poco più ai rari salitori. Entrambe le relazioni a disposizione prevedono la partenza dal rifugio Padova in val Talagona salendo da N per la val Cadin alla stessa forcella (si può anche passare dalla limitrofa forcella le Corde e scendendo alquanto da queste arrivare all’attacco che si trova a monte della val Montanaia, quindi a meridione. Dal momento che le forcelle sono accessibili dai due lati e visto che partiamo dal Friuli questo seconda possibilità mi pare più invitante, si evita il lungo giro fino a Domegge e pure la stretta e ripida strada che sale al rifugio dove gli incroci sono difficoltosi con risparmio di carburante e adrenalina. La proposta viene accolta da tre compagni, Mauro Gigi ed Eliana, anche se ormai siamo alle ultime battute della stagione per queste cose, manca poco  alla fine di Ottobre, la domenica seguente è quella giusta. Ci trasferiamo in alta Valcellina, a  Cimolais deviamo a destra sullo sterrato della Val Cimoliana che risaliamo per l’ennesima volta fino al parcheggio del Rifugio Pordenone, circa 1160 m. Cominciamo a salire con il segnavie  353 (quello per il Bivacco Perugini) con la consueta ginnastica fra sassi e ghiaie, prima che la traccia diventi ripida spostandosi sulla destra sul lato opposto si nota l’amabile Ciol delle Corde. C’inoltriamo in questo, sulla carta è segnato un sentiero a puntini rossi, o non li abbiamo trovati o proprio non ci sono, ci alziamo su una costola di dura ghiaia dove scivolare costerebbe una bella grattugiata, poi entriamo in canale a massi più agevole, seguendolo arriviamo sotto le rocce del Castellato. Mal interpretando la relazione proseguiamo per il tetro canale innevato subito a sinistra finendo alla forcella Cadin, ristretta fra le pareti. In questo luogo poco accogliente ci rendiamo conto dell’errore: bisogna ridiscendere. Il Mauro  è poco convinto e si accanisce sulla parete di destra, gli altri tornano all’inizio della gola, traversando qualche metro a sinistra appare il primo degli ometti che ci guideranno per tutta la salita, la via segue una banca ascendente e anche il compagno rientra nei ranghi dopo un’esposta traversata. Ora l’ambiente si fa più aperto e solare, costeggiando le rocce sopra il precipizio ci si alza in gran parte su scaglie con qualche facile passaggio d’arrampicata passando anche sotto dei tetti fino ad arrivare  a un intaglio di cresta con sulla destra un  gendarme a forma di candelabro. Lo si contorna a Sud poi si rimonta un’ulteriore cengia verso destra, qualche lingua di neve non disturba più di tanto, che conduce all’anticima superando ancora qualche tratto sempre sul 1°. Un aereo sentierino consente l’accesso alla vetta. Il colpo d’occhio sulle grandi Dolomiti e su quelle Friulane è veramente eccezionale da questo prezioso pulpito quanto mai solitario e la nitidezza del giorno autunnale aiuta non poco. Assolto il nostro dovere ripieghiamo cautamente sulle nostre tracce.

1 Il Campanile dalla val Montanaia

2 In salita nel Ciol delle Corde

3 Avvicinandosi alle pareti

4 Ridiscendendo da Forcella Cadin

5 M. in cerca di rogne

6 Troviamo gli ometti della normale

7 La via comune costeggia le pareti

8 Dalla forcelletta di cresta la Cima dei Preti

9 Torre S. Lorenzo (e altre cime in val Talagona) dall'intaglio di cresta

10 Un aguzzo gendarme sulla cresta

11 Sulla fantastica cresta

12 Siamo alla fine

13 Gli amici al traguardo, il panorama comprende Civetta Pelmo e Antelao

14 In primo piano il Castello di Vedorcia

15 Tutte o quasi le Dolomiti di Sesto

16 Non resta altro che scendere

17 M. e la sua ombra

18 Una specie di candelabro fuori misura

19 Discesa

20 Autunno in Val Montanaia


 

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