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Klein Hafner, dalla splendida Val Polla

Il gruppo più orientale degli Alti Tauri prende il nome dalla vetta più alta, l’Hafner (3076m) che fa parte della collezione delle 60 cime dell’amicizia, l’ avevo visitato in due occasioni nel passato remoto partendo da Ovest (la diga della valle Malta) e in entrambe non ero stato favorito dalle condizioni meteo. Dopo più di vent’anni una ripetizione ci può anche stare  specie se si decide di accostarsi dalla Pollatal, la vallata a E, anche se in mancanza di notizie o relazioni sulla salita. Il punto di partenza è Rennveg, ultimo centro abitato prima del tunnel sull’autostrada per Salisburgo che resta la via più veloce e dispendiosa, oltre al pedaggio per Tarvisio tocca acquistare la vignetta (fatti i debiti confronti costa meno che A/R Udine-Confine,  dieci Euro per dieci giorni, dividendo per quattro fanno 2.50), l’alternativa è la statale via Villach-Spittal-Gmund abbastanza scorrevole ma bisogna rispettare religiosamente i limiti di velocità, le sanzioni, e parlo per esperienza, fanno meno danni al portafoglio se confrontate con le nostrane. Forse perché i nostri vicini hanno un unico corpo di polizia.

Dopo questa noiosa premessa passiamo alla nostra gita. Da Rennveg ci trasferiamo a Gries, ameno paesello all’inizio della valle, si può proseguire ancora su asfalto fino a circa 1400m di quota (stimati), oltre vige il divieto. Sei sono i baldanzosi partecipanti che lasciati i mezzi si avviano sulla stradina in questa nitida giornata autunnale fra casette in legno con balconi fioriti, mucche al pascolo, manca solo, per essere in un film, una fraulein con il tradizionale abito scollato. Con la classica forma a U che rivela l’origine glaciale la vallata percorsa dal torrente Lieser è anche piuttosto lunga, la risaliamo sulla destra (or.) per passare poi sul altro lato,la carrozzabile termina al nuovissimo rifugio Polla (la O con la dieresi, non mi viene al PC, quota ignota), tipo elegante chalet in legno. Si continua agevolmente costeggiando il torrente su una mulattiera fino alle cascate (Lieserfall) che meritano da sole la gita, sarebbe bello una volta tanto sbattersi della cima e fermarsi a cazzeggiare, purtroppo non rientra nel nostro DNA. Continuando nel nostro peregrinare arriviamo all’incantevole piano dove il ritiro del ghiacciaio ha creato tre piccoli laghi (Lanischseen),nelle limpidissime acque si rispecchiano i monti circostanti, qui incontriamo due fotografi saliti quassù con tutta l’attrezzatura, sono le uniche persone che incontreremo in tutto il giorno . Ci alziamo ora fra i massi in direzione della sovrastante forcella di Lanisch, poco più in alto incontriamo la neve e il percorso si fa delicato, in una mia scivolata vengo placcato dal Mauro che mi tallona da vicino, per di più entriamo nella nebbia e tre amici si fermano qui. Con i due rimanenti arrivo alla larga sella, ci dirigiamo verso destra alla base delle rocce, un primo tratto di cresta più arcigno si evita sulle placche a Ovest, qui troviamo un tratto di corda lasciato da predecessori, è il tratto più impegnativo poi si riprende la cresta e come fantasmi nella nebbia arriviamo alla Croce del Klein Hafner, 3016 m. Il Gross è più a N, da esso ci divide un amabile percorso piuttosto sottile ed esposto. Decidiamo che la giornata ce la siamo guadagnata e riprendiamo la via conosciuta, arriviamo al parcheggio nella penombra della sera.

Più di nove ore, 25 Settembre 2005, alla vetta con Alessio e Mauro.

1 Vista sulla vallata

2 Immagine bucolica

3 I primi passi su un'accattivante stradina

4 La casetta dei sette nani

5 Pollatal, l'Hafner e il rifugio

6 Un guado

7 Il grazioso rifugio in legno

8 Le cascate

9 Una parte dei soci alle cascate

10 Le cascate

11 Le trasparenti acque dei laghetti

12 Riflessi

13 Poi finisce la ricreazione

14 Alla Lanischscharte

15 Klein Hafner dalla forcella

16 Sulla via di salita

17 La cresta

18 La Croce di vetta

19 Dal Klein il Grosser Hafner

20 Sole d'appertutto fuorchè su dove ci troviamo

21 In discesa

22 Due dei tre specchi d'acqua

 

Categorie:Alti Tauri Tag:,
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