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Traversata delle Cime del Ciadin

Il gruppo dei Brentoni fa parte delle Alpi Carniche ma è interamente in terra cadorina limitato dalle valli del Piave, Frison e Piova, le cime maggiori sono grossolanamente allineate da Est a Ovest,  le vie normali si svolgono per la maggior parte a meridione, quindi adatte alla stagione autunnale. Fra le più alte  Crissin e  Pupera Valgrande e le corrispondenti forcelle Ciadin Alto Ovest e Est la cresta si frastaglia in varie sommità minori a nome Cime del Ciadin che sono l’obiettivo di questa gita. I partecipanti sono due storici compagni delle mie peripezie più una donzella che al tempo fraternizzava con uno di essi (mi si perdoni l’eufemismo). Dalle nebbiose praterie della bassa friulana e passando da Tolmezzo occorre risalire il canal di Gorto, oltre Ovaro si svolta a sinistra in Val Pesarina con destinazione l’altopiano di Razzo, lo si attraversa per calare sulla Val Piova nelle amate terre cadorine. La si discende fino a 1180 m, facendo attenzione si nota una tabella che indirizza a destra al  bivacco Spagnolli, si riesce a parcheggiare a lato della strada. Dopo un tratto su una forestale con varii tabià e deviazioni ci si immette su una mulattiera che con innumerevoli svolte prima nel bosco e poi fra i mughi conduce al ricovero, una bella costruzione in muratura e legno dedicata al sen. Giovanni Spagnolli, già presidente  della SAT e del CAI ormai scomparso da molti anni. Il posto offre già un bel panorama, purtroppo non si trova acqua nei dintorni, la frequentazione è per lo più dei locali cui si aggiunge saltuario qualche pretendente alle rognose cime circostanti che nella giornata odierna si limita al nostro quartetto. Che si dirige verso Ovest praticamente in piano fino a dove la traccia sale in cresta alla forcella Ciadin Alto Ovest (2285m, incombe un repulsivo gendarme, non si può sbagliare). I segni promessi sono spariti e bisogna continuare con la normale logica alpinistica con l’aiuto di qualche solitario ometto. La cresta, frastagliata in innumerevoli spuntoni e torrette a cavallo fra i due versanti è molto interessante. Per non subire l’accusa di averne trascurato qualcuno cerchiamo di salirli tutti, giuro che siamo arrivati sulle due maggiori quote ( 2326 e 2321m, le difficoltà massime si limitano a un primo grado forse superiore con roccia discreta). Arriviamo così  alla forcella Est (2222m) e in vista del bivacco al quale ci caliamo liberamente per zolle erbose e ghiaie. Dopo una breve sosta torniamo a valle nelle calde luci del tramonto.

7 ore e mezza soste comprese, il primo novembre del 2009.

1 Mughi sotto al bivacco

 Il bivacco Spagnolli

 Sosta al bivacco

 Il sentiero sottocresta

 Forcella Cadin Alto Ovest

 L'inizio della cresta

 Sulla cresta

 Una delle prime quote salite

 Dalla cresta verso il Bivera

 Il Tiarfin

 Continuando la traversata, la montagna è il Pupera Valgrande

Una ulteriore cimetta

 Ombre cinesi

 S. Stefano e il Comelico

 A Est il Pupera Valgrande

 Discesa a Forcella C.A. Est

 E infine al Bivacco Spagnolli

 Dal Bivacco la valle del Piave e le Dolomiti

 Controluce sul Cridola

 Sulla via del ritorno

 Larici autunnali

Categorie:Alpi Carniche Tag:
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