Home > Giulie Occidentali > Monte Robòn, pulpito di calcare sopra Sella Nevea

Monte Robòn, pulpito di calcare sopra Sella Nevea

La proposta di salire alla Cima Confine dal versante settentrionale è abbastanza appetitosa, contro di essa cospirano la stagione ormai avanzata, il tardo orario di partenza e la compagnia troppo nutrita, ci portiamo comunque uno spezzone di corda e qualche cianfrusaglia per l’eventuale assicurazione, di riserva possiamo sempre giocare la carta del Robon (1980 m), il più orientale dei pulpiti del tormentato altopiano a Nord del lunghissimo crestone del Canin e che alla fine risulterà quella vincente. Ci trasferiamo a Sella Nevea (1162 m, per i non friulani si trova fra Chiusaforte nel Canale del Ferro e Cave del Predil nella Val Rio del Lago), lasciando la vettura nel parcheggio della cara funivia (non nel senso di amata, qui la munifica regione ha investito qualche decina di milioni per rifarla). Ci avviamo sulla destra della pista di discesa e poco più in alto ci immettiamo nella mulattiera militare del Poviz con segnavia  366 che sale all’altopiano con innumerevoli tornanti prima nel bosco e poi in terreno più arioso fra macchie di mughi che spuntano dal calcare incarsito. La mulattiera è ancora ben conservata, devo dire che qui dopo i disastri dell’inverno l’ente citato si è dato parecchio da fare nel recupero dei sentieri che se non fossero stati ripuliti dagli alberi caduti sarebbero impercorribili. Si sale fino alla larga sella di q. 1870 fra lo sperone del Poviz e la cresta maggiore, bellissimo il panorama su Montasio,  Jof Fuart e Canin con sullo sfondo le Giulie Orientali per calare a tornanti in una vasto avvallamento dove resiste ancora un campo nevoso e con un’ultima risalita si guadagna la Sella Robòn (1865m) che conserva ancora molti resti bellici. Poco a N si trova il Bivacco speleologico Modonutti-Savoia che anche se dichiarato inagibile può ancora offrire riparo in caso di necessità, verso meridione le ombrose pareti della Cima Confine che per stavolta lasciamo perdere. Dopo il ricovero ci si inoltra in un meraviglioso ambiente di rocce lavorate dalle intemperie fra guglie scanalate, abissi e inghiottitoi che con percorso tormentato e intelligentemente guidati dagli ometti arriva fino alla vetta, 1980 m, in un solo punto le assi in legno di un ponticello costringono a un passo un poco esposto, tre ore e mezza. Mentre ci rifocilliamo noto poco più a Ovest un’ulteriore quota che sembra più alta della presente, dai mughi spunta anche il consueto mucchio di pietre, ridiscendendo la propongo ai miei sodali che nicchiano e ci vado da solo. All’inizio ci sono alcuni ometti che poi svaniscono, alcuni passaggi non sono proprio elementari e la via è alquanto labirintica, con tutte queste lame non vorrei finire affettato,negli ultimi metri mi faccio largo nella vegetazione e arrivo a questa che è la vera cima. Giusto il tempo per un autoscatto poi torno indietro finendo sopra un salto poco igienico e mi tocca risalire, al secondo tentativo imbrocco la strada giusta. Dalla sella torniamo alla dolina con la neve e invece di risalire deviamo a destra sul sentiero delle Lope (n. 637) che costeggia le lisce pareti del Robòn fra massi e placche scanalate prima di inoltrarsi fra i mughi e poi nel bosco. Qui le slavine hanno fatto ancora più danni che nel sentiero della salita, non resta altro che ringraziare mamma Promotur per il lavoro fatto, nonostante questo il tratto fra gli alberi è abbastanza scivoloso e richiede piede sicuro, ne usciamo indenni su una forestale che ci riporta all’asfalto proprio sulla Sella di Nevea, manca all’appello il 50% dei partecipanti, ossia due, il più importante è l’autista. I ¾ d’ora d’attesa nel gelido venticello e con gli abiti umidi mi costano tosse e raffreddore a conferma che non ho più vent’anni.

3 Ottobre 2014

 Dalla mulattiera del Poviz verso il gruppo del Montasio

 Sulla mulattiera

 Fiori d'autunno

 Colori d'ottobre

 Campi nevosi sotto  forcella Robon

 Monte Robon dalla forcella

 Postazioni alla sella

 Il Bivacco Modonutti-Savoia pur inagibile offre ancora riparo

 La traccia per la cima

Carsismo

Voragine

12 L'unico passaggio esposto

 Salita alla cima Est

 La tradizionale cima Est

 La più selvatica cima Ovest

 Sulla quota più elevata

 Scendendo a sella Robon

 Cima Confine dal sentiero del Pian delle Lope

 Il Monte Robon dal Pian delle Lope

 Vista sullol Jof Fuart

 In discesa

Paesaggio autunnale

23 Da Nevea verso il Montasio

Categorie:Giulie Occidentali Tag:
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: