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Torre alta dell’Arco, 2111m – due novizi sullo spigolo SE

L’ottantasei è stato l’anno del debutto e avevo già fatto qualche arrampicata, in gran parte con compagni più esperti e magari in più cordate, ma partire con un pari grado vuol dire accertarsi se si può camminare da soli, il compagno d’avventura odierno è il medesimo dello spigolo al Cimon della Pala di Agosto, quindi niente prime donne.

Anche se è stato oggetto di alcune discutibili iniziative di “valorizzazione” e “messa in sicurezza” a cura del gestore del Rifugio de Gasperi, storico punto d’appoggio nel versante carnico, sulle ardite Cime dei Clap fra Sappada e la Val Pesarina non si trova  molta concorrenza. L’unica altra struttura fissa è il bivacco Damiana al Cadin di Dentro nel versante Nord e nessuno dei due  interessa la nostra salita che si deve e si può fare obbligatoriamente in giornata. Dalla Cima Alta di Riobianco sulla cresta principale si stacca verso Nord una breve ma ardita cresta che scende al passo dell’Arco fra  il Cadin delle Vette Nere  e il Cadin di Fuori con le tre elevazioni del Creton, Torre Alta (l’oggetto della salita) e Bassa. Da Sappada (Borgata Bach) si scende al Piave in auto e qui si parcheggia, varcato il ponte inizia il sentiero 316 diretto al Passo Siera, lo si segue fino al primo bivio dove si svolta a destra in direzione del passo dell’Arco e poco prima si attraversa sotto le pareti fino ad entrare nel Cadin delle Vette Nere, un circo detritico racchiuso fra le pareti. La esemplare giornata autunnale ha rivestito il bosco di caldi colori e non fa neanche freddo, in giro non si vede nessuno, anche l’amico condivide l’inesperienza e dovremo cavarcela da soli, intanto la vetta dove dobbiamo andare l’abbiamo già adocchiata. Traversiamo alla base delle pareti fino al canale che la separa dal Creton dell’Arco dove si trova l’attacco. Cominciamo slegati e a casaccio traversando per cenge e salti a dritta fino a quando le rocce diventano troppo ripide. La parte centrale non ha un percorso evidente né obbligato e la qualità della roccia lascia qualche dubbio, la scaliamo seguendo la ferrea logica alpinistica per due tiri di corda mirando allo spigolo dove il calcare diventa eccellente e la via da seguire più logica, altre due filate e sortiamo in vetta. La discesa per la via comune prevede un camino di II solido dopodiché per balze erbose rocciose e mughi guadagniamo il Passo dell’Arco e il sentiero segnato.

 I prati di Sappada

 Cadin delle vette Nere e Creton dell'Arco

 I colori autunnali

4 Sopra i faggi la Torre dell'Arco

 Il sentiero dell'avvicinamento

6 Il facile inizio si fa slegati

7 Una traversata

8 Roccia eccellente più in alto

9 Una sosta

10 All'uscita

11 In Cima incombe il Creton dell'Arco

12 Torre e Creton dell'Arco dalla via di discesa

13 Al passo dell'Arco

Due ore e mezza per l’attacco e altrettante per la via, difficoltà di III e IV con un passo di IV sup. 250m, primi salitori i Sappadini Emilio e Luigi Pachner con Carlo Gera,  relazione sulle Alpi Carniche 2 di Attilio de Rovere e Mario di Gallo, CAI-TCI (Al tempo non edita). Il 4-10-1986, Rino e Rino.

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