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Cima delle Fantoline dal Flaiban Pacherini in Val di Suola

L’ultimo decennio del secolo scorso è stato il periodo più glorioso, passata la febbre arrampicatoria, con un nutrito gruppo di amici mi sono dedicato alla salita di montagne meno celebri ma più genuine, erano i giorni d’oro dell’ora dissolto gruppo dei ravanatori e verso la fine dell’anno veniva anche assegnato in occasione della cena, previa marronata sociale in qualche remota casera, anche l’ambito premio del “Ravan d’Aur” di cui anche lo scrivente è stato insignito per meriti acquisiti. La passione per l’alpe aveva spinto l’amico Sandro a cessare la sua attività di artigiano orafo per intraprendere quella meno lucrosa di gestore del rifugio Pacherini in val di Suola nel cuore del del Pramaggiore. esplorando a tempo perso le più trascurate vette del gruppo. Tutto questo noioso preambolo per arrivare alla vetta in questione, la più alta nel nodo delle Fantoline (bimbe in fornese), 2288 m. Non ricordo se siamo saliti al rifugio da Forni di Sopra (con un noioso tratto di asfalto) o più piacevolmente dalla frazione di Andrazza poco più a valle, ma comunque in numerosa compagnia, in entrambi i casi un paio d’ore. Il vecchio rifugio era una bella costruzione in muratura a T con il tetto a falde, piuttosto umida ma accogliente e ben inserita nell’ambiente (ora è stato demolito, sostituito da una specie di capannone rettangolare in cemento armato rivestito di legno stile bivacco militare Morteo, complimenti al progettista). Ben visibile dalla Val di Suola la cresta Fantoline-Valmenon appare come una selva di punte poco appetibil sia agli scalatori (troppo facile) come all’escursionista medio per opposti motivi, quindi, a parte la Cima Valmenon che riceve qualche visita, restano per lo più deserte  Dal rifugio ci alziamo con il sentiero n. 362 con qualche traverso fino a infilarci nella gola detritica che scende dal passo del Mus, 2063 m. dove ci dirigiamo verso N costeggiando i dirupi dell’asinina cima stessa per salire poi a destra alla forcella del Palon, 2140 m, da questa ora a sinistra fino alla forcella Fantolina Alta, erboso attacco della salita. Mancano un centinaio di metri, che si superano  arrampicando su rocce non malvagie abbastanza liberamente sulla destra fino ad infilarsi in un solido camino, all’uscita un altro tratto roccioso discontinuo fra cenge e paretine porta in vetta senza l’uso di altri mezzi di sicurezza a parte mani e piedi. La limpida giornata autunnale permette di apprezzare in pieno il vastissimo panorama. Scendendo evitiamo l’ultimo settore con una calata a corda doppia sulla destra della via arrivando a un terrazzo sotto una parete verticale, incoraggiata dall’amoroso coniuge anche Eliana vi si cimenta per la prima volta aiutandosi con colorite imprecazioni, per il resto rifacciamo più o meno la strada conosciuta. Dalla forcella scendiamo direttamente al visibile rifugio in ordine sparso per verdi e ghiaie anelando alla sua cucina e agli ottimi vini. Anche troppo dal momento che il pomeriggio si conclude con tremende esibizioni canore poi la truppa scende traballando al parcheggio.

Agosto 1988 con Alessio, Claudio, Eliana, Gigi, Cinzia, Giorgio e Sandro, più due dissidenti che hanno optato per la Cima Val di Guerra.

Il nodo delle Fantoline

1 Salendo al Passo del Mus

 Passo del Mus

 La Cresta Inferno-Brica

 La Cima Val di Guerra

Pic di Mea

 Verso la forcella del Palon

 Spalti e Monfalconi

 L'attacco

 Un momento della salita

 Il camino

 La grinta di Gigi

 Tutti insieme appassionatamente

 L'Antelao

 Gli Spalti e il Pelmo

 La Valle del Tagliamento e le Prealpi velate dalla foschia

 Evitiamo l'ultimo salto con una doppia

17 Eliana si cimenta con la calata

 Le Cime Fantoline dalla forcella

 Il vecchio rifugio Pacherini

Con il tetto a croce e ben inserito al contrario del nuovo a capannone

 Con gli amici si festeggia l'impresa

 Seguono penose esibizioni vocali

 

 

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