Home > Dolomiti Orientali > Sasso del Signore (2447 m), la via normale con qualche svarione nella discesa

Sasso del Signore (2447 m), la via normale con qualche svarione nella discesa

La verdissima valle di Braies è conservata in modo ammirevole dagli operosi altoatesini, prati sono sempre ben tagliati, i masi hanno ancora gli antichi fienili in legno e i pochi alberghi  fanno la gara a chi ha i balconi più rigurgitanti di fiori sì che una spruzzatina di diserbante ci starebbe. Per di più è stata recentemente pubblicizzata da uno sceneggiato della RAI ambientato in queste amene località, se pur ce ne fosse stato bisogno, dal momento che i turisti non mancano certo nell’alta Val Pusteria. La tramissione, piena di spot pubblicitari palesi e occulti,, aveva come protagonista un eco forestale del luogo con un triste passato alpinistico che però veniva a capo di tutte le indagini, a contrappunto un tenente dei Carabinieri napoletano ingenuo e alieno dai costumi locali, un nipote scavezzacollo e un buon numero di sventole completavano il Cast. Infarcito dei più triti luoghi comuni presentava una serie di delitti che neanche in un secolo possono capitare in queste serene vallate. Che c’entra? In pratica nulla a livello escursionistico, c’ero già stato in passato qualche volta, anche se purtroppo le gite in giornata dal Friuli richiedono 6 o più ore AR a seconda del pilota e del traffico.

1 L'Albergo sulle rive

2 Lago di Braies

Tediato dalle continue ripetizioni e dalle minacce del meteo provo a suggerire agli amici di migrare verso il West (troppo distante, troppe ore, bisogna fare la coda, queste sono le obiezioni), uno solo acconsente. Lo stradale è per la Val di Gorto, Sappada, il Comelico, passo di M. Croce, Sesto e la Val Pusteria fino al bivio a sinistra  per Valle di Braies, al bivio successivo a destra fino alla fine della rotabile presso il lago. Tre ore esatte e 5 euro per il parcheggio, cartolina compresa. Il sottogruppo del Signore si trova all’estremo N del gruppo della Croda Rossa e comprende oltre alla più alta, il Sasso la Torre che è famosa per la storica via di Von Glanwell e i minori Apostol in gran parte ricoperti di mughi. Abbiamo con noi la cartina della Tabacco che non arriva al lago, per contro in ulteriore aiuto c’è il libro di Majoni-Caldini-Ciri “111 cime delle Dolomiti” già sperimentata. Dal posteggio ci portiamo sulla riva Est dello specchio d’acqua dove come promesso inizia il sentiero n. 58 che in breve risale un ghiaione in direzione delle pareti e poi traversa a destra fino a una cengia che si segue fino a una forcella tra i mughi, qui si cambia versante e si esce al sole che come sempre splende sulle Dolomiti. Dopo una traversata a sinistra i segni risalgono verso la forcella di Lavina Bianca, 2194 m, a Sud della vetta,con già una bella veduta. Il n. 58 prosegue in discesa, invece seguiamo la traccia ben battuta e segnalata che si dirama verso N in direzione delle creste fra mughi e roccette. Passiamo sotto l’anticima Est proseguendo verso sinistra su terreno alpino, anche un ulteriore rilievo roccioso viene lasciato sulla destra (è la vetta centrale) e finalmente vediamo la nostra cima, che ha un aspetto rotondeggiante assai caratteristico. Passando sotto un roccione si arriva a un saltino, forse due metri di primo solido che è la chiave della salita. L’amico si ferma qui, dopo questo si accede a una crestina che arriva alla base della scarpata rocciosa finale un poco friabile ma attrezzata con una catena che azzera le difficoltà. Grande ma non bella la Croce e spaziosa la cima, il panorama è spettacolare mentre il temuto affollamento non esiste, visto che per il momento godo  vetta in solitudine.Poi  arriva una coppia, mentre scendo ne incrocio un’altra, quindi nessun problema. In discesa salgo anche sul rilievo centrale e dopo una sosta ristoratrice torniamo alla forcella. Il libro consiglia la traversata, non possiamo che obbedire, il sentiero che scende a Ferrara fra i ghiaioni è evidentissimo e in basso consente delle piacevoli scivolate. Incrociamo una strada forestale, c’è una tabella, per giù si va in paese però la strada continua verso Ovest, dopo un consulto la imbocchiamo, ci seguono due sciagurati tedeschi. Prosegue in salita ma a un certo punto finisce. Ci inoltriamo nel bosco anche ripido, traversiamo due  scuri canaloni terrosi che non si sa come escano, continuando alla fine avvistiamo uno stradello dove transitano parecchi turisti. Ci arriviamo trafelati, è l’itinerario  n. 1 che da Ferrara va al Lago consigliato dalla guida, peccato vada (ancora!) di rive su in friulano. Chissà quante maledizioni ci hanno mandato i due teutonici che ci hanno incautamente seguito.

3 Il sottogruppo del Signore

4 La cengia del cambio di versante

5 Il lago

6 Fiori di tarda estate

7 Salita alla Forcella di Lavina Bianca

8 Le creste della cima

9 Ometti sulla normale

10 Dalla cresta verso Est

11 Fiori sui verdi della cresta

12 La cresta

13 Genziana autunnale

14 Le valli di Braies Pusteria e Casies

15 La Cima

16 Il saltino di primo grado

17 A sin. la catena che facilita l'ultimo tratto

18 In cima

20 La Croda Rossa ha già la neve

21 La Torre del Signore

22 Scendendo vado anche sull'anticima

23 A Est le Dolomiti di Sesto

24 Ulteriori fioriture

26 In discesa sui ghiaioni

25 Come di solito in cerca di rogne

27 Un'ultima vista sul massiccio del Signore

 

Settembre 2014, con Ermanno.

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: