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Gross Venediger (3674m) – sui ghiacci del Gran Veneziano

La seconda montagna degli Alti Tauri è anche una delle più elevate dell’Austria, circondata quasi interamente da estesi ghiacciai che arrivano fino in vetta ha un aspetto veramente maestoso. Per di più le due vie normali, da Est e da Sud, sono facili e molto frequentate  richiedendo solo  i normali attrezzi di sicurezza sulla neve, ossia corda, piccozza e ramponi. Ci sono anche altre vie più impegnative e con forti pericoli oggettivi percorse più raramente. Su un libro avevo letto di una traversata con la salita da Nord e discesa a Sud, improponibile a meno di disporre di  quattro giorni, tre per la traversata e una per recuperare l’auto, per contro la salita da meridione mi era parsa la più corta e probabilmente anche la più facile  nonchè fattibile in un giorno e mezzo, giusto il tempo che avevo a disposizione. La proposta viene accolta da uno dei soliti personaggi, partiamo da Udine verso le 12, via Monte Croce Carnico, Mauhten,  Gailsberg e giù nella Valle della Drava, la risaliamo fino a Lienz, e da qui verso NO lungo il corso dell’Isel fino a Matrei dove lasciamo a destra la Statale per inoltrarci nell’incantevole Virgental, giuro che ho visto un abitante annaffiare i fiori posti su un ponte senza aspettare il giardiniere comunale. La nostra meta è Hinterbichl, penultimo paese dell’amena vallata, circa 1300 m. Qui sorge un problema, dovremmo salire in macchina la Dorfertal fino alla Johannis Hutte, più di 2000m, ma c’è il divieto, per non fare gli italiani chiamiamo la navetta che si fa aspettare, per passare il tempo ci facciamo un paio di birre. Quando arriviamo al rifugio il parcheggio è pieno di auto, siamo stati turlupinati, ce ne facciamo una ragione e cominciamo a scarpinare, la salita alla Defereggen Haus (2962m) è un comodo sentiero, ci arriviamo in un paio d’ore  sotto un cielo di piombo poco incoraggiante. Forse per le birre e il clima non sto bene e devo andare subito a stendermi, un’ora dopo mi sono rimesso e riesco anche a trangugiare qualcosa lasciando gli avanzi all’amico che digerisce qualsiasi cosa gli venga servita. Il rifugio si trova sopra il ghiacciaio, il sentiero che vi scende è l’unica indicazione che strappiamo al gestore, per il resto rimane restio anche a causa dei problemi linguistici. Partiamo per prim alle settei l’indomani, tutti i presenti se la prendono comoda, nella nebbia più fitta scendiamo al Rainer Kees, il ghiacciaio che dobbiamo risalire, per fortuna la pista è abbastanza evidente e i crepacci, pur presenti, sono piuttosto stretti e non rappresentano un pericolo. Prima un pallido chiarore, poi il luminoso disco del sole appaiono mentre la nebbia si dissolve e ci appare risplendente la grandiosa mole del Venediger, le altre vette rimangono sotto la coltre bianca, verso Est l’unica punta che spunta è il Glockner… Diventiamo più fiduciosi nella riuscita della nostra piccola grande impresa, è un momento magico. Più in alto arriviamo verso destra alla Rainer Torl, fra la cima medesima e la nostra destinazione, siamo già oltre i 3400 m di quota, alla quale ci dirigiamo per pendii più inclinati,  alla fine diventa una stretta cresta (pare che in certi anni questo tratto sia inaccessibile a causa delle cornici) che conduce alla Croce di Vetta incrostata di ghiaccio. 2 ore e mezza. Sotto di noi si approssimano le prime cordate, noi ci siamo goduti in nostro momento magico, ridiscendiamo. Incrociamo anche la rude Guida del rifugio che si porta dietro la cordata millepiedi, d’altronde è il suo lavoro. In basso rientriamo nella caligine, fuori dal ghiaccio ci attende la lunga discesa sul sentiero prima e la strada in seguito con il tempo e il clima sempre più gradevoli, ripassiamo dalla Johannis Hutte e poi sulla strada alla Virgental. A Matrei ritempriamo le forze al Vecchio Mulino riconvertito a Gasthof e storico punto di ritrovo degli alpinisti.

1 Salendo al Rifugio

2 Genzianelle

3 Nebbie del mattino al rif. Deferegger

3 Sul ghiacciaio

4 Il sole si fa vedere

5 Appare la cima

6 Il Grossvenediger

7 La vetta e il compagno

8 La punta del Glockner spunta dalle nuvole

9 La larga Rainertorl

10 Sulla cresta

11 L'ultimo tratto è piuttosto sottile

12 La Croce di vetta

12 In Cima

13 Mentre scendiamo arrivano le prime cordate

14 La cordata millepiedi

15 Sopra il mare di nuvole

16 Rifugio Johannis

17 Torniamo sulla strada

18 Immagine pastorale

19 La Dorfertal

20 Il torrente

21 Il Vecchio Mulino o Halte Mule storico Gasthof per ritemprare le forze

Settembre 1990, con Bepi

 

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