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Jof di Montasio 2753 m, la Via di Dogna

Sul Jof di Montasio in 35 anni di carriera ci sarò stato una decina di volte cercando di variare via e stagione, con il Cuar, teatro delle mie prime imprese, e la Creta Grauzaria sono le tre vette che ho più ripetuto anche pur non arrivando, e sarebbe stato facile, a visitarle tutti gli anni preferendo svariare nell’ignoto. Salendo la Val Dogna il Montasio offre la magnifica vista del regale versante Ovest, è senza dubbio la più bella montagna delle Giulie Occidentali, la via di Dogna fu percorsa la prima volta nel settembre 1882 da G. e P. Di Brazzà, A. e D. Pecile con i suppongo locali F. Marcon, P. Pittini e A. Siega, le difficoltà sono discontinue sul II grado ma il dislivello è di 1900 metri, conta più che altro resistenza e passo continuo oltre a una certa capacità di orientamento, garantito solo nel primo tratto dai segni.

1 Val Dogna e Montasio in veste autunnale

2 Il versante della via a Dicembre

Da Dogna si sale la vallata omonima fino al monumento dedicato al Col. Zacchi, circa 1000 m, dove ci si avvia in discesa verso destra. Un primo tentativo in Agosto va a vuoto anche se uno dei compagni l’aveva già percorsa, ci alziamo a sinistra seguendo una traccia che ci porta a un canale erboso-roccioso, in due ore di ripida salita arriviamo in un anfiteatro circondato da pareti, ancora oggi mi chiedo dove siamo andati a finire, anche il tempo non è dalla nostra parte, le creste sono celate dalle nubi e battiamo la ritirata, come premio di consolazione saliamo poi sul Piper, ci riproviamo dopo un mese. Più numeroso il gruppo, siamo in sei,  abbiamo anche degli accordi con amici, ci aspetteranno al Bivacco Suringar per poi andare a riprendere le auto. Più attenti proseguiamo sulla stradina e poi seguendo i provvidenziali segni usciamo dal bosco, si prosegue in traversata fra i mughi su una cengia attraversando anche dei colatoi di roccia levigata, ci sono anche due tratti con un cavo metallico, fino a una larga svasatura che si deve risalire (fino a qui la salita non è intuitiva e bisogna seguire attentamente i bolli rossi). Il canale sale ripido passando alla sinistra della parete “rossa” per arrivare poi alla grotta del Bivacco Muschi, 1955 m, spartano ricovero dove non mi piacerebbe passare la notte. La giornata è sul bello stabile e non fa freddo nonostante la stagione avanzata, personalmente sono in pantaloni corti e maglietta e tale rimarrò, un partecipante oltre a indossare i pesanti calzoni di lana riservati agli alpinisti si è messo anche i mutandoni, anin benon! Una breve fermata e ripartiamo. Sopra al bivacco una parete di roccia non sicurissima, è la difficoltà maggiore della salita e usiamo la corda per assicurare uno dei compagni, ora arriviamo alla rampa grigia che fa una specie di diedro con la sovrastante parete rossa, qui si arrampica sul solido e procediamo più spediti, lasciamo sulla sinistra la Sfinge, altre paretine che un poco alla volta diventano meno ripide fino ad arrivare sulla Grande Cengia Superiore dove troviamo la traccia della Via dei Cacciatori Italiani o Amalia che traversando a destra ci porta al Suringar, la missione è compiuta, sono i presenti gli amici-tassisti. Ora per una Via di questo genere è complicato dare una relazione accurata visto che molti passaggi non sono obbligati, inoltre sono trascorsi molti anni, l’importante è non compiere errori madornali, la più rispondente a mio parere è quella del vecchio libro di D. Marini e M. Galli, Alpi Giulie Occidentali. Tre degli amici scendono ai Piani, ma manca la Vetta, con i due restanti ci saliamo per la conosciuta Via Findenegg che percorre un canale e quindi una cresta fino in vetta, scendiamo verso Est sulla cresta della normale e poi per la scala Pipan.

3 Sulle cenge iniziali

4 Le pareti N del Cimone

6 Placche levigate dall'acqua

7 Sosta al bivacco Suringar

8 Jof di Miez e Cimone

9 Sulla rampa sotto la parete

10 La cengia verde all'uscita dalla rampa

11 Vista sulla Val Dogna e lo Zuc dal Boor

13 L'autore in abbigliamento balneare

14 Controluce con la Sfinge

15 La Sfinge

16 Panorama dalla cengia

17 Rendez-vous al Bivacco Suringar

18 Alla vetta per la via Findenegg

19 La cima dalla Findenegg

20 Sul Montasio con Diego, Carlo e un gracchio

21 La Torre Nord e i Monti di Malborghetto

22 La Campana in vetta

23 In basso la normale mentre le nubi celano lo Jof Fuart

24 La discesa più veloce rimane la scala Pipan

1987, 20 Settembre

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