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Ober Gabelhorn (4063 m) una delle più belle cime delle Alpi

Cresta del Cuore, F. Douglas con P. Taugwalder e J. Vianin, Luglio 1865, AD

Cresta Est, A.W. Moore e H. Walker con J. Anderegg, Luglio 1865, AD

Pur essendo un “piccolo” quattromila rispetto ai giganti che la circondano è ritenuta una delle più belle vette delle Alpi, la vista dal rifugio del Mountet è veramente eccezionale, a sinistra la cresta Est della via normale, dalla cupola bianca della Wellenkuppe una cresta nevosa arriva al Gran Gendarme e continua sempre più ripida fino in cima, da Ovest sale la rocciosa Arbengrat, alla capanna rivolge la ripida parete N, una via di ghiaccio classificata D con a sinistra l’elegante cresta di misto della Via del Cuore, così nominata per un affioramento roccioso fra i ghiacci di tale forma. Dopo la riuscita dell’anello del giorno prima sul Zinalrothorn (post precedente) l’amico è attirato dalla parete ma alla fine prevale la mia opinione di salirci (o tentare) la cresta N che è pur sempre AD e mi pare già abbastanza rognosa. Dichiariamo le nostre intenzioni al gestore che si mette le mani nei capelli ma vista la nostra testardaggine alla fine ci dà qualche informazione, d’altronde fa la Guida Alpina e noi siamo due possibili clienti. Preferiamo come sempre arrangiarci da soli e il mattino dopo c’incamminiamo in discesa alle 5.30. Dopo un centinaio di metri mettiamo i piedi sul Glacier Durand che attraversiamo in assoluta mancanza di tracce in direzione delle rocce, qui saliamo dei canali rocciosi tendendo a sinistra, il posto è piuttosto tetro e anche esposto alle scariche di pietre e quando arriviamo al plateau che porta alla parete, finalmente al sole, tiriamo un sospiro di sollievo. In alto sulla cresta Est notiamo dei puntini neri, sono i cinque alpinisti che stanno facendo la via comune, noi invece ci alziamo verso la nostra cresta scalando su sfasciumi e rocce poco solide. Arrivati sulla neve possiamo vedere la prosecuzione della salita, la cresta sembra abbastanza potabile peccato che il cielo ora è nuvoloso. Non si vede nessun altro sulla via, la neve non è in buone condizioni, la giornata è calda e afosa e faticosamente avanziamo di conserva fino all’enorme cornice della vetta, i cinque altri clienti della cresta Est sono già sulla via del ritorno, purtroppo non c’è tempo per godersi la meta raggiunta (in sette ore). Cominciamo anche noi la discesa per la normale dai versanti asimmetrici, a N lo scivolo ghiacciato e a S sotto le  cornici è di roccia, stiamo sul filo di solidissimo gneiss profittando delle soste attrezzate per le corde doppie, su una di queste arriva puntualmente il temporale dandoci un assaggio della carne dell’orso (Primo Levi, il Sistema Periodico) al compagno che mi chiede se fermarsi per mettere la giacca a vento rispondo che ora l’importante è perdere quota il più rapidamente possibile. Per fortuna la perturbazione ha breve durata e si trasferisce velocemente al Monte Rosa, e ritorna il bel tempo, il percorso continua sulla neve in direzione del Gran Gendarme, lo si attraversa in versante N con l’aiuto di una corda metallica, la cresta si allarga e permette di salire senza problemi in cima alla Wellenkuppe, 3903 m.  Questa si discende ancora verso Est, roccia piuttosto friabile, facciamo ancora una calata con la corda arrivando a un piccolo ghiacciaio che seguito in discesa arriva al sentiero che porta, ed era ora, al Rothornhutte 3200, nel versante della Mattertal (quella di Zermatt) accogliente e spazioso dove passeremo la notte, sono le 6 e ¼ del pomeriggio.

1 Calde luci della sera sull'Obergabelhorn

2 La comba nevosa sotto le pareti N

3 Salita alla cresta

4 La cresta del Cuore

5 Sulla cresta

6 Un seracco

7 Un'altra immagine della cresta

8 Il Gran Gendarme della cresta E

9 La Cima

10 Dalla cima lo Zinalrothorn

11 Sulla cresta Est

12 Il maltempo si è spostato al Monte Rosa

13 Sopra il Gran Gendarme la cupola della Wellenkuppe

14 Il Cervino

15 L'Obergabelhorn da Est con il profilo della Cresta del Cuore

16 Discesa dalla Wellenkuppe

17 La corda doppia finale

18 Sul ghiacciaio, in alto lo Zinalrothorn

19 Nevai facili prima del Rifugio

20 Rothornhutte, 3200 m

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