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Cime Piccole di Riobianco dal sentiero del Centenario

Molte volte nei tempi andati ho risalito il vallone di Riobianco visitandone pressoché tutte le cime per varie vie per diletto personale o per assolvere ai doveri di istruttore dei corsi di alpinismo così che ultimamente le gite in loco si sono fatte sempre più rare. Mancavano ancora all’appello le Cime Piccole, fra l’Alto Vallone di Riobianco e la Valle Rio del Lago. Qui il CAI di Gorizia ha attrezzato e segnato nel 1983 un percorso dedicato al Centenario della sua fondazione con inizio e fine indifferentemente alla Forcella Alta e a quella del Vallone. La scorsa domenica la lacuna è stata finalmente colmata grazie a due amici che l’avevano già fatto e al sempre inossidabile M. Da Chiusaforte nel Canal del Ferro saliamo a Sella Nevea con una breve digressione a Pontebba per recuperare una pila, dalla Sella caliamo verso Cave del Predil, l’auto viene parcheggiata al ponte sul Riobianco 987m, all’inizio del sentiero 625 che sale costeggiando il torrente sulla destra con belle pozze e cascatelle in ultimo lo attraversa e con un paio di svolte nella faggeta arriva al Rifugio Brunner (ristrutturato ma chiuso e praticamente inutile dato che per le chiavi tocca seguire una trafila burocratica), poi la traccia sale più ripidamente prima nel bosco e poi in terreno più aperto fino al Bivacco Gorizia, 1850m, in bella posizione al centro del vallone e circondato dalle chiare pareti delle circostanti vette. Il Bivacco è avvolto nella nebbia, si intravede una cordata all’inizio dello spigolo della Cima Alta ma anche la tanta neve presente nel canale che scende dalla Forcella Alta di Riobianco da dove si diparte il nostro itinerario, rimpiangiamo la piccozza che riposa a casa. Cominciamo a salire, la neve è dura ma si riesce comunque a fare le tacche con lo scarpone, si accodano a noi due alpinisti che hanno in programma la vetta più alta, uno con le lisce e l’altro con le scarpe ginniche, il tratto non è lungo e torniamo sulla roccia, alla forcella torna il sole e con lui l’ottimismo, a destra notiamo i segni che ci guideranno, ci alziamo arrampicando facilmente per solide roccette, nei brevi tratti più verticali con l’aiuto di qualche cavo fino a un terrazzo. Con una breve deviazione a destra saliamo subito alla quota più alta 2209 m (Cima Piero Plazzotta), un’aguzza puntina rocciosa, in vena di esibizioni il Mauro prende di petto la corta paretina finale mentre noialtri l’aggiriamo sulla sinistra, forse primo grado, con vista interessante verso Canin e Riobianco. Ridiscesi ai segni continuiamo la traversata che sta costantemente nei pressi della cresta, i cavi sono abbastanza saltuari, il passo più impegnativo è la discesa in una spaccatura (cavo), la si attraversa con una scala in orizzontale, al di là si risale con l’aiuto di un’altra scaletta, gli attrezzi di ferrata (imbrago, dissipatore ecc.) mi paiono eccessivi, forse il casco se la compagnia è numerosa, noi non possediamo niente di tutto ciò. Continuando si passa due metri sotto la quota più alta, 2239 m, Cima delle Forcelle, che merita di essere visitata. In discesa si arriva all’entrata della galleria, dei gradini in legno portano al tratto più buio dove necessita una pila, il fondo dove si cammina è tutto sgretolato e appoggiare il posteriore non deve essere molto piacevole, si esce a una cengia da dove ci si cala facilmente alla forcella del Vallone 2180 m., pausa per un frugale spuntino. L’opzione più veloce per il ritorno è quella lungo il Vallone di Riobianco, decidiamo invece per il Rifugio Corsi, nell’opposto versante Ovest. All’inizio troviamo detriti e campi nevosi quindi un agevole sentiero fra i prati portano allo storico edificio, affollatissimo, ci sono perfino degli sciatori che vanno su e giù per il nevaio sovrastante, il posto non ci aggrada e proseguiamo. Il sentiero del Re di Sassonia si cala ripido e esposto superando una zona rocciosa con sorgenti in un ambiente molto bello fino a un bivio, qui prendendo a sinistra si arriverebbe a una ulteriore biforcazione che seguita sulla destra (mulattiera di Cima Pesce) esce alla strada a pochi metri dal posteggio, i compagni nicchiano e allora traversiamo alla Malga Grant’Agar, l’unico fatto positivo è l’incontro con un giovane camoscio piuttosto confidente. Poi ci aspetta la massacrante strada cementata dell’ex polveriera e l’asfalto della provinciale. Con le soste sette ore e mezza.

1 Rifugio Brunner

2 Salita al Bivacco

3 Il bivacco Gorizia

4 Stambecco sul pilastro presso il bivacco

5 Salita alla Forcella Alta di Riobianco

7 Prime attrezzature

6 Cima Piccola di Riobianco

8 M. sulla cima 2206 m

9 Eccolo in vetta

10 Il passo più impegnativo

11 Sulla cresta

12 Uno spuntone bizzarro

13 La Cima delle Forcelle

14 Scala d'ingresso alla galleria

15 L'uscita dal tunnel

16 Forcella del Vallone

17 Una varietà di Primula

18 Madri dei Camosci, Innominata e Cima di Riofreddo

19 Rifugio Corsi con il Campanile di Villaco

20 Sotto il rifugio

21 Camoscio confidente

22 L'ungulato si allontana senza fretta

23 Ruscello prima della casera Grant'Agar

 

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