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Monte Vas (1984 m) da Sud

Le vette maggiori dei Monti di Volaia formano un gigantesco arco di cerchio sulla linea di confine fra Austria e Italia dal Passo di Volaia al Giramondo con un’unica diramazione  che si stacca dalla forcella di Ombladet verso occidente con la massiccia cima omonima e il più modesto ma aguzzo monte Vas (con l’accento circonflesso, non riesco a metterlo, comunque si pronuncia Vaas). Gli amici che c’erano stati erano i soliti Mauro e Vjgiut con Eliana, non trovando la via normale avevano arrampicato sulle marcissime rocce del versante Est con sofferenze varie e abbondante spreco di adrenalina. Il 9 Marzo di tre anni fa esatti, quindi quasi alla fine dell’inverno decido di provarci anch’io assieme all’amico Saro. A Forni Avoltri nell’alta valle del Degano prendiamo a destra la strada che risale la val Fulin (è quella di Collina) fino a una curva all’uscita  di Sigilletto dove parcheggiamo, 1145 m. Qui si trova l’imbocco della strada che sale a sinistra, asfaltata fino a una cava di marmo. Clima abbastanza piacevole e soleggiato, memori di spiacevoli esperienze passate abbondiamo nell’attrezzatura, siamo dotati di ciaspe, bastoncini e piccozza con ramponi. Dopo la cava proseguiamo su una forestale abbondantemente innevata che si inoltra nella scura abetaia, stavolta profittiamo della pista battuta che rende superfluo l’uso delle racchette, poco a poco il bosco si dirada e possiamo godere del sole, poi usciamo alla bella radura dove si trova la casera Monte dei Buoi riattata a modesto ricovero, 1723 m. Una freccia rossa con scritta a sinistra dell’ingresso ci indirizza alla meta, seguiamo il consiglio proseguendo in traversata a mezza costa a NO seguendo anche qui le tracce e qualche sparuto segno rosso in ultimo con una modesta perdita di quota fino  alla sella sotto la Cima (passo di Pizforchia 1771 m).  Vediamo del movimento in vetta e non si tratta di quadrupedi, qualcuno ci ha preceduto, la continuazione è su una traccia che si inoltra nella vegetazione a radi alberi ma con abbondanza di mughi che a volte si perde, poi sale più evidente  e ripida costeggiando le rocce fino a un intaglio dove si cambia versante. Qui la neve ha uno spessore consistente e non è trasformata per di più i pendii ripidi impressionano l’amico che si fermerebbe volentieri alla fine lo convinco a seguirmi,  decidiamo di lasciare i sacchi e partiamo con la sola piccozza, chi è salito prima di noi lo ha fatto al centro del pendio che ora è al sole, preferisco costeggiare i mughi che ricoprono la cresta sulla destra. Sotto la cima il percorso diventa più ripido,  un varco fra i baranci  termina sulla dorsale arrotondata che seguita verso destra  per pochi metri porta alla Croce della Vetta (di cattivo gusto a mio parere) mentre il panorama invece è splendido. La Guida descrive la salita come poco remunerativa, e probabilmente d’estate è così, in questa stagione io l’ho gradita. Ridiscendiamo per la strada conosciuta, il mio partner all’inizio faccia a monte, recuperate le masserizie torniamo a Monte dei Buoi e a nostro posteggio. 800 m di dislivello, qualche passo di 1° a detta della relazione, 3 ore e 20’ soste comprese per la salita, una e mezzo in discesa. Pensavo di incrociare i nostri predecessori per ringraziarli della pista battuta ma non li vediamo, probabilmente sono scesi direttamente verso Sud da Pizforchia.

Cjampizulon, Pleros. Fuina e Cimone da sopra Sigilletto

 La pista forestale si alza nella foresta di abeti

 Casera Monte dei Buoi

 Ricami di ghiaccio

La Cima di Ombladet dal Passo di Pizforchia

 Il Monte Vas da Est

 Traversata fra i mughi

 Salita alla tacca di cresta

 Sul costone SO

 Siera,Terze, Clap e Brentoni

 In vista della Croce di Vetta

 Fra i mughi poco sotto la Cima

 Peralba e Fleons dalla cresta

 In Cima

 A occidente Longerin e Palombino, sullo sfondo le Dolomiti di Sesto

Discesa faccia a monte

 L'intaglio del cambio di versante

 Il monte Vas dalla casera

  1. Erasmo Mestroni
    agosto 3, 2015 alle 4:45 pm

    Gentile Ravanatore, voglio solo farTi presente che la Croce è ispirata alla Croce in ferro del IV secolo d.C. rinvenuta ad Aquileia, Croce che è simbolo del Patriarcato di Aquleia.
    Si trate duncje de Cros Furlane!!!!
    Mandi. Erasmo.

  2. Amici di Cjolos
    agosto 19, 2015 alle 7:47 am

    Egregio Ravanatore, il Suo non gradimento della Croce di Vetta non si capisce se sia dovuto a questioni realizzative od altro. Se è per questioni meramente realizzative ognuno fa quello che può: lo sappiamo è rabberciata ma ha subito in 25 anni svariati fulmini e temporali e conseguenti quasi annuali manutenzioni. Ogni buon falegname o carpentiere può esprimere in merito il suo competente giudizio. Se invece è la tipologia della Croce che non La soddisfa, le facciamo presente che si ispira alla Croce del IV secolo trovata ad Aquileia e che è diventata simbolo del nostro glorioso Patriarcato. Trattasi quindi della Cros Furlane, Croce, a noi Amici di Cjolos, e non solo a noi, molto molto cara.

    “Ne sutor ultra crepidam”

    Gli Amici di Cjolos

    • agosto 19, 2015 alle 9:03 am

      Si tratta solo di un’opinione, anche se non praticante nulla ho di eccepire contro croci, mezzelune ed altri simboli religiosi, mi spiace di avere risvegliato la vostra suscettibilità con la mia ignoranza, faccio umile ammenda. Cordialmente il Ravatore (complimenti per il latino). P.S. fra l’altro mia moglie canta nel coro di Gjviano e quindi, pur essendo della bassa, ho una certa conoscenza del grande senso di ospitalità delle genti della Val Degano. Ahimè! Ho fatto vedere le foto alla mia consorte che bazzica di più le sacrestie e mi ha confermato quanto mi avete detto, non ho parole.

  3. Roberto
    agosto 19, 2015 alle 6:51 pm

    Caro Ravanatore,
    accettiamo di buon grado la tua ammenda!
    Ritieniti invitato per la festa che annualmente si tiene all’ombra del monte Vas, prima nella compianta Casera Monte Buoi, come ben sai distrutta dall’impietosa valanga del 2014, ed ora presso la Malga Monte Vas ogni 17 Agosto dal lontano anno 90 del secolo scorso.

    Ci risentiremo a tempo debito,

    cordialmente gli Amici di Cjolos!

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